Innovazione

Ecco come Huawei galoppa in Sudafrica (che snobba Trump)

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Huawei

Il Sudafrica (come altri Paesi africani) si schiera con Huawei e snobba Trump per correre verso il 5G. Fatti, numeri e analisi

Huawei alla conquista del Sudafrica. E dell’Africa in generale. La tecnologia dell’azienda cinese di Shenzen dovrebbe traghettare il Continente nero (o almeno diversi Paesi di questo) verso la tecnologia internet di ultima generazione, il 5G.

Tutti i dettagli.

IL SUDAFRICA SUPPORTA HUAWEI

Partiamo da un dato di fatto. Il Sudafrica ha deciso di supportare Huawei e di affidarsi alla sua tecnologia.

Il capo di Stato Matamela Cyril Ramaphosa ha teso una mano al colosso cinese alle prese con i veti di Trump: “Supportiamo un’azienda che porterà il nostro paese, e tutto il ​​mondo, a tecnologie migliori, al 5G”, ha detto in occasione di un vertice di economia, secondo quanto riportato da Bloomberg Businessweek. “Non possiamo permetterci che la nostra economia venga frenata a causa di questa lotta”.

L’ALLARME DELLE AZIENDE TLC

A portare il presidente sudafricano a schierarsi in modo così deciso è stata una lettera firmata dai capi delle quattro maggiori società di telecomunicazioni del paese in cui si sosteneva che l’esclusione di Huawei dalla corsa al 5G, come da richiesta del Presidente Trump, avrebbe avuto “conseguenze indesiderate e dannose”.

HUAWEI PARTNER STRATEGICO?

A sottolineare l’importanza della società cinese per lo sviluppo tecnologico del Sudafrica è anche Cobus van Staden, ricercatore presso il South African Institute of International Affairs: “Huawei è un partner in una posizione unica per l’Africa”, ha detto van Staden, facendo riferimento sia alle soluzioni offerte, sia ai prestiti che potrebbe elargire con il supporto dello Stato cinese. “Non vedo un altro partner in grado di portare tutto questo al tavolo”, dice.

NON SOLO SUDAFRICA

Sarà tutto questo che ha convinto, scrive Bloomberg, anche Kenya, Etiopia e altri paesi della regione a fare affidamento alle tecnologie Huawei (il gruppo cinese è presente nel Continente da più di due decenni).

PRESSIONI IN ARRIVO?

Comunque la strada, per Huawei, non è comunque del tutto spianata. E delle pressioni contro Huawei potrebbero ancora arrivare. La società sudafricana Vodacom Group Ltd, che opera in più di 12 Paesi in Africa, è una controllata di Vodafone, azienda del Regno Unito (che porrà paletti a Huawei sulla scia delle decisioni di Johnson). Potrebbero arrivare pressioni, per scelte a favore di Nokia ed Ericsson, anche a MTN.

LA FORZA DI HUAWEI

Anche Huawei ha però i suoi assi nella manica. “Le apparecchiature Huawei costituiscono circa il 70% dell’infrastruttura a banda larga wireless in tutta l’Africa e hanno uno stretto rapporto con gli operatori di rete mobile in tutto il continente”, afferma Arthur Goldstuck, amministratore delegato della società di ricerca World Wide Worx. “Solo le organizzazioni con un’esposizione diretta e significativa agli Stati Uniti potrebbero schierarsi contro la Cina in questo senso”, aggiunge Goldstuck.

LA STRATEGIA

Huawei ha utilizzato una strategia vincente per conquistare il Paese e traghettarlo verso l’innovazione, offrendo accordi di finanziamento favorevoli, come riportato da Africa Analysis. Grazie all’intervento della società cinese, la copertura 4G dell’Africa subsahariana è passata dal 9% del 2014 al 34% del 2018, secondo l’associazione dell’industria mobile GSMA.

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