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Ecco come Apple e Google strozzano la Russia

Ue Apple Pay

Lunghe file in metro Mosca per blocco pagamenti digitali: i sistemi Apple Pay e Google Pay sono inutilizzabili in quanto gestiti da una delle banche russe colpite dalle sanzioni. Ecco che cosa sta succedendo

 

In Russia i clienti di banche russe non riescono più a utilizzare Apple Pay e Google Pay.

Oggi lunghe code di viaggiatori si sono formate alle casse di molte stazioni della metropolitana di Mosca a causa del blocco dei pagamenti con i sistemi digitali Apple Pay e PayPal normalmente utilizzati da molti viaggiatori. Lo segnala l’Ansa. Gli utenti si sono trovati nell’impossibilità di usare tali sistemi, bloccati perché gestiti dalla banca Vtb, che è una di quelle colpite dalle sanzioni internazionali.

A seguito delle sanzioni occidentali contro le istituzioni finanziarie russe in risposta all’invasione dell’Ucraina, i clienti di molte delle principali banche non possono più utilizzare le loro carte di debito e di credito insieme ad Apple Pay e Google Pay.

Ma non è l’unica risposta delle big tech statunitensi alla crisi in Ucraina.

La scorsa settimana il vice primo ministro ucraino Mykhailo Fedorov, in una serie di tweet, aveva invitato i giganti della tecnologia — tra cui Apple, Google, Netflix e Meta /Facebook) — a interrompere le loro attività in Russia o a bloccare gli account collegati ai russi. E nel fine settimana Facebook, Google e YouTube hanno annunciato l’intenzione di impedire ai media statali russi di monetizzare sulle loro piattaforme.

Tutti i dettagli.

BLOCCATI GOOGLE PAY E APPLE PAY IN RUSSIA

Migliaia di clienti russi non posso più utilizzare i servizi Apple Pay e Google Pay dopo le sanzioni finanziarie imposte alla Russia per aver invaso l’Ucraina.

LE BANCHE INTERESSATE

Secondo un comunicato stampa della Banca centrale russa ripreso da Business Insider, le istituzioni finanziarie interessate includono VTB Group, Sovcombank, Novikombank, Promsvyazbank e Otkritie FC Bank.

“Le carte di queste banche non potranno essere utilizzate con Apple Pay, i servizi Google Pay” ha reso noto la Banca centrale russa. “Ma il pagamento standard o contactless con queste carte è completamente disponibile in tutta la Russia”, ha precisato.

IL COMMENTO DI THE VERGE

Tuttavia, il “danno” per il blocco di questi sistemi di pagamento potrebbe essere più limitato del previsto.

Come osserva The Verge, Apple Pay e Google Pay non sono così popolari in Russia come opzioni nazionali come YooMoney. Secondo i dati del 2020, solo il 29% dei russi ha riferito di utilizzare Google Pay all’epoca, mentre il 20% ha affermato di aver utilizzato Apple Pay. Pertanto, è improbabile che tali restrizioni influiscano troppo sui consumatori russi dato che hanno accesso ad alternative commenta la testata.

L’APPELLO DEL VICE DI ZELENSKY

Nel frattempo, il governo di Kiev ha lanciato una vera e propria chiamata alle armi per i colossi tecnologici statunitensi.

Lo scorso 25 febbraio Mykhailo Fedorov, vice primo ministro ucraino e sovrintendente delle operazioni digitali, ha esortato Apple a partecipare attivamente alle sanzioni contro la Russia di Putin e chiudere qualsiasi attività commerciale nel paese, smettendo di vendere hardware e servizi, e anche chiudendo l’accesso all’App Store. Nella lettera aperta a Tim Cook, ceo di Apple, Fedorov dice: “Mi appello a te e sono sicuro che non solo ascolterai, ma farai tutto il possibile per proteggere l’Ucraina, l’Europa e infine l’intero mondo democratico dall’aggressione autoritaria violenta, smettendo di rifornire la Russia di servizi e prodotti Apple, e bloccando l’accesso all’App Store. Nel 2022, la tecnologia è forse la miglior risposta a carri armati e missili”.

Appello simile lanciato anche a Google: “Ho chiesto a Google di interrompere la fornitura di servizi e prodotti Google alla Federazione Russa. Compreso il blocco dell’accesso al mercato di Google e a Google Pay”, ha twittato Fedorov.

LA RISPOSTA DI TIM COOK

Da parte sua, il ceo di Apple Tim Cook ha twittato: “Sono profondamente preoccupato per la situazione in Ucraina. Stiamo facendo tutto il possibile per i nostri team e sosterremo gli sforzi umanitari locali. Sto pensando alle persone che sono in questo momento in pericolo e unendosi a tutti coloro che chiedono la pace”.

Ma a parte il blocco di Apple Pay al momento non risultano azioni dirette nei confronti del mercato russo da parte del colosso di Cupertino.

LA PRESA DI POSIZIONE DI GOOGLE

Di diversa portata la posizione di Google. Oltre al blocco di Google Pay per i clienti delle banche russe colpite da sanzioni, il colosso statunitense attraverso YouTube ha partecipato al giro di vite insieme a Facebook e Twitter sulla presenza nelle loro piattaforme di media legati allo Stato russo, accusati di disinformazione nell’invasione russa dell’Ucraina.

In una dichiarazione ripresa da Cnbc, un portavoce di Google ha dichiarato: “In risposta alla guerra in Ucraina, stiamo mettendo in pausa la monetizzazione di Google dei media finanziati dallo Stato russo sulle nostre piattaforme… Stiamo monitorando attivamente i nuovi sviluppi e, se necessario, adotteremo ulteriori misure”.

Tanto che YouTube, la piattaforma video di proprietà di Google, ha impedito all’emittente statale russa RT e ai suoi canali di ricevere denaro pubblicitario. “I nostri team hanno iniziato a sospendere la possibilità per determinati canali di monetizzare su YouTube, inclusi i canali YouTube di RT a livello globale”, ha affermato Google in una nota.

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