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Digital Day: appuntamento il 23 marzo. Il programma

Digital Day

Il 23 marzo, a Roma, andrà in scena il Digital Day: si parlerà di auto a guida connessa, industria 4.0, big data e competenze 

 

Appuntamento a Roma, il 23 marzo, con il Digital Day, evento organizzato a Roma nel quadro delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma. La manifestazione ha come obiettivo quello di mettere in risalto le sfide digitali dell’Europa e il ruolo crescente del digitale nella vita quotidiana degli europei, la loro economia, la società.

L’evento Digital Day è promosso dalla Commissione europea e dal Governo italiano, con la collaborazione della presidenza maltese del Consiglio dell’Unione nell’ambito delle celebrazioni per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Proviamo a capire i temi trattati e il programma completo dell’evento.

Digital Day: i temi che verranno trattati

Sono quattro le sessioni che verranno trattate al Digital Day: ‘Guida cooperativa, connessa e automatizzata’,  ‘Digitalizzazione dell’industria europea’, ‘Calcolo ad alte prestazioni’ e ‘Trasformazioni digitali nella società e nelle politiche del lavoro’.

Guida cooperativa, connessa e automatizzata

autoA presentare gli appuntamenti del Digital Day previsti su questo tema è stato Roberto Viola, Direttore Generale della DG Connect. L’Europa sta investendo su questo fronte e starebbe pensando anche a nuove norme per regolamentare le novità in campo di mobilità. Tra le altre cose, ricordiamo che le maggiori telco europee hanno dato vita ad una maxi alleanza, insieme ai più grandi produttori di veicoli, al fine di assicurare la realizzazione delle infrastrutture adatte ad accogliere la guida autonoma.

“L’Europa sta investendo moltissimo sulla trasformazione del settore dei trasporti nell’ambito in particolare del Comnnecting Europe Facility. E stiamo ora entrando in una nuova fase, quella dei veicoli connessi e a guida autonoma che di fatto si configurano come veri e propri centri di comunicazione. La sfida è correlata anche e soprattutto allo sviluppo del 5G”, ha detto Viola. “A Roma sarà discussa l’ipotesi di testare questo tipo di aspetti e l’Italia deve e può essere protagonista anche in considerazione dei valichi del Brennero e del Piemonte. Chiediamo ai ministri di definire una lettera di intenti per identificare i corridoi autostradali su cui effettuare le sperimentazioni”.

Digitalizzazione dell’industria europea (Industria 4.0)

Il Digital Day sarà importante per il settore dell’industria 4.0. In quei giorni verrà lanciata “la piattaforma delle piattaforme, per lo scambio di buone pratiche ed esperienze e anche per immaginare strumenti operativi”, ha detto Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le Pmi del ministero dello Sviluppo Economico.

industria 4.0La piattaforma EUI4.0 “giocherà un ruolo essenziale nello sviluppo della digitalizzazione dell’industria in Europa attraverso la condivisione di esperienze, il supporto alla collaborazione e agli investimenti comuni, l’esplorazione di approcci concordati verso le problematiche legali e sociali, la condivisione di metodi e strumenti per la diffusione delle competenze digitali”.

Calcolo ad alte prestazioni

Per calcolo digitale e Big Data ha preso la parola  il Presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo.

Bisogna partire dalle applicazioni ma soprattutto definire quelle tecnologie in grado di collocare l’Europa fra le prime tre posizioni in materia di supercalcolo. Oggi siamo al 12mo posto con l’Italia a fare da capofila con il Cineca: bisogna recuperare la strada persa e quindi destinare investimenti in questa direzione”, ha affermato Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, che durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, ha anche annunciato investimenti al 2020, fino a 5 miliardi di euro.

In base a quanto detto da Profumo, poi, gli stati membri dovrebbero impegnarsi “all’istituzione di un quadro di cooperazione multigovernativo EuroHPC per l’acquisizione e la diffusione di un’infrastruttura di supercalcolo su scala exa integrata”.

Trasformazioni digitali nella società e nelle politiche del lavoro

SofiaLucilla Sioli, Capo unità Knowledge Base della DG Connect, ha parlato del tema delle competenze digitali che verranno trattate al Digital Day, cosa su cui l’Italia ha davvero tanto da lavorare. “La trasformazione digitale inaugura una nuova era, per l’industria e per la società. La natura del lavoro sta cambiando. Grazie ad una popolazione ben istruita, al livello dei progressi scientifici, ai suoi valori sociali e alle sue istituzioni, l’Europa si trova nella posizione ideale per garantire ai propri cittadini un livello di competenze adeguato a far fronte a questo cambiamento e ad impegnarsi per un futuro che funzioni”.

Digitale: Italia bocciata da Ue

Il Bel Paese non supera la prova digitale: ci sono stati pochi progressi e nella classifica del Digital Economy and Society Index 2017 (Desi), la graduatoria annuale che fotografa la digitalizzazione nei 28 Stati dell’Unione europea, l’Italia si piazza nuovamente al 25esimo posto, come lo scorso anno. Qualche progesso, a dirla tutta, c’è stato, ma non è abbastanza. Solo Grecia, Bulgaria e Romania fanno peggio. Approfondiamo.

desi

Ricordiamo che per stilare la classifica, il Desi valuta cinque criteri: connettività, capitale umano, uso di internet, digitalizzazione delle imprese e servizi pubblici digitali.

Piccoli progressi

Se dobbiamo dirla tutta, un miglioramento rispetto al 2015 c’è stato, come si evince dal punteggio complessivo, passato da 0,38 a 0,41 (contro una media Ue di 0,52). Va meglio l’Italia dell’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online. Ci sono anche miglioramenti anche sul fronte della connettività. Ma ancora non decolla l’Italia delle competenze digitali. “Per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online, l’Italia si avvicina alla media. Rispetto all’anno scorso ha fatto progressi in materia di connettività. Tuttavia, gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali” si legge nello studio.

I miglioramenti, ad ogni modo, sono ancora troppo piccoli e l’Italia resta sotto la media continentale sotto tutti i fronti.

Connettività

professionista digitaleIn tema di connettvità, come abbiamo scritto, l’Italia è migliorata. Anzi “ha compiuto progressi significativi grazie soprattutto al forte aumento della copertura delle reti Nga”, ovvero quelle in fibra ottica con una velocità di almeno 30 Mbps.

La copertura in fibra è aumentata (55% rispetto al 53% del 2015) ma non gli abbonamenti ai servizi da 30 Mbps o superiori. Valevano il 5% nel 2015, nel 2016 siamo arrivati al 12% (contro una media Europea del 37%). I numeri, per il settore, si fanno posizionare 24esimi su 28.

Capitale Umano

Se è vero che sempre più persone sono online, è anche vero che le competenze restano basse in tutti gli indicatori. Il 67% degli italiani accede a internet (contro una media europea del 79%), ma ancora pochi sono gli specialisti Ict.

Uso di internet

Il 79% si diletta con videogiochi, musica e video. Il 60% legge notizie (ma come sappiamo spesso non le capisce). Il 60% si gode i social network.

Servizi digitali e Pubblica Amministrazione

C’è da dire che qualcosa il Governo ha fatto: l’erogazione dei servizi, infatti, è aumentata ma a a scendere è la percentuale di utenti (16% contro il vecchio 18%). Facciamo peggio del 2016 anche in tema di documentazione pre-compilata online (33% contro 37%).

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