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Copyright, YouTube brinderà in Europa?

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Youtube influencer

YouTube non è responsabile per le violazioni del copyright compiute dagli utenti, secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue. Tutti i dettagli

Scagionati YouTube &Co sulle violazioni del copyright. Allo stato attuale della legislazione dell’Ue, i gestori di piattaforme online, come YouTube e Uploaded, non sono direttamente responsabili per i caricamenti illegali di contenuti protetti dal diritto d’autore da parte degli utenti.

Lo sostiene l’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, Henrik Saugmandsgaard Oe, nelle conclusioni in una causa riguardante YouTube (di proprietà Google) e le piattaforme Cyando e Uploaded.

Come ricorda Reuters, negli ultimi anni le piattaforme online e i social media si sono trovati al centro di un dibattito su quanta responsabilità dovrebbero avere per i contenuti illegali o istigatori all’odio pubblicati sulle loro piattaforme. Ci si interroga infatti se le grandi piattaforme di social media come YouTube e Facebook possano essere classificate come “editori”.

La Commissione europea intende affrontare questo problema con un nuovo pacchetto di regole noto come Digital Services Act. La riforma dovrebbe includere sia un blocco sulla vendita di merci contraffatte e illegali online e, per estensione, l’obbligo per le piattaforme digitali identificare meglio i propri venditori.

LA CAUSA CONTRO YOUTUBE E CYANDO

La causa su cui si è espresso l’avvocato Saugmandsgaard Oe riguarda due contenziosi sollevati dal produttore musicale, Frank Peterson, nei confronti di YouTube e dal gruppo editoriale Elsevier contro Cyando. Nelle conclusioni odierne, l’avvocato generale propone che la Corte dichiari che operatori come YouTube e Cyando “non siano direttamente responsabili di una violazione del diritto esclusivo degli autori e di comunicare al pubblico, quando gli utenti delle piattaforme caricano illegalmente opere protette”.

COSA HA STABILITO L’AVVOCATO UE

In caso contrario, specifica Saugmandsgaard Oe, “vi sarebbe il rischio che gli operatori di piattaforma diventassero giudici della legalità online e il rischio di” rimozione eccessiva “dei contenuti archiviati da loro su richiesta degli utenti delle loro piattaforme nella misura in cui rimuovono anche i contenuti legali”.

Tutto questo non vale, ha precisato l’avvocato generale, in situazioni in cui il fornitore di servizi sia a conoscenza di attività o informazioni illegali o sia a conoscenza di fatti o circostanze da cui risulta evidente l’attività o le informazioni illegali.

COMMISSIONE UE AL LAVORO SUL DIGITAL SERVICES ACT

In arrivo un giro di vite sulla vendita di prodotti contraffatti e illegali su piattaforme online da parte della Commissione europea.  Con la legge sui servizi digitali (Digital Services Act), l’Ue si propone di regolare l’ecosistema online in una serie di settori come la pubblicità politica, i contenuti offensivi e contraffatti.

“Le piattaforme devono agire in modo molto più rigoroso contro i prodotti e i servizi illegali offerti sulle loro piattaforme”, ha dichiarato qualche giorno fa Margrethe Vestager, vicepresidente dell’Ue per gli affari digitali.

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