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Caro governo, quando smantelli la posizione dominante della Siae? Firmato: Soundreef

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musica digitale

La società italo-britannica Soundreef rischia di dover abbandonare l’Italia se il governo non realizza la piena liberalizzazione del mercato del diritto d’autore

“Spetta al governo rispettare le promesse elettorali e regolarizzare il mercato entro la fine di quest’anno, ponendo fine alle pratiche di abuso di posizione dominante perpetrate da Siae”. E’ quello che chiede Soundreef all’esecutivo Conte.

CHI E’ E CHE COSA FA SOUNDREEF

Soundreef è una società di gestione di diritti musicali: ha avviato la sua attività a Londra nel 2011, ma il suo cuore è italiano. L’idea di creare una società che potesse rappresentare una credibile alternativa alle Società di Gestione Collettiva tradizionali (si pensi a SIAE ed SCF), come aggregatore e distributore delle royalty necessarie, infatti, è venuta a due ragazzi italiani: Francesco Danieli, 34 anni, e Davide d’Atri, 35 anni.

Obiettivo dei due giovani era quello di spianare la strada al libero mercato nell’acquisizione e gestione dei diritti d’autore, come prevedono le disposizioni europee. In Italia, però, la questione non è così semplice: la liberalizzazione del mercato non è ancora (realmente) arrivata.

LA DIRETTIVA BARNIER

Nel febbraio 2014 il Parlamento europeo ha approvato la cosiddetta Direttiva Barnier (dal nome del suo promotore, il commissario Ue al mercato interno), che regolamenta il diritto d’autore, permettendo ai creativi di affidare la tutela dei propri diritti alla società che preferiscono all’interno dell’Unione europea.

L’ITALIA HA RECEPITO DIRETTIVA, MA…

A marzo 2017, lo Stato italiano ha approvato il decreto di recepimento della direttiva Barnier, ma in realtà poco è cambiato. Lo Stato, infatti, ha riconosciuto il diritto di esistere ad altre società (pubbliche o private) di collecting e il diritto agli autori a rivolgersi ad esse, ma riconosce alla sola SIAE il diritto ad essere operativa nel nostro Paese. Dunque, i nuovi soggetti che si occupano dei diritti di autire sono costretti ad alleanze con la Società Italiana di Autori ed Editori.

In pratica, l’Italia, possiamo dire, è ancora in regime di monopolio.

LE RICHIESTE AL GOVERNO DELLA SOCIETA’ ITALO-BRITANNICA

Il nuovo governo aveva promesso che qualcosa, su questo fronte, sarebbe cambiato entro fine anno. Ed è proprio all’esecutivo giallo-verde che si rivolgono le richieste di Soundreef.

“Sebbene Soundreef sia nata in Inghilterra ha un cuore da sempre italiano – dice Davide d’Atri, amministratore delegato di Soundreef – In questi anni abbiamo dovuto fronteggiare numerose sfide, soprattutto di tipo politico e normativo. Finalmente l’Antitrust, con la decisione del 26 ottobre, ha accertato un abuso di posizione dominante che negli anni ha inevitabilmente danneggiato il nostro business. Ora non resta che liberalizzare definitivamente il mercato e spingersi verso una riforma organica del settore, così come proposto dall’onorevole Battelli”.

“Inoltre, dopo la sospensione del procedimento avviato da Siae nel 2014 contro Soundreef, e quindi il rinvio degli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, stiamo andando con decisione verso la fine di qualsiasi tipo di protezionismo ingiustificato e dannoso per autori ed editori – prosegue d’Atri – Ora però spetta al governo rispettare le promesse elettorali e regolarizzare questo mercato entro la fine di quest’anno, ponendo fine alle pratiche di abuso di posizione dominante perpetrate da Siae”.

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