Innovazione

Decreto Rilancio, cosa c’è per le startup?

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crescita economica startup

Il decreto Rilancio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio contiene anche diverse misure a sostegno delle startup. Ecco quali

Concluso a fatica il difficile iter per la creazione del Fondo Nazionale Innovazione (originariamente, Luca Carabetta, vice presidente della commissione Attività Produttive, annunciandolo a StartupItalia parlò di almeno 3 milioni di euro, era la fine dell’estate 2018, quando però è arrivato, dopo circa un anno, vantava una dotazione iniziale ben inferiore al milione), c’è ora il pericolo che le 10mila startup italiane vengano spazzate via dalla crisi. Il dl Rilancio pubblicato infine sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio, a sei giorni esatti dalla conferenza stampa del premier Giuseppe Conte e ben oltre un mese dopo le promesse dello stesso esecutivo, che lo aveva programmato per Pasqua e soprannominato “decreto aprile”, contiene anche diverse misure a sostegno delle startup.

DL RILANCIO, LE MISURE PER PMI E STARTUP

Queste le misure contenute nel Dl Rilancio che interesseranno le piccole e medie imprese e i giovani imprenditori (per le startup innovative fare riferimento direttamente al punto 3):

1) IL FONDO PATRIMONIO PMI

Si prevede l’istituzione del “Fondo Patrimonio PMI”, la cui gestione sarà affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa Spa – Invitalia. Il fondo sarà finalizzato a sottoscrivere, entro il 31 dicembre, strumenti finanziari partecipativi;

2) IL FONDO PER L’OCCUPAZIONE

È stata annunciata la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, del “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa”, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e l’incremento delle dotazioni del fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, del fondo a copertura delle garanzie concesse alle piccole e medie imprese, dell’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) per le garanzie alle PMI del settore agro-alimentare, del fondo garanzia mutui prima casa, del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2, del fondo di promozione integrata istituito dal cd. decreto “cura Italia”, del fondo 394/81 per l’internazionalizzazione delle PMI, con l’ulteriore costituzione di un fondo di garanzia volto a sollevare le piccole medie imprese che attingono ai crediti per l’internazionalizzazione dai costi e dagli oneri amministrativi derivanti dall’esigenza di fornire fideiussioni bancarie e assicurative per parte dei crediti ottenuti;

3) 100 MILIONI ALLO SMART&START ITALIA

Prevista anche la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un “Fondo per il trasferimento tecnologico” che dovrebbe ammontare a 500 milioni. Il fondo sarà finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle startup innovative. Previste poi ulteriori norme volte a rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative, agendo nell’ambito della misura “Smart&Start Italia”. Nel dettaglio, il programma di Invitalia sarà rifinanziato con 100 milioni. Dieci milioni sono previsti come contributi a fondo perduto alle startup per la propria accelerazione (incubatori).

4) 200 MILIONI AL FONDO VC

Proseguendo con le misure a favore delle startup del Dl Rilancio, 200 i milioni sono stanziati per incrementare la dotazione del Fondo di sostegno al venture capital del MISE, quello da cui pesca il predetto Fondo Nazionale Innovazione.

4-a) INCENTIVI AGLI INVESTIMENTI IN STARTUP

Restando sempre in tema, ampliate le detrazioni a favore delle persone fisiche, per chi investe in startup e PMI innovative oppure in fondi di VC che fanno scouting sempre tra PMI e startup. La detrazione sale dal 30 al 50% per investimenti al massimo di 100mila euro da mantenere per almeno tre anni.

4-b) 200 MILIONI NEL FONDO DI GARANZIA

Dovrebbero arrivare altri 200 milioni per startup e Pmi innovative all’interno del Fondo di garanzia.

4-c) 4 MILIONI AL FONDO PER I VIDEOGIOCHI

Tra le misure, il Dl Rilancio prevede una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro per il mercato videoludico italiano, composto per lo più da startup innovative. Sarà destinato a sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, e per un importo compreso dai 10.000 euro e 200.000 euro per singolo prototipo. “Come Associazione stiamo lavorando da tempo per ottenere misure di sostegno pubblico. È un settore costituito da piccole e micro imprese scarsamente capitalizzate, che operano in un mercato internazionale molto competitivo”, ha dichiarato Mauro Fanelli, Vicepresidente di IIDEA. “Siamo felici che con il Dl Rilancio sia stato possibile compiere un primo passo in questa direzione, che diminuisce il gap tra l’Italia e gli altri paesi europei in termini di sostegno pubblico all’industria dei videogiochi”.

5) GLI AIUTI DAL TERRITORIO

Concludiamo ricordando la previsione che le Regioni e le Provincie autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio possono adottare misure di aiuto dirette, a valere sulle proprie risorse, fino a un importo di 800.000 euro per impresa, concesse sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni. Gli aiuti non possono superare l’importo di 120.000 euro per ogni impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 100.000 euro per ogni impresa attiva nella settore della produzione primaria di prodotti agricoli. Gli stessi enti possono concedere garanzie riguardo sia ai prestiti per gli investimenti sia ai prestiti per il capitale di esercizio a favore delle imprese, in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti abilitati all’esercizio del credito, o ancora, aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese, aiuti per la ricerca e lo sviluppo in materia di Covid-19, per gli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling, agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al Coronavirus, aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia.

LE REAZIONI

Particolarmente entusiastiche le reazioni soprattutto degli incubatori e di chi si occupa di VC, dato che, come abbiamo visto, sono numerose le misure che, anche di rimbalzo, arriveranno a sostenere quelle realtà. Francesco Cerruti, neo direttore generale di Vc Hub Italia, ha dichiarato di essere “a disposizione per lavorare con lo stesso spirito ai decreti attuativi e alla conversione in legge. Apprezzando l’istituzione del fondo a sostegno delle startup innovative e di un fondo specifico a sostegno del venture capital, l’associazione è fiduciosa che venga fatta ulteriore chiarezza sulle misure attraverso i decreti attuativi”.

L’INCOGNITA DEI DECRETI ATTUATIVI

C’è infatti un ultimo ostacolo alla messa a terra delle misure, oltre naturalmente al possibile stravolgimento parlamentare, dato che pure le opposizioni vorranno dire la loro. I decreti attuativi. Solo per le startup, ne sono stati contati ben 4. Per le imprese in generale sono ben 18. E dovranno arrivare entro 60 giorni. Speriamo non subiscano i medesimi ritardi del Dl Rilancio.

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