Innovazione

Gdpr, ecco il consuntivo dei primi mesi di applicazione (in Francia il Garante più attivo)

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Che cosa si legge nel consuntivo dell’Edpb, il Comitato europeo per la protezione dei dati, sui primi mesi di attuazione del cosiddetto Gdpr diventato operativo a maggio scorso. L’articolo di Umberto Rapetto, Generale (ris.) della Guardia di Finanza, già comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche

 

206.326 casi di violazioni al Regolamento europeo in materia di privacy e 55.955.871 euro di sanzioni pecuniarie in solo 11 Stati membri sono i numeri di spicco del bilancio dei primi mesi di attuazione del cosiddetto GDPR diventato operativo a maggio scorso.

Lo si legge nel “First overview on the implementation of the GDPR and the roles and means of the national supervisory authorities”, il consuntivo dello European Data Protection Board.

L’EDPB è il Comitato europeo per la protezione dei dati, istituito quale organismo dell’Unione, dotato di personalità giuridica, composto dalla figura di vertice di un’Autorità di controllo per ciascuno Stato membro e dal Garante europeo della protezione dei dati, o dai rispettivi rappresentanti. E’ in pratica l’entità in cui confluiscono le Autorità Garanti dei 31 Paesi dell’area di influenza economica del Vecchio Continente.

Oltre 65 mila le fattispecie di “data breach” (ovvero le intrusioni – o brecce – all’interno dei grandi archivi elettronici collettori di dati personali con il conseguente saccheggio di informazioni che sarebbero state meritevoli di adeguata protezione) sono un segnale preoccupante di ridotto impegno nell’adozione di idonee misure di sicurezza da parte di chi invece dovrebbe dar prova di concreta sensibilità al problema in questione.

Complessivamente le denunce sono state circa 95 mila: il 52 per cento di queste ha visto concluso l’iter di giudizio previsto e il numero degli appelli si limita all’1%.

L’Autorità di controllo (così si chiama il Garante secondo la dizione prevista dal GDPR) più virtuosa è senza dubbio quella francese. La CNIL (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés) è caratterizzata da una straordinaria operatività e le spetta il record di entità delle sanzioni erogate (con una sola “multa” a Google il 21 gennaio 2019 ha totalizzato cinquantamilioni di euro…).

Il Commissario britannico Stephen Eckersley (nonostante la Brexit incombente) ha rivelato che la sua organizzazione sta lavorando alacremente con le Autorità olandese e norvegese per la predisposizione di una matrice di calcolo delle pene pecuniarie che consenta una ragionata proporzionalità e che costituisca un utile strumento di lavoro per i Garanti nel loro ruolo sanzionatorio.

Il report dello “EDPB” si rivela estremamente interessante perché consente di vedere come le diverse Autorità di controllo si stiano organizzando per affrontare questa nuova stagione della tutela della riservatezza dei dati personali. Per quanto concerne il potenziamento di questi organismi sono forniti elementi conoscitivi riguardanti lo stanziamento economico (evoluzione e raffronto disponibile/necessario) e le risorse umane (disponibili e necessarie).

In termini di budget l’Italia è seconda (dietro la Germania) e prevede un incremento del 18 per cento nell’anno in corso. La comparazione tra quanto è nel portafogli dei Garanti e quanto servirebbe, vede il nostro Paese in vetta alla classifica con una prospettiva di un aumento del 37% nel 2019 ma il grafico risulta incompleto perché i tempi serrati di redazione del report non ha permesso a tutti i Paesi (tra questi la Germania) di far pervenire informazioni complete.

L’Autorità di Berlino risulta quella con il maggior numero di dipendenti che, superando abbondantemente quota 300, risultano oltre il doppio di quelli nella squadra del Garante italiano che quest’anno farebbe conto di incrementare del 76% il proprio organico così da poter operare a pieno regime.

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