Innovazione

Droni: le nuove restrizioni dell’Enac. Ma è polemica

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L’Enac cambia il regolamento dei droni e gli specialisti del settore promettono battaglia. Ecco i punti oggetto di contestazione
Le nuove norme sull’utilizzo dei droni non piacciono agli specialisti del settore. In occasione della seconda edizione del Regolamento sugli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, l’Enac, a sorpresa, ha cambiato il regolamento, imponendo nuove limitazioni per le operazioni di volo degli APR all’interno degli spazi controllati e per i voli notturni e specificando nuove caratteristiche per i velivoli a pilotaggio remoto fino a 300 grammi di peso. Alcuni rappresentanti del settore hanno già ipotizzato e proposto, nei forum specializzati, manifestazioni di protesta, azioni legali e interrogazioni parlamentari contro le nuove norme.
Tutto questo sarò alla base del confronto di oggi alla ‘Rome Drone conference 2015-2016‘, che si terrà presso l’auditorium della Link Campus University. A intervenire saranno l’ing. Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica dell’Enac, il gen. Roberto Cattaneo, capo Ufficio Generale Spazio Aereo e Meteorologia dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e il prof. Bruno Franchi, presidente dell’Ansv. Per il settore droni, parteciperanno i rappresentanti delle maggiori Associazioni del settore droni (FIAPR, UASIT, AIDRONI, EDPA), di due aziende (FlyTop e Italdron).

Droni commerciali

Le nuove limitazioni sui droni imposte dall’Enac

Gli emendamenti a sorpresa dell’Enac colpiscono i SAPR sotto i 300 grammi. Tra le nuove caratteristiche che si richiedono vi è la paraelica. Non è una cosa di poco conto se si pensa che per questi mezzi ogni grammo è importante. Se si pensa che i piccoli droni derivati dai BeBop Parrot di serie alleggeriti pesano 298 grammi, ben si comprende la difficile impresa di aggiungere una paraelica provando a rimanere al di sotto dei 300 grammi.
Si vola solo di giorno. ‘Le operazioni in VLOS sono consentite,di giorno, fino ad un’altezza massima di 150 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 500 m, e devono essere condotte in modo sicuro e senza arrecare danni a terzi. Distanze e altezze superiori possono essere valutate e, se del caso, autorizzate dall’ENAC a seguito della presentazione di adeguata valutazione del rischio da parte dell’operatore SAPR’, si legge nel regolamento. Le operazioni di volo a vista si possono svolgere solo nelle ore di luce (non vi è limitazione per il BVLOS).
Nella nuova stesura della regolamentazione, si chiarisce che ‘Le operazioni dei SAPR all’interno dei CTR sono consentite esclusivamente ai sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL’. Cosa cambia rispetto a prima? Nei CTR si vola più bassi (70 metri contro 150) e ci si può allontanare meno (200 metri contro 500).
Gli aeromodellisti invece sono esclusi dalle CTR: si riducono drammaticamente gli spazi aerei per gli hobbysti.

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