Innovazione

Come si muoveranno Commissione di Bruxelles e Stati Ue sul vaccino anti Covid

di

Next generation Eu

Vaccino anti Covid-19: l’annuncio della Commissione Ue, le scelte di Francia, Germania, Italia e Olanda, e i rapporti con le case farmaceutiche

 

2,4 miliardi. È questo quanto la Commissione Ue mette sul piatto per permettere ai vari Stati membri di avere un vaccino contro Covid-19 entro i prossimi 12-18 mesi. Il denaro, preso dal fondo emergenza, servirà a finanziare parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori.

A muoversi sono anche in vari paesi del Vecchio Continente. L’Italia, insieme a Olanda, Francia e Germania, ha stipulato la scorsa settimana un accordo con AstraZeneca, mentre Parigi e Berlino si muovono anche in solitudine per assicurarsi l’antitodo contro il coronavirus. Andiamo per gradi.

L’ACCORDO UE PER I VACCINI

Partiamo dalle notizie che arrivano da Bruxelles. La Commissione europea ha deciso oggi di firmare accordi con singoli produttori dei vaccini anti Covid-19 per conto degli Stati membri: in cambio di un buon supporto economico iniziale di 2,4 miliardi di euro (che vale come anticipo di pagamento sulla fornitura), le aziende si impegnano a fornire un vaccino entro massimo 18 mesi.

UTILIZZATO FONDO DI EMERGENZA

Il denaro verrà preso, in maniera significativa, dallo strumento Ue di sostegno per l’emergenza da 2,7 miliardi di euro.

COME SI SCEGLIE CHI FINANZIARE?

Ad essere finanziati non saranno tutti i produttori, ma solo coloro che mostreranno solidità nell’approccio scientifico e nella tecnologia utilizzata e buona capacità di consegna su vasta scala in breve tempo, dice l’esecutivo europeo. Tra i criteri di scelta anche costo, condivisione del rischio e responsabilità.

LE PAROLE DELLA VON DER LEYEN

“Stiamo lavorando ad un summit globale il 27 giugno. Esploreremo con i nostri partner internazionali la possibilità che un numero significativo di Paesi si accordino per mettere insieme risorse per prenotare congiuntamente i futuri vaccini dalle compagnie farmaceutiche, facendo nello stesso prenotazioni anticipate per i Paesi a reddito medio-basso”, ha detto la presidente Ursula von der Leyen, in un videomessaggio.

“I Paesi ad alto reddito agirebbero come un gruppo internazionale e inclusivo di compratori, accelerando così lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci e aiutando a massimizzare l’accesso nel mondo per coloro che ne hanno bisogno. Quando si tratta di combattere una pandemia globale, non c’è posto per chi dice ‘prima io'”, ha specificato lPresidente della Commissione Ue.

LA STRATEGIA DI ITALIA, OLANDA, FRANCIA E GERMANIA

Come si concilia la strategia di Bruxelles con le scelte di Italia, Francia, Olanda e Germania. I 4 Paesi hanno puntato ad un unico contratto con la multinazionale britannica AstraZeneca per l’approvvigionamento di 400 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19, da destinare a tutta la popolazione europea.

AstraZeneca produrrà (anche nello stabilimento italiano di Irbm) il vaccino messo a punto dallo Jenner Institute dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Oxford Vaccine Group e la Irbm di Pomezia, ed attualmente in fase di sperimentazione avanzata. Attualmente è il vaccino più promettente e AstraZeneca punta a metterlo sul mercato entro la fine del 2020.

I 4 Paesi potrebbero stipulare un contratto anche, scrive la Stampa, con l’americana Johnson&Johnson, che ha un altro promettente candidato vaccino.

FRANCIA SI MUOVE CON SANOFI

La Francia sembra voglia tentare anche la via casalinga e stanziare 200 milioni di euro a Sanofi, affinché incrementi sforzi e produzione a livello nazionale. L’iniziativa arriva, scrive Repubblica, dopo le indiscrezioni sul fatto che gli Usa avrebbero avuto la precedenza nella distribuzione del futuro vaccino realizzato dal colosso farmaceutico europeo.

Intanto Sanofi ha promesso di investire 610 milioni per una nuova fabbrica nella periferia di Lione.

GERMANIA PRONTA AD ACQUISIRE CUREVAC

Anche la Germania punta sui cavalli di casa. Il governo Merkel è pronto addirittura a fare acquisti e ad accaparrarsi il 23% di Curevac, l’azienda di Tubinga impegnata nello sviluppo del vaccino in collaborazione con la Biontech di Magonza. Berlino rimarca, così, il territorio dopo le indiscrezioni su un eventuale acquisto da parte degli Usa di Trump (indiscrezioni che hanno portato al Cancelliera Angela Merkel a mettere sotto la protezione del Governo tutte le aziende di sanità e biotech da eventuali acquisti oltre il 10%).

UE: BISOGNA MUOVERSI INSIEME

Le iniziative in solitudine, però, non piaccino all’Ue. E proprio la Commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, nei giorni scorsi ha invitato gli Stati a muoversi in accordo con Bruxelles:  “Questo eviterà la concorrenza tra di noi e offrirà ai produttori di vaccini un processo di negoziazione semplificato”, ha detto la Kyriakides.

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