Innovazione

Gabanelli sul Corriere della Sera sega Google e Amazon su cavi e cloud

di

Gabanelli

Bordata anti Amazon e Google di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera a proposito di cloud e non solo. Ma è possibile una terza via europea? Il dibattito può iniziare…

“Chi controlla i dati di 8 miliardi di persone” è il titolo dell’approfondimento di Dataroom per il Corriere della Sera curato da Milena Gabanelli e Fabio Savelli pubblicato oggi sul quotidiano Rcs.

“Il 90% del traffico mondiale passa su cavi sottomarini, migliaia di chilometri in mano a Stati Uniti, Cina e Russia. Mentre l’Europa è esposta a blackout e furti”, è la sintesi dell’approfondimento di Dataroom.

L’approfondimento firmato da Gabanelli si chiude con una bordata anti colossi americani: “Oggi i nostri dati, seppur parcheggiati,  su server europei sono accessibili ai colossi tech Usa, che li usano a loro piacimento per trarne profitto”, è uno dei passaggi finali dell’articolo della rubrica Dataroom che viene pubblicata ogni lunedì sul quotidiano diretto da Luciano Fontana.

Chi pensa che quella di Gabanelli sia una posizione pro Cina, leggendo l’articolo – e soprattutto il Dataroom pubblicato mesi fa sul 5G – si dovrà ricredere (qui l’analisi di Umberto Rapetto per Start)

La giornalista, piuttosto, sembra caldeggiare la realizzazione delle intenzioni annunciate dalla nuova presidente della Commissione europea, almeno secondo le parole della Von der Leyen riportate da Gabanelli nell’articolo.

Il dibattito può iniziare e Start Magazine lo seguirà.

ECCO UNO DEI BRANI FINALI DELL’ARTICOLO DI MILENA GABANELLI SUL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI:

Oggi i nostri dati, seppur parcheggiati,  su server europei sono accessibili ai colossi tech Usa, che li usano a loro piacimento per trarne profitto.

La nuova presidente della Commissione europea, Von der Leyen, ha appena confermato al forum di Davos: “La priorità dell’Europa è l’autonomia strategica e la sovranità digitale”.

Il governo tedesco ha realizzato in Germania una serie di cloud (Gaia) che permette di affrancarci dai colossi americani, poiché si tratta di un “hangar” fisicamente posizionato in Europa.

Avrebbe senso metterlo a fattor comune, facendo confluire nella nuvola europea i dati delle imprese pubbliche e private, sanità e università.

Ma ognuno pare andare per la propria strada: Telecom ha appena dato la gestione del suo “magazzino” a Google.

Addirittura molte piattaforme universitarie sono state esternalizzate a Google, e dentro c’è tutta la nostra attività di ricerca.

Vuol dire esporre quotidianamente il nostro sapere al furto, in cambio di un servizio gratuito. Che in realtà stiamo già pagando, e a caro prezzo.

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