Innovazione

Come lo Stato in Germania spingerà sull’innovazione

di

Germania Francia

L’industria tedesca è solida ma tecnologicamente non sempre all’avanguardia. Serve innovare. Ecco i piani del governo Merkel. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti 

Alla fine, assecondando la nuova strategia interventista in economia varata dall’attuale esecutivo Merkel, lo Stato si è gettato in prima persona nella mischia. In piena estate, il governo di Grosse Koalition ha varato una nuova struttura. L’ha chiamata Agenzia per l’innovazione radicale, in tedesco Agentur für Sprunginnovation, e ne ha affidato la direzione a un cinquantacinquenne venuto dalla Germania Est e trapiantato all’Ovest tre lustri prima della caduta del Muro: Rafael Laguna de la Vera.

Il suo curriculum rivela un po’ quel che il governo di Berlino si aspetta da lui e dalla struttura cui ha dato vita. Nato a Lipsia nella Ddr, la Germania comunista, a 10 anni segue la famiglia nel trasferimento in Germania Ovest: è il 1976, il Muro cadrà tredici anni dopo. Ma prima che questo accada, a soli 16 anni Laguna fonda un’azienda, la Elephant, che importa dagli Usa sistemi elettronici per microcomputer da distribuire nella nuova patria. In questo periodo sviluppa anche un suo software autonomo. A 20 anni sembra orientarsi verso un altro mestiere, gestisce un cinema nel Sauerland, una regione del Nord Reno-Vestfalia. A 31 torna nel campo industriale e vende la Elephant a un americano. Negli anni a seguire entra ed esce come investitore nei capitali di diverse imprese tecnologiche. Nel 2005 fonda assieme ad alcuni soci un’altra azienda, la OpenXchange, che realizza software di comunicazione, collaborazione e produttività per ufficio basato sul Web, di cui è ancor oggi il numero uno.

LA NUOVA AGENZIA: UN MILIARDO DI BUDGET E 50 FUNZIONARI

A un tipo avventuroso e stravagante come lui, il governo ha affidato un budget di 1 miliardo di euro per i primi dieci anni (150 milioni già erogati), una squadra di 50 funzionari e il compito di setacciare il Paese per finanziare idee e invenzioni mai viste, in grado di riportare la Germania fra le nazioni di testa sul fronte dell’innovazione. E di assicurare che l’industria del futuro sia all’avanguardia come lo è stata nel passato, tenendo testa ai grandi competitori globali, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Corea del Sud al Giappone.

La stampa ha ribattezzato Laguna il Cristoforo Colombo dell’innovazione, un esploratore che dovrà navigare nel mare ignoto delle imprese tedesche, senza mappe nautiche, alla scoperta di nuovi continenti. Gli uffici dell’agenzia statale saranno le sue caravelle. Dovrà scovare aziende nelle quali esistono progetti che potrebbero rivoluzionare il mondo della produzione, ma che giacciono in qualche cassetto per mancanza dei finanziamenti necessari. O potrà fondare piccole e autonome imprese, nelle quali sviluppare le condizioni per favorire la scoperta che farà compiere all’industria tedesca il salto in avanti decisivo. I campi di intervento sono tanti, l’innovazione è un concetto trasversale di per sé: dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla chimica alla medicina fino all’ingegneria meccanica. L’unico criterio per rientrare nel mirino dell’agenzia è la condizione che l’innovazione sia davvero nuova, dirompente (o distruttiva, come piaceva dire a Joseph Schumpeter).

ALLA RICERCA DELL’INNOVAZIONE DAVVERO RIVOLUZIONARIA

Peter Altmeier e Anja Karliczek, i ministri dell’Industria e della Ricerca che hanno battezzato la nuova creatura, sono sicuri che non si tratterrà di un carrozzone pubblico destinato al fallimento, ma della struttura giusta per affrontare la nuova sfida della competitività. L’industria tedesca si è tradizionalmente basata sull’innovazione incrementale, fatta di miglioramenti modesti, graduali e continui di tecniche o prodotti esistenti, che non cambiano radicalmente le dinamiche di un settore, né richiedono modifiche nel comportamento degli utenti finali, sostengono i ministri. Oggi questo non basta più. Talvolta è capitato che ricercatori tedeschi abbiano avuto grandi intuizioni, ma poi gli affari con esse sono stati realizzati all’estero. L’agenzia servirà a fare in modo che questo non accada più.

Il modello di riferimento è collaudato. Berlino ha preso esempio dall’agenzia di ricerca statunitense Darpa, fondata nel 1958 con l’obiettivo di aiutare gli Usa a recuperare e superare il ritardo nella corsa allo spazio con l’Unione Sovietica. Washington era rimasta scottata dopo il lancio del satellite sovietico Spuntnik 1 nell’orbita terrestre e non esitò a impegnare soldi pubblici per finanziare ricerche innovative. Quello che l’industria sovietica era per gli Usa negli anni della Guerra Fredda è oggi, ad esempio, quella cinese e asiatica in generale per la Germania. Competitori che hanno realizzato passi in avanti nei settori più moderni, mentre Berlino si adagiava sugli allori conquistati. Lo Spuntnik 1 dei tedeschi è l’mp3, il sistema di compressione di dati audio, sviluppato in larga parte da ricercatori tedeschi del Fraunhofer Institut di Erlangen sotto la direzione di Karlheinz Brandenburg, finanziato dai contribuenti tedeschi ma poi commercializzato da aziende nordamericane, sudcoreane, financo svedesi, che ne hanno incamerato i lauti benefici economici.

(Estratto di un articolo pubblicato sulla rivista quadrimestrale Start Magazine; per informazioni e abbonamenti: info@startmag.it)

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