Innovazione

Il debutto da capogiro di Dropbox, tutti i dettagli

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La società di cloud storage e sincronizzazione registra un debutto scoppiettante in Borsa con azioni da 29 dollari e un valore oltre i 12 miliardi. L’approfondimento di Chiara Rossi

Giocare al ribasso per superare tutte le aspettative. Si può riassumere così il debutto a Wall Street della società di archiviazione online guidata da Drew Houston.

COME VOLA LA NUVOLA DI SAN FRANCISCO

All’apertura, Dropbox ha fatto registrare un prezzo di 12,67 miliardi di dollari, ben al di sopra della valutazione di 10 miliardi che aveva raggiunto nel suo ultimo round di finanziamenti privato nel 2014 e quasi il doppio del valore stimato (7,5 miliardi di dollari) al momento del deposito dei documenti alla Sec due settimane fa. Le azioni sono aumentate oltre il 40% in questo primo giorno di negoziazione, gli investitori si sono precipitati sulla più grande offerta pubblica iniziale del settore tecnologico dai tempi di Snap l’anno scorso.
La società ha quotato l’Ipo di 756 milioni di dollari sotto il simbolo DBX e ha quotato i suoi 36 milioni di azioni a 21 dollari giovedì sera, sopra l’intervallo previsto tra 18 e 20 dollari. L’ultimo scambio di venerdì è stato a 29,90 dollari, in aumento del 42%.

Questo debutto più che positivo sarà stato seguito con molta attenzione da un altro big della tecnologia: Spotify – il famoso servizio di streaming musicale – dovrebbe infatti fare il suo ingresso a Wall Street il 3 aprile.

PICCOLI MILIARDARI CRESCONO

Mentre le azioni volavano venerdì, anche i portafogli dei fondatori di Dropbox si allargavano.
Il patrimonio netto del co-fondatore Arash Ferdowsi è salito a 1,1 miliardi di dollari nel primo giorno di negoziazione. Il 32enne del Kansas farà compagnia al coetaneo co-fondatore e amministratore delegato Drew Houston nel club dei super-ricchi. Houston, 35 anni, già miliardario in vista dell’offerta pubblica iniziale, ha visto la sua fortuna aumentare da 760 milioni di dollari a 2,6 miliardi di dollari.

Ferdowsi, insieme al co-fondatore di Spotify Daniel Ek e Peter Gassner di Veeva Systems, è uno dei miliardari emergenti della Silicon Valley quest’anno. Secondo l’Indice Bloomberg Billionaires, le fortune tecnologiche rappresentano un quinto dei 5,3 trilioni di dollari di ricchezza mondiale, più di ogni altro settore.

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