Innovazione, Reti per la crescita

Che cosa teme Di Maio sui fondi europei per la banda ultra larga

di

banda larga Telecom

Luigi di Maio ha creato una task force per aiutare le Regioni nella rendicontazione degli investimenti fatti al 31 dicembre, con l’obiettivo di non perdere gli investimenti dell’Europa

Accelerare sulla banda ultra larga e sulla rendicontazione di quanto fatto fino ad oggi. Il Governo giallo verde promette, almeno a parole, grandi cose sul fronte digitale. Ed è con questo obiettivo che il ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, ha deciso di stanziare 6 milioni di euro per lo sviluppo di una task force di esperti “per dare una mano alle Regioni nella rendicontazione entro il 31 dicembre degli investimenti effettuati” per il settore.

BANDA ULTRA LARGA, LE PRIME AZIONI DI DI MAIO

Il 9 agosto 2018, il Il Comitato interministeriale per la Banda Ultra Larga (COBUL), presieduto dal Mise, ha modificato le “Linee guida per il Piano di comunicazione – Strategia banda ultralarga 2016-2020”, stanziando risorse sufficienti per svolgere la rendicontazione, nonché i controlli di primo livello sulle opere realizzate nell’ambito del progetto aree bianche.
In particolare sono stati stanziati 6 milioni di euro a favore di un team di esperti che dovrebbe aiutare “le Regioni nella rendicontazione, entro il 31 dicembre, degli investimenti effettuati”.

PERCHE’ LA TASK FORCE?

La paura del neoministro allo Sviluppo Economico è che possano andare persi i 205 milioni stanziati dall’Europa: altrimenti “rischiano di andare persi i 205 milioni stanziati dall’Europa”.
Rendicontare il lavoro e gli investimenti è un “presupposto essenziale affinché la Commissione Ue non richieda i soldi indietro. Stiamo mettendo in campo tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per accelerare la realizzazione delle opere e pensiamo che il dialogo con tutti i soggetti coinvolti sia fondamentale per portare a termine il progetto”, ha spiegato il Ministro.

BANDA ULTRA LARGA STRATEGICA PER PAESE

“La banda ultra larga è un’infrastruttura strategica per il Paese, per i nostri cittadini e per le imprese. Le prime priorità di questo comitato sono state quelle volte alla salvaguardia degli investimenti, appunto, in banda ultra larga per le aree dove attualmente non c’è alcuna infrastruttura. Le cosiddette aree bianche”, ha affermato il Ministro Luigi Di Maio.

“Questa delibera permette al Ministero dello Sviluppo Economico di coordinare la rendicontazione degli investimenti effettuati delle opere realizzate, aiutando concretamente le Regioni in questa attività. Questo è un presupposto essenziale affinché la Commissione Europea, banalmente, non richieda i soldi indietro. Stiamo parlando di oltre 200 milioni di Euro di investimenti. Stiamo mettendo in campo tutte le risorse umane e finanziarie disponibili per accelerare la realizzazione delle opere e pensiamo che il dialogo con tutti i soggetti coinvolti sia fondamentale per portare a termine il progetto”

LE AREE GRIGIE

La riunione della Commissione è stata l’occasione per fare il punto “delle attività che vedranno impegnato il comitato nei prossimi mesi. In particolare, il progetto aree grigie e la predisposizione di linee guida per semplificare i processi di infrastrutturazione del Paese”. Operazioni necessarie per spingere l’innovazione del Paese: “Il Governo vuole portare avanti il piano banda ultralarga, una grande occasione per costruire le autostrade del futuro e spingere l’economia”.

UNA RETE UNICA?

Sul fronte rete unica “stiamo studiando il dossier. Serve una valutazione delle infrastrutture, dobbiamo capire quanto siano strategiche per il Paese”, ha risposto Di Maio alla domanda di una giornalista.

MODEM LIBERO

E ancora. In tema internet e banda ultra larga ci sono importanti novità: gli operatori telefonici, entro 120 giorni dalla sua pubblicazione (avvenuta il 2 agosto) dovranno recepire la  Delibera 348-18-CONS. In pratica TIM, Vodafone, Fastweb e tutti gli altri fornitori di servizi di connettività avranno tempo fino a dicembre per aggiornare offerte e contratti, permettendo ai clienti l’impiego di un qualsiasi router che rispetti gli standard.

“Il provvedimento con cui l’AGCOM si è adeguata alla normativa europea garantendo la facoltà degli utenti di poter scegliere liberamente le apparecchiature terminali utilizzate per l’accesso da postazione fissa è sicuramente un passo importante verso la creazione di una rete Internet aperta. Questa decisione è estremamente positiva sia per gli operatori – che devono in tal modo mantenere un alto livello di competitività nei servizi offerti, senza poter effettuare discriminazioni di traffico o imporre vincoli nella scelta delle apparecchiature – sia per i consumatori finali, che vengono messi nella condizione di poter operare scelte consapevoli e informate sulle caratteristiche commerciali e tecniche delle offerte, quali prezzo, volumi di dati o velocità. In questo modo, viene pienamente tutelata la libertà di scelta degli utenti, che non possono più essere obbligati a utilizzare il terminale di accesso ad Internet fornito dall’operatore insieme al servizio di comunicazioni elettroniche e possono quindi cambiare operatore con maggior semplicità”, ha commentato Luca Spada, Presidente della Coalizione Fixed Wireless Access (CFWA).

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