Innovazione

Come la Russia si sta posizionando nella corsa all’Intelligenza Artificiale

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L’approccio all’Intelligenza Artificiale russo è di lungo periodo ed orientato ai risultati. Il conseguimento di successi già nel medio termine potrebbe garantire un rafforzamento nelle capacità militari di Mosca. L’analisi di Fabio Vanorio

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Il 2 luglio scorso, lo Sherpa del Presidente russo Vladimir Putin al G20, Svetlana Lukash, ha confermato la prossima adozione da parte della Russia di una strategia di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, anche in conformità con le raccomandazioni fornite in materia dal G20.

Attualmente, l’Esecutivo russo sta predisponendo una Strategia Nazionale per lo Sviluppo delle Tecnologie nel Settore dell’Intelligenza Artificiale (di seguito “Strategia Nazionale”). Un draft del progetto di Strategia Nazionale è stato presentato il 19 giugno scorso nel corso di una tavola rotonda svoltasi presso il Centro di Analisi per il Governo della Federazione Russa (Analytical Center for the Government of the Russian Federation), straordinaria struttura di analisi, operativa dal 2005, con uno staff di 250 persone e valutata dal principale ranking mondiale stilato dalla University of Pennsylvania come uno dei piu’ efficienti Think Tanks governativi al mondo.

Secondo il documento provvisorio, la quota delle grandi e medie imprese russe, delle istituzioni statali e delle organizzazioni ad esse subordinate che impiegano Intelligenza Artificiale nei loro processi organizzativi dovrebbe raggiungere il 10% entro il 2024 e il 20% entro il 2030. La bozza prevede la completa eliminazione del deficit di specialisti in Intelligenza Artificiale entro il 2030, anche attirando i maggiori esperti stranieri.

La bozza contempla sei differenti driver di sviluppo tecnico:

  • ricerca in algoritmi e metodi matematici,
  • sviluppo di software e soluzioni tecnologiche,
  • data,
  • hardware,
  • risorse umane,
  • instrastruttura di regolamentazione.

Il progetto è in linea con quanto anticipato il 30 maggio scorso da Putin, le cui linee di azione programmatiche prevedevano quattro direttrici principali da dover contemplare nello sviluppo della “Strategia Nazionale”:

  • programmi di formazione;
  • cooperazione pubblico-privato;
  • supporto legislativo;
  • espansione delle capacita’ scolastiche e accademiche nei settori STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).

A questi capisaldi, Putin ha aggiunto l’intenzione del governo di tutelare la nuova proprietà intellettuale, scaturita dallo sforzo insito nella strategia governativa di ricerca di base e applicata, mediante l’introduzione di condizioni legali per la registrazione dei brevetti e ponendo ostacoli alla relativa emigrazione di sviluppatori di Information Technology.

Secondo Putin la condizione cruciale per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è “la prontezza della società e dei cittadini nell’agevolare la diffusione di tali tecnologie. È pertanto utile un’educazione digitale condivisa, ed il contestuale avvio di programmi di riqualificazione in alcune professioni, laddove questa sia scarsa o inesistente.” Per fare questo, sono necessari un incremento nel finanziamento da ottenere:

  • dal bilancio pubblico (fino ad 1,4 miliardi di dollari previsti di spesa addizionale nei prossimi anni),
  • dall’investimento privato (supporto è stato assicurato da colossi quali Rostelecom, Rosneft, Russian Networks, Gazprom, Transneft, Sberbank, e del Russia Direct Investment Fund, uno dei due fondi sovrani russi),
  • da forme di cooperazione pubblico-privato (molti dei quali sono già in atto come, ad esempio, lo sforzo compiuto dal team guidato dalla National Research Nuclear University che sta sviluppando una tecnologia di Intelligenza Artificiale – denominata Virtual Actor – orientata allo studio dell’intelligenza emotiva e situazionale. Inoltre, vi è un progetto congiunto tra la University of Information Technologies, Mechanics and Optics (ITMO) di St. Petersburg e la Far Eastern Federal University di Vladivostok le quali stanno lavorando sullo sviluppo di reti neurali per la gestione di centrali nucleari).

L’attività del Russian Direct Investment Fund (RDIF), in quanto fondo sovrano, è degna di menzione separata. Il RDIF ha raccolto 2 miliardi di dollari da investitori esteri (in gran parte, fondi sovrani stranieri e multinazionali globali, entrambi operanti in Medio Oriente ed Asia) a sostegno di aziende russe nello sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale e di un ecosistema di start-up nei settori fintech e di nanotecnologia.

