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Ecco come Iran e Russia influenzano le elezioni secondo Twitter

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Twitter ha reso noto di aver trovato più di 10 milioni di post collegati ad account russi e iraniani. I primi risalgono al 2009

Post e cinguettii faziosi associati a oltre 4mila account russi e iraniani con l’obiettivo di influenzare e disinformare gli utenti del social network. Sembra un episodio di Homeland e invece è quanto ha reso noto Twitter ieri.

I NUMERI

La società guidata da Jack Dorsey ha deciso di diffondere gli archivi completi di tutti i contenuti associati a 4.611 account – 3.841 account collegati all’Ira Internet Research Angency di base russa, che ha interferito con le elezioni del 2016 e 770 che sono stati collegati a attività sostenute dall’Iran. Si tratta di 10 milioni di tweet e più di 2 milioni tra immagini, gif, video e dirette trasmesse sulla piattaforma Periscope.

DA QUASI UN DECENNIO

Twitter aveva già identificato l’Iran e la Russia come fonte di falsi account e campagne coordinate di disinformazione, ma aveva circoscritto la portata alle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 e alle prossime elezioni midterm. Invece ora emerge che la prima attività di questi account risale al 2009. Come riporta Bloomberg, i ricercatori dell’Atlantic Council che hanno avuto accesso in anteprima all’archivio hanno rivelato come “le fabbriche di troll russe e iraniane” abbiano evidenziato quanto “la società americana sia profondamente vulnerabile”, anche se non a ogni tipo di attività. Le più efficaci si “nascondono dietro personalità accuratamente elaborate, producono contenuti originali e coinvolgenti, infiltrano attivisti e coinvolgono intere comunità e usano termini iper-partigiani e polarizzanti”.

SCOPERCHIARE IL VASO DI PANDORA

Ciò che non ha precedenti inoltre è la dimensione dell’archivio di informazioni che il social network dalla spunta blu ha voluto rendere pubblici. “L’obiettivo – si legge in un post della compagnia – è migliorare la comprensione dell’influenza straniera e delle campagne di disinformazione”. Twitter intende ora “incoraggiare ricerche e investigazioni aperte a esperti di tutto il mondo”.

PER ALZARE LA GUARDIA

Dallo scorso anno le aziende tecnologiche, Facebook e Twitter in primis, sono finite nel mirino di legislatori di Stati Uniti e Europa, dopo che i servizi segreti avevano concluso che la Russia diffondeva disinformazione attraverso i social network per influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016 e la votazione sulla Brexit.
La mossa di Dorsey si inserisce in questo contesto di guerra aperta alla disinformazione. “È chiaro che non cesseranno”, continua il post, “Queste tattiche esistono da molto più tempo di Twitter: si adatteranno e si modificheranno in base allo scenario geopolitico e alle nuove tecnologie che emergeranno. Da parte nostra, ci impegniamo a capire come i malintenzionati usino i nostri servizi”.

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