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Ecco quale sarà l’effetto Dazn su Tim

Sky Dazn Tim

Che cosa cambierà per i conti di Tim con l’accordo con Dazn sulle partite di serie A secondo la nuova guidance del gruppo Tim

 

Tim aggiorna gli obiettivi finanziari dopo l’accordo con Dazn.

Secondo la nota diffusa ieri dal gruppo guidato da Luigi Gubitosi, l’accordo con Dazn per la distribuzione online delle partite di serie A comporterà un incremento di ricavi già dal 2022.

“Con l’entrata a regime nel 2022-2023”, la partnership porterà “ad un’accelerazione della crescita prevista per Ricavi ed Ebitda”.

Tuttavia, peserà sui conti di Tim il ritardato avvio della seconda fase delle misure governative di sostegno alla digitalizzazione (piano voucher).

Come evidenzia oggi Il Sole Ore, “quest’anno saranno da spesare “costi di avviamento” (per esempio la campagna pubblicitaria) che si pensava di poter compensare con l’effetto dei voucher che avrebbero dovuto arrivare a fine giugno”.

Tutti i dettagli.

ACCELERANO RICAVI ED EBITDA

Gli accordi con Dazn e con Mediaset estendono il piano nel segmento Consumer, aggiungendo la serie A e la Champions League a Tim Vision.

In particolare, per il biennio 2022-2023, l’accordo con Dazn comporterà una una crescita di ricavi e Ebitda a “mid single digit” da “low single digit” nel piano pre-accordo. “Vale a dire intorno al 4-5%” secondo il Sole 24 Ore.

PESANO I COSTI DI LANCIO

Tuttavia — sebbene l’atteso contributo del piano voucher al miglioramento di ricavi e margini e alla distensione del contesto competitivo resti — a seguito dei ritardi nell’implementazione della fase 2, si prevede slitti temporalmente, comportando, unitamente ai citati costi incrementali per l’avvio della partnership con Dazn, una revisione degli obiettivi di Ebitda 2021 consolidato verso “low to mid single-digit decrease” (mid single-digit decrease a livello domestico).

INSIEME ALLO SLITTAMENTO DEL PIANO VOUCHER

“In sostanza, per quanto riguarda il 2021, il rischio è che non siano coperti interamente i costi di lancio della scommessa sul calcio, senza che intervengano in aiuto i voucher”, spiega il quotidiano di economia e finanza.

“La prima tranche di voucher – 200 milioni riservati alle famiglie a basso reddito – è già stata erogata, ma i 3/5 sono a beneficio delle apparecchiature e solo i 2/5 della connettività, dove Telecom comunque avrebbe ottenuto la parte del leone. La seconda tranche, più consistente – si tratta di 900 milioni – è destinata alle famiglie in generale ed esclusivamente per incentivare il passaggio alla banda ultralarga, con Telecom che parte da una quota di mercato del 42%. L’incentivo consiste in uno sconto al consumatore sul contratto per la connessione in fibra ottica, con il voucher che va a coprire i minori ricavi dell’operatore telefonico. Questa seconda tranche, sicuramente più significativa per la compagnia di tlc, non è però ancora stata attivata”, ha concluso il Sole 24 Ore.

LA CONFERMA DI GUBITOSI SUL CALCIO

Eppure, “per il calcio siamo pronti” ha confermato Luigi Gubitosi, ad di Tim, intervistato dal Corriere della Sera. “Oltre a investimenti annui per circa 3 miliardi, abbiamo stanziato altri 70 milioni per rafforzare la rete e approntare una piattaforma di distribuzione multicast con cui potremo rispondere adeguatamente alla domanda, anche da parte dei clienti di altri operatori che vorranno vedere il calcio. Non siamo solo noi ad avere vantaggio dai nostri investimenti ma tutto il mercato”.

IN ATTESA DELL’ANTITRUST

Nel frattempo, si attende già per la prossima settimana il risultato dell’istruttoria avviata dall’Antitrust a inizio luglio su alcune clausole dell’accordo fra Tim e Dazn per i Pacchetti 1 e 3 dei diritti per la visione delle partite del campionato di calcio di Serie A nel triennio 2021-2024.

L’Agcm ritiene infatti che l’intesa fra Tim e Dazn potrebbe determinare significative distorsioni della concorrenza. Tuttavia, Tim è determinata ad andare avanti con Dazn secondo il piano previsto. A sottolinearlo, in occasione della presentazione del palinsesto 2021-22 di TimVision, è Carlo Nardello Chief strategy, business development & transformation officer del gruppo. “Non si parla mai con un procedimento aperto, per rispetto dell’autorità che sta esaminando le nostre deduzioni a quello che ci hanno raccomandato. Posso dire che non abbiamo adesso nessun cambiamento di piano in programma, il piano che abbiamo ora rimane confermato”, ha detto rispondendo a una domanda su eventuali riflessi sull’intesa Tim-Dazn dal procedimento Antitrust in corso.

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