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Cosa penso del caso TikTok. Parla il prof. Pizzetti (ex Garante Privacy)

Osservatorio Infanzia

La decisione del Garante per la Privacy su TikTok analizzata dal giurista e accademico Francesco Pizzetti, ex presidente dell’Autorità Garante per la riservatezza dei dati personali dal 2005 e 2012

 

Il Garante della privacy ha imposto lo stop di trattamento dei dati dei minori da parte di Tik Tok. A provocare la decisione del Garante è stata la vicenda dolorosa della morte di una bambina a Palermo durante una “challenge”, una delle sfide in voga tra i giovanissimi. 

Sul tema è intervenuto il giurista e accademico Francesco Pizzetti, che è stato presidente dell’Autorità Garante per la riservatezza dei dati personali dal 2005 e 2012, intervistato dal fondatore e direttore di Key4biz, Raffaele Barberio.

L’Unione Europea: il ruler della competizione economica digitale 

La decisione del Garante solleva il problema riguardante il trattamento digitale dei dati dei minori. Sul tema c’è da considerare il Gdpr, la normativa che si propone di tutelare i dati dei cittadini europei nel mercato digitale. “La scelta di adottare il Gdpr mira a porre l’Unione Europea come protagonista della competizione globale. Una norma valida in un mercato da 500 milioni di persone, e alla quale devono adeguarsi gli attori che operano sul mercato europeo”. La sfida per l’UE nel mercato digitale, che è indietro rispetto ai competitor globali di USA e Cina sia dal punto di vista dello sviluppo tecnologico che da quello di pervasività del mercato, assume il ruolo di ente regolatore. Secondo il prof. Pizzetti, questo è l’indirizzo voluto dalla Presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen. “Dobbiamo offrire al mondo un grande mercato che può contare su dati, tecnologie – dice Pizzeti – ma che mette al centro la tutela dei diritti, questa è la sfida della commissione Van der Leyen”. E che da seguito al “Patto di Aquisgrana”, l’intesa franco tedesca che si prefigge di sviluppare il mercato europeo, attraverso la collaborazione franco-tedesca. “Del resto un grande “futurologo” francese, Jacque Attali, affermava che il futuro dell’Unione Europea era nell’asse franco-tedesco –  continua Pizzetti – . E il presidente francese è stato un collaboratore di Attalì”. 

Gdpr: tutelare tutti i soggetti del mercato digitale 

Limitare la protezione dei dati dei minori sui social è riduttivo. “Il GDPR contiene norme che riguardano i dati dei minori in ambito digitale – continua Pizzetti -. All’interno dell’Ue i minori sono più protetti sono solo nell’esporsi sui social ma sono più protetti dall’offerta del mercato digitale”. Il problema è ben più vasto e riguarda a tutto tondo la società dell’informazione. Su internet si possono incontrare una serie di offerte di servizi illeciti, dei quali i minori possono essere vittime. “Tik tok è stata un’occasione di intervenire in un ambito. Un’occasione fornita dalla disgraziata vicenda della ragazza italiana”. Il Gdpr, inoltre, tutela anche chi offre il servizio digitale perché egli stesso può essere vittima di inganni, pensiamo al caso di un minore che acquista beni sottraendo la carta di credito ai genitori. “Nel sistema precedente tutto questo non era normato, mettendo a carico di chi offre i servizi l’onere di verificare chi c’è dall’altra parte dello schermo. Il Gdpr tutela chi opera nel mercato digitale. Introduce norme a tutela del venditore, dei minori e di tutti i protagonisti del mercato digitale sebbene specifichi nei suoi consideranda una particolare attenzione ai diritti dei minori”. 

Dal Garante dei minori al Data protection board: tutti i passi 

All’iniziativa del garante italiano seguiranno altri passi, stabiliti dal Gdpr. “Il garante italiano ha già informato l’autorità leading, cioè l’autorità del territorio cui ha sede nell’Unione lo stabilimento che tratta i dati, in questo caso Tik Tok Irlanda – continua Pizzetti -. La leading autorità deve aprire un’istruttoria, non può sottrarsi. Se dovesse rivelarsi troppo lenta allora interverrà il data protection board”. L’autorità italiana ha potuto adottare questo provvedimento perché nel Gdpr c’è scritto che in casi di urgenza anche un’autorità nazionale, che non è la leading autority, può adottare il provvedimento di urgenza ovviamente comunicandolo immediatamente a tre soggetti: Commissione europea, data protection board e alla leading autority. “Adesso si tratterà di vedere come procede questa cooperazione – aggiunge Pizzetti – . Innanzitutto vedere come l’autorità irlandese intenderà muoversi. Poi si tratterà di applicare i meccanismi di coordinamento”. 

Il peso dell’attività di lobbying 

Lo spazio comune europeo ha però bisogno di una regolamentazione che normi anche i comportamenti nelle piattaforme come Facebook. “Il digital single act è deludente, non risolve i problemi di fondo – conclude Pizzetti – C’è una grande lotta a livello globale intorno alle regolamentazioni europee. L’attività europea è premuta da attività di lobbing fatta sia dalle over the top americane sia dal mondo asiatico e la ragione è che il mercato europeo è appetibile”. 

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