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Come la Russia fa la guerra a Google, Facebook e Twitter

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Russia Facebook

In settimana un tribunale in Russia ha multato prima Google e Facebook poi Twitter per la mancata eliminazione di contenuti che Mosca considera illegali

 

Batoste russe per i colossi statunitensi Google, Facebook e Twitter.

Giovedì un tribunale russo ha dichiarato di aver comminato a Twitter due multe per un totale di 7 milioni di rubli (95.310 dollari) per la mancata eliminazione di contenuti che Mosca considera illegali.

Già martedì un tribunale russo aveva annunciato di aver multato i giganti tecnologici Google e Facebook per lo stesso motivo.

La Russia ha già posto un rallentamento punitivo sul social network statunitense Twitter per non aver cancellato contenuti vietati, parte di una spinta da parte di Mosca per tenere a freno le società tecnologiche occidentali e rafforzare quella che chiama la sua “sovranità” su Internet. Anche TikTok ha ricevuto una multa per reati simili quest’anno.

Ma le multe arrivano in mezzo a uno scontro più ampio tra Mosca e Google. Lunedì il supervisore delle comunicazioni della Russia ha avvertito che Mosca potrebbe eventualmente rallentare il traffico della compagnia nel paese se non riuscisse a eliminare i contenuti ritenuti illeciti.

Mercoledì invece il governo ha ordinato a Facebook e Twitter di archiviare tutti i dati degli utenti russi all’interno del paese entro il 1 ° luglio, pena una sanzione.

Tutti i dettagli.

ENNESIMA MULTA A TWITTER

Non è la prima volta che Twitter subisce sanzioni in Russia per non aver eliminato contenuti considerati illeciti.

Ad aprile, un tribunale aveva emesso tre multe separate contro Twitter per un totale di 8,9 milioni di rubli, sempre con l’accusa di non aver cancellato i contenuti vietati.

LA MULTA A BIG G

Google è stata condannata a pagare un totale di 6 milioni di rubli (circa 81.000 dollari) per tre diversi reati, ha detto martedì un tribunale di Mosca.

E QUELLA AL SOCIAL NETWORK DI ZUCKERBERG

Facebook invece ha ricevuto una multa di 26 milioni di rubli.

LE ACCUSE DELLA RUSSIA A GOOGLE E FACEBOOK

Le accuse riguardano post che secondo la Russia incoraggiavano i minori a partecipare a proteste non autorizzate a gennaio. Ovvero quando le persone in tutto il paese sono scese in piazza per sostenere il critico del Cremlino Alexei Navalny dopo essere stato arrestato.

LA “MINACCIA” DELLA ROSKOMNADZOR

Ma per il colosso di Mountain View questa multa è solo uno dei tanti strattoni da Mosca. Lunedì ne è arrivato un altro da un portavoce del Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell’informazione e dei mass media (Roskomnadzor).

L’agenzia ha osservato che il volume di contenuti vietati e il periodo in cui l’azienda non riesce a eliminarli sono abbastanza gravi da consentirgli di “adottare misure per rallentare il traffico dei servizi di Google in Russia”.

“Google non adempie pienamente al suo obbligo di escludere i link a risorse Internet con informazioni proibite nel nostro Paese dai risultati di ricerca in Russia. In media, dal 20% al 30% dei link a contenuti vietati in Russia non sono rimossi dai risultati di ricerca. Inclusi siti web di organizzazioni terroristiche ed estremiste, siti web con immagini pornografiche di minori, così come negozi online che vendono droga”, ha detto il funzionario alla Tass.

“Dopo che Twitter ha rimosso il 91% delle informazioni proibite su richiesta di Roskomnadzor, Google è risultata la peggiore in termini di quantità di contenuti illegali non cancellati che danneggiano direttamente gli utenti russi”, ha aggiunto il funzionario.

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