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Ecco cosa sta escogitando Facebook con JpMorgan, Citigroup, Wells Fargo e Bancorp

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Facebook

Fatti, indiscrezioni e scenari sui progetti di Facebook in materia di dati finanziari. L’articolo di Chiara Rossi

Facebook finisce nel mirino. Di nuovo. Tutta colpa del Wall Street Journal. Ieri il quotidiano americano ha rivelato che il social network di Mark Zuckerberg starebbe contattando quattro gruppi bancari statunitensi chiedendo loro di condividere informazioni finanziarie dettagliate sui loro clienti. Tutto ciò che riguarda transazioni con carta e saldi dei conti correnti nel tentativo di offrire nuovi servizi agli utenti di Facebook.

LE REAZIONI

Le indiscrezioni del Wsj hanno scatenato l’indignazione immediata dei critici e degli attivisti per la privacy, che temono che il gigante tech della Silicon Valley invada di nuovo il terreno delicato del trattamento dei diritti personali degli utenti (Cambridge Analytica remember).

Ma Wall Street la pensa diversamente: il titolo di Facebook ha registrato una crescita del 3% ieri sera, con gli investitori che a quanto pare considerano la mossa verso le banche un’altra opportunità di guadagno per l’azienda.

LA VERSIONE DI ZUCKERBERG

Il gruppo di Menlo Park sente di doversi difendere, o almeno chiarire la questione e in un comunicato diffuso ieri precisa che l’articolo sottintende “non correttamente” che “stiamo chiedendo alle società di servizi finanziari i dati delle transazioni finanziarie” dei clienti, ma “questo non è vero”.

LE BANCHE COINVOLTE

Innanzitutto, funzionalità simili esistono già su Messenger con American Express, Mastercard e PayPal. Ora Facebook starebbe cercando di espandere le sue partnership con banche più tradizionali: JpMorgan Chase, il principale istituto statunitense per asset, Citigroup, uno dei più internazionali, Wells Fargo e U.S. Bancorp, secondo fonti del Wall Street Journal.

LA DIFESA DI MENLO PARK

Il social network ha poi spiegato che la società sta lavorando con “banche e società di carte di credito per offrire servizi ai clienti o il controllo degli account all’interno di Messenger”. “L’idea è che scambiarsi messaggi con una banca possa essere meglio che essere tenuti in attesa al telefono, ed è assolutamente a scelta” del cliente. “Non usiamo queste informazioni al di là di questo tipo di esperienza, non per annunci pubblicitari o altre cose”.

FACEBOOK SI PROPONE INTERMEDIARIO

Il social network starebbe pensando piuttosto a una funzionalità che mostri agli utenti i loro saldi dei conti correnti da Messenger e a un’altra in grado di avvisarli in caso di frodi. “Le persone possono tenere traccia dei loro dati di transazione come i saldi dei conti, le ricevute e gli aggiornamenti di spedizione”, ha dichiarato Facebook.

MOLTO RUMORE PER NULLA?

Come sottolinea Techcrunch, Facebook già consente ai clienti Citibank di Singapore di collegare i propri account in modo che possano eseguire l’accesso alla banca online tramite Messenger per segnalare frodi o ottenere l’assistenza del servizio clienti in caso di blocco account senza dover chiamare l’assistenza telefonica. Sempre Facebook collabora già con PayPal in oltre 40 paesi per consentire agli utenti di ricevere le ricevute dei loro acquisti tramite Messenger.

CAMBIO DI STRATEGIA

L’ambizione di Facebook di espandersi nei servizi finanziari rispecchia ciò che i suoi concorrenti stanno facendo sulle proprie piattaforme. Il social network di Zuckerberg sta cercando di affermarsi maggiormente come piattaforma dove la gente può comprare e vendere beni e servizi, oltre a connettersi con gli amici.

Secondo le fonti anonime del Wall Street Journal, altri colossi tecnologici come Google e Amazon stanno chiedendo alle banche di condividere i dati dei clienti in modo che possano aggiungere servizi bancari ai loro assistenti vocali.

PRECEDENTI CHE PESANO

Tuttavia, se la richiesta proviene da Facebook, la risposta cambia. Il social network di Menlo Park deve fare i conti con gli strascichi del recente datagate che lo ha visto coinvolto insieme alla società britannica Cambridge Analytica che ha abusato dei dati di 87 milioni di utenti di Facebook. Secondo il Wsj, le banche contattate sono preoccupate proprio riguardo la gestione della privacy dei dati da parte di Facebook.

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