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Covid-19, quanti sono i contagiati reali in Italia?

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Piemonte tamponi emergenza covid-19

I casi in Italia di Covid-19 sono almeno quattro volte di più di quelli stimati? A questa domanda rispondono Simone Franchini, Enzo Marinari, Giorgio Parisi e Federico Ricci Tersenghi su Scienzainrete

I CASI IN ITALIA DI COVID-19 SONO ALMENO QUATTRO VOLTE DI PIU’ DI QUELLI STIMATI

È una domanda da un milione di dollari: proviamo a dare una risposta.

Se supponessimo, ma solo per fare una stima a spanne, che l’andamento dei casi sintomatici italiani si evolva in modo simile a quello cinese, il numero di malati sintomatici in Italia potrebbe in effetti essere quattro volte più alto di quello stimato. Si tratta in fondo di una buona notizia, che implicherebbe che in Italia la letalità dovrebbe essere quasi quattro volte più bassa di quella stimata. La letalità scenderebbe quindi dal 7.5% a circa il 2%: questo è un dato molto ragionevole se teniamo conto che, riportando il dato alla distribuzione di età cinese, questo 2% scenderebbe addirittura allo 0.8%.

I MALATI SINTOMATICI

Inoltre, se è vero che in questo momento stiamo registrando solo un malato sintomatico su quattro, ciò vuol dire che esiste un alto margine per migliorare le nostre azioni di contrasto all’epidemia. Questo sia per identificare le persone ammalate, che per curarle meglio, che, soprattutto, per mettere in quarantena i loro contatti che possono essere stati già infettati.

IL CONFRONTO CON LA CINA

In Cina è stato fatto un lavoro meticoloso. Sempre citando il rapporto dell’OMS notiamo che la Cina ha effettuato un’identificazione accurata dei casi dovuti al virus SARS-CoV-2. A Wuhan hanno rintracciato decine di migliaia di contatti al giorno, identificando i contatti stretti di pazienti risultati infetti. Tra l’1% e il 5% dei contatti stretti sono risultati infetti da COVID-19. Il lavoro è stato svolto da più di 1800 squadre di operatori, con un minimo di cinque persone per squadra. Nel Sichuan sono stati identificati 25347 contatti stretti di pazienti positivi al virus, di cui ne sono stati rintracciati 23178 (91%): poco meno dell’un per cento di questi è stato trovato infetto. In questa provincia cinese i casi sono stati cinquecento: sono cioè stati rintracciati circa cinquanta contatti per ogni caso clinico sottoposto a test. Questi test ai contatti hanno permesso di rintracciare almeno una persona infetta ogni due casi confermati, o forse anche di più. Non è stupefacente che in assenza di una tale ricerca sistematica i numeri stimati per i casi italiani siano molto più bassi dei numeri reali.

CHE COSA SUCCEDE IN ITALIA

Cosa suggeriscono queste considerazioni per Italia? Con le tecnologie usate attualmente in Lombardia aumentare di circa 15 volte il numero di test non è certamente possibile. In attesa di nuove tecnologie sarebbe importante rintracciare una cinquantina di contatti stretti per caso clinico, e intervistarli telefonicamente per monitorare il loro stato di salute. Anche se questo compito non può essere svolto, ovviamente, dal personale sanitario, sembra semplice organizzarsi per affidarlo a personale non specializzato. Avere informazioni sanitarie dettagliate su un gran numero di persone può essere utilissimo, specialmente nella fase di decrescita del numero di contagiati, alla quale contiamo a questo punto di arrivare presto.

(Estratto di un articolo tratto da Scienzainrete: qui l’articolo integrale)

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