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Dart, ecco i fini della sonda Nasa

Dart Nasa

La sonda della Nasa Dart ha colpito l’asteroide Dimorphos per modificarne il percorso. L’asteroide non pone alcun rischio per la Terra ma si tratta della prima missione al mondo per testare la tecnologia per difendere la Terra da potenziali impatti di asteroidi o comete con il nostro pianeta

 

La sonda Dart della Nasa si è distrutta schiantandosi contro un asteroide.

Ma era tutto calcolato!

L’agenzia spaziale statunitense ha deliberatamente fatto schiantare un veicolo spaziale contro un piccolo asteroide lunedì in un esperimento per cambiare l’orbita dell’oggetto spaziale. Dimorphos, l’asteroide bersaglio, è stato scelto proprio perché è la luna di un asteroide più grande chiamato Didymos.

Si tratta della prima missione nel suo genere, chiamata Double Asteroid Redirection Test (Dart), progettata per determinare se la tecnologia potrebbe un giorno essere utilizzata per difendere la Terra da pericolosi asteroidi o comete deviandoli dalla collisione corso con il pianeta.

“Segna la prima volta che gli esseri umani hanno cambiato il corso di un corpo celeste” sottolinea Axios.

Né Dimorphos né il più grande Didymos rappresenta una minaccia immediata per la Terra. E al momento nessun asteroide conosciuto è in rotta di collisione con il nostro pianeta. Inoltre  gli asteroidi in rotta verso la Terra sono estremamente rari. Ma raro non vuol dire impossibile. Se una di queste rocce spaziali relativamente grandi dovesse urtare un’area popolata, potrebbe causare danni significativi a livello locale.

“Stiamo dimostrando che la difesa planetaria è uno sforzo globale ed è molto possibile salvare il nostro pianeta”, ha detto l’amministratore della Nasa Bill Nelson. “Credo che ci insegnerà come, un giorno, proteggere il nostro pianeta da un asteroide in arrivo”, ha detto Nelson.

Tutti i dettagli.

LA SONDA DART HA COLPITO L’ASTEROIDE

La Nasa ha completato con successo la collisione di una sonda senza equipaggio ad alta velocità contro l’asteroide Dimorphos, per deviarne la traiettoria. Gli scienziati hanno selezionato Dimorphos e Didymos con cura. Nessuno dei due era su un percorso per intersecare la Terra prima della dimostrazione, e una piccola alterazione nella loro relazione orbitale non avrà aumentato il rischio.

La sonda, che ha viaggiato ad una velocità di circa 23 mila chilometri orari, si è schiantata contro l’asteroide Dimorphos, dal diametro di circa 160 metri, il quale orbita a sua volta attorno ad un altro asteroide, denominato Didymos.

Il test serviva a verificare la possibilità di cambiare la traiettoria di un asteroide o di altri oggetti cosmici che potrebbero colpire il pianeta, tramite la collisione con un oggetto più piccolo che viaggia a velocità elevata.

TUTTO RIPRESO DALL’ITALIANO LICIACUBE

E a riprendere l’esperimento ci ha pensato LiciaCube (acronimo di Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids), microsatellite italiano di soli 30x20x10cm e di circa 13 chilogrammi, a bordo di Dart. È un progetto dell’Asi realizzato interamente negli stabilimenti della società Argotec di Torino. LiciaCube è la prima missione tutta italiana attiva nello spazio profondo, a 13 milioni di chilometri dalla Terra.

Mentre la sonda Dart si avvicinava al bersaglio, la telecamera di LiciaCube inviava a Terra immagini sempre più dettagliate della superficie irregolare del piccolo corpo celeste.

IL TEAM ITALIANO

Il team scientifico di LiciaCube, tutto italiano, comprende ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell’IFAC-CNR di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto (Inaf). Nei mesi scorsi Inaf ha coordinato con il Telescopio Nazionale Galileo (TNG) una campagna di osservazioni spettroscopiche dell’asteroide Didymos che copre tutta la rotazione dell’oggetto.

PERCHÉ È IMPORTANTE LA MISSIONE DART SECONDO LA NASA

Come ricorda la Bbc, le indagini del cielo hanno identificato più del 95% degli asteroidi mostruosi che potrebbero avviare un’estinzione globale se si scontrassero con la Terra, ma non succederà visto che i loro percorsi sono stati calcolati e non si avvicineranno al nostro pianeta. Tuttavia, molti oggetti più piccoli finora non rilevati potrebbero creare scompiglio, se non altro a scala regionale o cittadina.

La Nasa ha affermato che la meteora di circa 18 metri esplosa su Chelyabinsk, in Russia, nel 2013 è stato un chiaro promemoria di quanto siano pericolosi i corpi extraterrestri per la Terra e i suoi abitanti e l’importanza della difesa planetaria, riporta Axios.

Ci sono circa 25.000 oggetti vicini alla Terra molto più grandi della meteora di Chelyabinsk, che potrebbero causare devastazioni regionali se colpissero il pianeta.

Pertanto acquisire la capacità di proteggerci da qualcosa come un pericoloso impatto di un asteroide pericoloso è una svolta per la Terra.

I PROSSIMI PASSI

Ci vorranno settimane di osservazione del sistema Didymos per determinare con precisione quanto l’impatto abbia alterato l’orbita di Dimorphos attorno a Didymos, anche se gli scienziati hanno stimato in anticipo che sarebbe cambiata di diversi minuti.

Dunque ancora gli scienziati della Nasa non sanno con certezza se il loro esperimento ha funzionato, ma la dottoressa Lori Glaze, direttrice della scienza planetaria dell’agenzia spaziale, è convinta che sia stato raggiunto qualcosa di straordinario.

Infine, Dart e LiciaCube apriranno la strada a Hera, la missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) prevista nel 2024 che avrà il compito di eseguire un sorvolo ravvicinato della coppia di asteroidi, raccogliendo informazioni chiave su Dimorphos quali la sua massa e la sua struttura interna, oltre alle dimensioni del cratere generato dall’impatto con Dart. I dati extra di Hera – evidenzia l’Esa – aiuteranno a trasformare l’esperimento di deflessione Dart in una tecnica ben compresa e ripetibile che un giorno potrebbe essere davvero necessaria.

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