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F-35, ecco i dubbi dei vertici della Difesa Usa sul programma Lockheed Martin

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L’ufficio dell’Ispettore generale del Pentagono ha scagionato il Segretario alla Difesa Shanahan (ex Boeing), apertamente critico del programma F-35 guidato da Lockheed Martin.

“Spacciato” era riferito al programma in generale e non al velivolo in particolare.

È quanto emerge dal rapporto pubblicato giovedì scorso dal Dipartimento della Difesa americano a conclusione dell’indagine su Patrick Shanahan, attuale segretario alla Difesa facente funzione dopo che egli aveva bollato il caccia di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin come “f**** up”.

Il Segretario alla Difesa ad interim ha spiegato agli investigatori dell’Ufficio dell’Ispettore Generale del Pentagono che il commento riguardava il programma Joint Strike Fighter specificando che non si riferiva al velivolo F-35, tra l’altro considerato “fantastico”. Ecco i dettagli.

I DUBBI SU SHANAHAN

Un mese fa l’ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha avviato un’indagine su Shanahan per chiarire se l’attuale Segretario alla Difesa avesse intrapreso azioni per promuovere il suo ex datore di lavoro, Boeing, denigrando i suoi concorrenti (in questo caso Lockheed Martin), violando così i suoi obblighi etici.

UNA PAROLA DI TROPPO SUGLI F-35

L’affermazione in questione risale al luglio 2017 quando Shanahan è diventato vice segretario alla Difesa. Nello stesso mese, il vice ammiraglio della marina statunitense Mathias Winter, capo dell’ufficio congiunto F-35, ha dichiarato agli investigatori di aver sentito Shanahan dire che l’F-35 era “spacciato” e “che il Vice Segretario alla Difesa sembrava riferirsi all’aereo stesso”. Dopodiché nel dicembre 2018, il Segretario alla Difesa James Mattis si è dimesso e Shanahan è diventato il titolare ad interim.

IL PIANO DELL’AIR FORCE A FAVORE DI BOEING

Casualità ha voluto che nel suo piano quinquennale la Us Air Force ha deciso di acquistare gli F-15 di Boeing e diminuire gli investimenti nei velivoli di ultima generazione di Lockheed Martin. Invece di andare “all in” sugli appalti F-35, il budget dell’Air Force cerca finanziamenti per otto nuovi aerei F-15EX della rivale Boeing per 1,1 miliardi di dollari.

LA SCURE SU LOCKHEED MARTIN

“L’Air Force rimane impegnata nell’F-35 con la sua tecnologia rivoluzionaria e questo bilancio per l’anno fiscale 2020 continua l’acquisizione di 48 F-35A Joint Strike Fighters ogni anno”, si legge nel piano dell’aeronautica statunitense. Tuttavia ora prevede di acquistare 48 F-35A a  4,9 miliardi di dollari rispetto ai 54 programmati.

LA MANINA DI SHANAHAN?

Ci si è interrogato dunque se in questo cambio di rotta c’entri per caso il neo segretario alla Difesa ad interim visto il suo curriculum. Shanahan è infatti un ex alto dirigente della Boeing e potrebbe aver preso parte alla decisione di acquistare meno aerei da Lockheed Martin in favore della sua ex società. Tuttavia, Shanahan si è ritirato dalla partecipazione a tutte le questioni relative a Boeing.

L’INDAGINE DELL’ISPETTORE GENERALE DEL PENTAGONO

Gli investigatori hanno intervistato più di 30 persone e rivisto migliaia di pagine di documentazione nel corso della loro revisione sulla condotta etica tenuta dal Segretario alla Difesa.

RISPETTATI GLI OBBLIGHI ETICI

“Abbiamo stabilito che il signor Shanahan rispettava pienamente i suoi accordi e obblighi etici nei confronti di Boeing “, si legge in modo inequivocabile nella relazione dell’ispettore generale del Pentagono. Pertanto si conclude che l’attuale Segretario alla Difesa non ha fatto commenti né ha screditato i concorrenti per favorire Boeing.

I GIUDIZI NEGATIVI MA LECITI SUL PROGRAMMA F-35

Dunque, Shanahan ne esce pulito e anche i suoi commenti sul programma F-35 sono stati ritenuti leciti in quanto sostanziali, legati cioè alle prestazioni del programma, del tutto coerenti con i giudizi sul programma F-35 di altri alti funzionari governativi.

I COSTI CHE NON SI ABBATTONO

Shanahan ha dichiarato tra l’altro di considerare il caccia di quinta generazione “fantastico” ma di coltivare perplessità circa i costi e la catena di approvvigionamento in quanto il costo per ora di volo non sta diminuendo e al momento il programma è insostenibile.

LA STOCCATA DEL GAO AL PROGRAMMA

Il 25 aprile 2019, lo stesso giorno in cui l’ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il rapporto conclusivo sulle indagini su Shanahan, il Gao (Government Accountability Office), che vigila sulla regolarità delle procedure d’appalto pubbliche negli Stati Uniti, ha pubblicato un altro rapporto che evidenzia le gravi sfide della supply chain e i costi associati che il programma F-35 sta affrontando. Secondo le stime del Gao, i costi di mantenimento per l’F-35 sono di oltre 1 trilione di dollari su un ciclo di vita di 60 anni. Inoltre, il cane da guardia del Congresso ha scoperto che tra maggio e novembre 2018, gli F-35 di tutta le forze armate statunitensi il 30% delle volte, in media, non erano in grado di volare semplicemente a causa della mancanza di pezzi di ricambio.

Il GAO afferma che in base agli attuali problemi della catena di approvvigionamento, al meglio nelle condizioni ottimali, le flotte dell’F-35 delle forze armate statunitensi non saranno mai in grado di raggiungere un tasso di missione completo superiore a circa il 70%, il 10% in meno rispetto all’obiettivo da raggiungere entro la fine di quest’anno fissato dal sottosegretario alla Difesa Mattis nel 2018.

IL COMMENTO DI LOCKHEED MARTIN

“Stiamo investendo, adottando misure aggressive e collaborando con il governo e la nostra base di approvvigionamento per raggiungere obiettivi di riduzione dei costi condivisi, migliorando allo stesso tempo la prontezza a soddisfare l’80% della missione del Pentagono”, ha dichiarato la società con sede nel Maryland in una nota.

 

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