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Coronavirus, come si muoverà il Veneto con i test antigenici rapidi

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La regione Veneto adotta i test antigenici rapidi per le scuole: screening in classe e niente quarantena fiduciaria per gli alunni. Tutti i dettagli

 

Detto, fatto. Il Veneto ha deciso di puntare sui test antigenici rapidi per contenere la pandemia e fermare la catena dei contagi.

Il test, il cui tamponcino deve essere fatto roteare a livello della fossa nasale (non a livello rino-faringeo) potrà essere effettuato direttamente dai medici di Medicina Generale e dai pediatri, a discrezione degli stessi, o da operatori specializzati direttamente nelle scuole, per evitare che la classe vada in isolamento fiduciario ad ogni caso sospetto. Tutti i dettagli.

L’ANNUNCIO

Partiamo dall’annuncio. “Prima in Italia, la Regione Veneto sta sperimentando con successo un nuovo tipo di tampone rapido antigenico dotato di procedure estremamente semplici, di pressoché nulla invasività, di altissima attendibilità, in grado di dare l’esito in dieci minuti, senza dover processare il tutto in laboratorio, ma operando con un tampone e un piccolo apparato in qualsiasi ambiente, ivi compreso, in prospettiva, anche l’utilizzo in autosomministrazione”, ha scritto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in un post su Facebook.

TEST VALIDATO IN AMERICA

Il test antigenico rapido e gli strumenti di analisi, fa sapere la regione, sono stati validati dalla massima autorità americana.

“Si tratta a tutti gli effetti di un test rapido antigenico, modalità già validata anche dal ministero della Salute italiano, motivo per cui gli esperti della regione ritengono non sia necessaria una ulteriore valutazione a livello ministeriale”, si legge nel comunicato diffuso dalla Ussl 2 Marca Trevigiana.

IL RUOLO DELL’USSL 2 MARCA TREVIGIANA

Proprio l’Ussl Trevigiana ha avuto un ruolo chiave nell’analisi e nell’adozione del test rapido, grazie al lavoro del dottor Roberto Rigoli, primario di Microbiologia di Treviso e coordinatore delle 14 Microbiologie del Veneto, e della sua équipe, che ha sperimentato il test.

“Siamo grati al dottor Rigoli e alla sua equipe – ha detto Zaia – perché il loro lavoro costituisce la nuova frontiera della prevenzione dal coronavirus e apre scenari finora nemmeno immaginabili, essendo possibile utilizzare questo metodo semplice, veloce e sicuro non solo per la ricerca del Covid 19, ma per tanti altri tipi di esame. Il Veneto è il primo in Italia a fare questo passo”.

COME FUNZIONA IL TEST

A spiegare il funzionamento del test, in occasione della conferenza stampa di presentazione, è stato il dottor Rigoli. Il test, messo a punto da una startup americana, è semplice e rapido d utilizzare: si utilizza un tamponcino di piccole dimensioni, che viene inserito semplicemente nella fossa nasale e roteato brevemente all’interno di entrambe le narici.

Il tamponcino, dunque, viene inserito successivamente in una provetta dove si scioglie l’antigene e il contenuto viene analizzato da un apparecchio che processa il tampone, fornendo l’esito in 10 minuto.

GESTIONE SEMPLIFICATA DEI TEST

La semplicità di esecuzione e di processo consente, ha detto Zaia, “di non restare aggrappati all’attività di laboratorio e di portare la diagnostica fuori dall’ospedale, praticamente ovunque, con la stessa garanzia di attendibilità del risultato. Non è poco, anzi è una rivoluzione”, ha detto Zaia.

TEST ANTIGENICI A MEDICI GENERALI E PEDIATRI

Con questo metodo si potrà dotare del kit i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. E l‘ordinanza in merito è stata già firmata: “Le aziende Ulss mettono a disposizione dei medici di Medicina Generale e dei pediatri di Libera Scelta i test antigenici rapidi per il tramite delle Aziende ULSS, secondo indicazioni definite a livello aziendale sulle modalità di ritiro/consegna”, si legge nell’ordinanza regionale. Inizialmente verranno distribuiti 50 test antigenici rapidi per ogni Medico, “riaggiornando le disponibilità successive in relazione al numero di assistiti in carico ed all’evoluzione del quadro epidemiologico”, specifica l’ordinanza.

TEST DIRETTAMENTE A SCUOLA

In realtà la Regione Veneto si spinge oltre. Qualora vi sia un probabile contagio, dopo autorizzazione scritta dei genitori (che verrà fatta firmare in anticipo, in via preventiva), “entreremo con i nostri operatori specilizzati nelle scuole per eseguire l’esame”, ha detto Zaia in conferenza stampa. La classe, dunque, “non va più in isolamento fiduciario, bensì a tampone negativo si continua ad andare in classe”, aggiunge il Governatore della Regione Veneto.

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