L’aumento del finanziamento si pone come obiettivo “la creazione di nuove riserve di conoscenza, nuovi metodi matematici di lavoro, nuovi principi di funzionamento dell’Intelligenza Artificiale, inclusi modelli cognitivi che simulino il funzionamento del cervello umano.” Nei piani di Putin, la Russia dovrà diventare una delle piattaforme di riferimento nel trattamento di problemi scientifici inerenti l’Intelligenza Artificiale, coinvolgendo scienziati di tutto il mondo da ospitare nei nuovi centri internazionali dedicati alla Matematica da inaugurare nel 2020 a Mosca, San Pietroburgo e Sochi.

Al di là degli aspetti connessi alla società civile, il grande cambiamento di paradigma a cui anela l’establishment russo e’ squisitamente militare.

L’esigenza per Putin di ridurre il differenziale esistente in termini di Intelligenza Artificiale tra capacità avversarie (Stati Uniti e Cina) e quelle interne ha acquisito maggiore importanza in seguito all’esperienza militare russa in Siria dal 2015, quando lo Stato Maggiore russo ha rilevato la significatività come moltiplicatore di missione (rapporto tra potenziale capacità massima di missione operativa e operatività effettiva) dell’impiego di tecnologie di IA, come ad esempio i sistemi robotici militari. Nel 2017, Putin ha riconosciuto l’autonomia di tali sistemi come una delle priorità per cambiare radicalmente il modus operandi dell’esercito russo.

Secondo Dmitry Rogozin, già Vice Premier ed attualmente Direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, il Programma di Armamento per il periodo 2018-2025 risponde a questa esigenza di essere “intrinsecamente innovativo” ponendosi l’obiettivo di creare armi “intelligenti”, sistemi automatizzati terrestri e di velivoli senza equipaggio (UAV, Unmanned Aerial Vehicles), e nuovi sistemi di comunicazione e di intelligence.

Oggi, in Russia molte ricerche relative all’Intelligenza Artificiale avvengono nell’orbita del Ministero della Difesa, che sta dedicando risorse finanziarie, umane e materiali ad hoc unitamente alla sua vasta infrastruttura tecnica, accademica e industriale. Lo sforzo più significativo in tale ambito riguarda l’attività della Advanced Research Foundation (ARF, Fond Perspektivnykh Issledovaniy – FPI), istituita nell’ottobre 2012 come analoga alla statunitense DARPA (Defense Advanced Research Project Agency). La ARF oggi comprende 46 laboratori di ricerca ed è impegnata in una standardizzazione dello sviluppo di Intelligenza Artificiale nei settori del riconoscimento di immagini e vocale, dell’autonomia dei sistemi militari, nonché del supporto di Intelligenza Artificiale nel ciclo di vita degli armamenti.

La ARF ha annunciato la sua linea d’azione nel Marzo 2018 nel corso di un forum (“AI: Problemi e soluzioni”), organizzato dal Ministero della Difesa, dal Ministero dell’Istruzione e dall’Accademia delle Scienze russa al fine di avanzare proposte mirate allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in Russia. Il risultato principale di questo simposio internazionale è stata la pubblicazione di raccomandazioni essenzialmente rivolte a:

  • la creazione di un consorzio sull’analisi di Big Data ed Intelligenza Artificiale;
  • la creazione e la compilazione di algoritmi per la valutazione dei sistemi automatizzati;
  • un sistema statale per la formazione e la riqualificazione degli specialisti nel campo dell’Intelligenza Artificiale;
  • la creazione di un laboratorio di sviluppo di software e soluzioni tecniche nel campo della Intelligenza Artificiale;
  • una serie di war games finalizzati a determinare l’impatto dei modelli di Intelligenza Artificiale sulle varianti tattiche, operative e strategiche.

Tra le raccomandazioni, una delle proposte più rilevanti riguarda la creazione di un Centro Nazionale per l’intelligenza Artificiale (National Center for Artificial Intelligence, NCAI) che coordini i 388 istituti di ricerca scientifica costituiti nell’orbita del Ministero della Difesa, di cui 279 sono concentrati nelle scuole militari, attivamente impegnati nella ricerca in campo dell’Intelligenza Artificiale, della robotica, della cibernetica militare e di altre aree ad elevato contenuto innovativo.

