Innovazione

Come si muoverà l’Ue nel mercato globale dei semiconduttori

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L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

 

Il mercato globale dei semiconduttori avendo un valore di 476,7 miliardi di dollari è certamente uno strumento efficace per affermare l’egemonia economica degli stati sulla scena internazionale. Il controllo e la padronanza della tecnologia dei semiconduttori è stato finora il business degli Stati Uniti, leader in questo campo. Tuttavia, consapevoli della loro arretratezza, Cina, Giappone e Francia, per citarne solo alcuni, stanno cercando di posizionarsi in questo mercato con molteplici potenzialità e stanno cercando di recuperare il ritardo nello sviluppo di tecnologie per superare gli Stati Uniti ed essere i primi sul mercato.

A tal fine, l’Europa, ha  deciso di lanciare un progetto chiamato “Nano 2022” al fine di sostenere l’industria della micro/nanoelettronica, che dovrebbe contribuire a consolidare l’industria nazionale nel campo della produzione di componenti elettronici attraverso ingenti investimenti in ricerca e sviluppo e nell’acquisizione di macchine. Questo piano mira a sostenere un settore strategico all’avanguardia che garantisca da un lato maggiore indipendenza economica e dall’altro lato consente di salvaguardare l’integrità della sicurezza delle infrastrutture critiche .

Ebbene questo piano “Nano 2022” fa parte di un ambizioso progetto europeo per la nanoelettronica chiamato IPCEI o “Progetti di interesse europeo comune” ed è stato concluso tra Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Questo nuovo piano è la diretta conseguenza del  piano  Nano 2017, che è stato varato grazie ad un investimento di 3,5 miliardi di euro.Il piano Nano 2022, avrà un investimento  superiore perché sarà di 5 miliardi di euro spalmati in cinque anni sotto forma di finanziamenti pubblici e privati. In particolare, il governo francese intende investire 886,5 milioni di euro in cinque anni con la partecipazione delle autorità locali e della Commissione europea. Inoltre vi sono rilevanti investimenti  di quasi quattro milioni di euro da parte di partner industriali  come Murata-una società giapponese di componenti elettronici-UMS -una società franco-tedesca -e  X-FAB  una società tedesca che si occupa del processo di fusione dei semiconduttori. 

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