In Russia, gli sforzi militari per costruire infrastrutture che consentano lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale sono principalmente concentrati nell’espansione di ERA (Elite of the Russian Army), una technopolis di innovazione militare costruita ad Anapa, sulla costa del Mar Nero, ed istituita con un Executive Order firmato da Putin il 25 Giugno 2018.

ERA è il primo cluster militare esistente al mondo, una città high-tech, la cui prima fase ha finora riguardato un’area di oltre 170,000 mq, composta da un campus di scienza, tecnologia e sviluppo della ricerca, in cui il settore militare e quello privato lavorano congiuntamente. ERA ospita un laboratorio dedicato all’Intelligenza Artificiale nel quale operano congiuntamente militari distaccati dal Ministero della Difesa e personale di 37 aziende (tra cui Kalashnikov e Sukhoi). Il complesso è racchiuso nei seguenti fabbricati:

  • Kalashnikov (residenziale), così denominato in onore di M. Kalashnikov;
  • Korolev (residenziale), così denominato in onore di S. Korolev.
  • Tupolev (laboratorio scientifico, sede di centri di ricerca costituiti da dipendenti distaccati di organizzazioni statali, aziende private, università), così denominato in onore di A.Tupolev.
  • Kurchatov (sede amministrativa), così denominato in onore di I. Kurchatov.
  • Chebyshev (centro di programmazione), così denominato in onore di P. Chebyshev.

Il Colonello Fyodor Dedus, già Vice Direttore di Rosoboronzakaz, e già Vice Presidente del Comitato scientifico-militare delle Forze Armate, è il Direttore di ERA. Le attività nel campus ERA sono coordinate dal GUNID, il Direttorato Generale per la Ricerca e Sviluppo ed il Supporto di Innovazione Tecnologica del Ministero della Difesa.

In un’intervista rilasciata nel 2018, Dedus ha affermato che il suo obiettivo è creare nuove armi entro tre anni, e dedicare fino a dieci anni per armamenti più complessi. Dedus ha aggiunto che circa 80 organizzazioni operando in ERA con i loro propri laboratori. Tale potenziale intellettuale assicurerà il conseguimento di importanti acquisizioni di conoscenza insieme ad almeno 55 progetti di ricerca e sviluppo in materia di Intelligenza Artificiale già in corso. Le principali aree di ricerca sono:

  1. sistemi di controllo automatizzato,
  2. robotica,
  3. computer science e computer technology (in tale ambito, di rilievo è la sostituzione delle importazioni di software ed hardware con prodotti realizzati all’interno. In tal senso è attivo un laboratorio congiunto Ministero della Difesa/JSC MCST, sviluppatore di processori Elbrus),
  4. visione artificiale, al riconoscimento vocale,
  5. sicurezza dei dati e delle informazioni,
  6. nanotecnologie e nanomateriali,
  7. energia portabile e sistemi medicali biotecnologici,
  8. tecnologie di bioingegneria, biosintesi e biosensori.

Componente ritenuta fondamentale nella prospettiva di ERA è l’apertura di campi scuola per bambini/ragazzi particolarmente dotati in ambito STEM, come il centro Sirius di Sochi.

ERA dovrebbe operare a pieno regime dalla fine del 2019. Secondo i piani, dal 2020 più di 200 scienziati ed ingegneri dovrebbero lavorare stabilmente nel campus.

L’approccio all’Intelligenza Artificiale russo è, dunque, di lungo periodo ed orientato ai risultati. Il conseguimento di successi già nel medio termine potrebbe garantire un rafforzamento nelle capacità militari di Mosca (sia effettive sia sperimentali) ottimizzando il lavoro congiunto uomo/macchina mediante la combinazione tra la creatività e l’agilità della mente umana e la velocità di processo di dati/informazioni da parte della macchina. L’approccio è disegnato come un “moltiplicatore di missione” per incrementare l’efficienza nella raccolta di informazioni di rilievo tattico e strategico, compiendo un più ampio spettro di funzioni in minor tempo.

 

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Fabio Vanorio è un dirigente in aspettativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Attualmente vive a New York. Si occupa di economia della sicurezza nazionale, mercati finanziari, ed economia internazionale (con particolare attenzione al climate change, ed ai rapporti tra Intelligenza Artificiale e crescita economica). Scrive anche per l’Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli” e per l’Hungarian Defense Review.

DISCLAIMER: Tutte le opinioni espresse sono integralmente dell’autore e non riflettono alcuna posizione ufficiale riconducibile né al Governo italiano, né al Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale.

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