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Come funziona e chi c’è dietro l’Intelligenza artificiale che sarà usata dai medici di famiglia

Si chiama Mia l'assistente digitale promosso da Agenas che affiancherà i medici di medicina generale nelle scelte cliniche. A sviluppare la piattaforma e ad aggiudicarsi la gara da 8,3 milioni di euro è stata Bv Tech, società che opera nel settore dell'Ict e della cybersecurity. Fatti, nomi e numeri

 

Non un semplice software, ma una vera e propria bussola scientifica che si appresta a varcare la soglia degli studi dei medici di famiglia. Si chiama Mia – Medicina e Intelligenza Artificiale – ed è la nuova piattaforma promossa da Agenas, nell’ambito del Pnrr, progettata per agire come un assistente digitale di alta precisione capace di supportare i camici bianchi nelle diagnosi complesse e nella gestione dei pazienti cronici.

Lo sviluppo e la gestione del sistema, basati su un investimento di 8,3 milioni di euro, sono stati affidati a Bv Tech, gruppo a capitale interamente italiano specializzato nei settori della cybersecurity e della difesa delle infrastrutture critiche.

A segnare il solco rispetto ai sistemi generalisti è il rigore delle fonti, dicono dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas): Mia non “improvvisa”, ma interroga esclusivamente il perimetro della scienza validata. Come dichiarato al Sole 24 Ore da Americo Cicchetti, commissario dell’Agenas: “La differenza con ChatGpt è tutta qui: perché ChatGpt pesca dall’oceano del web con tutti i possibili errori”.

UNA PIATTAFORMA DAL RIGORE SCIENTIFICO

A differenza dei modelli di linguaggio generalisti, il Sole spiega che Mia utilizza un’architettura tecnologica denominata Retrieval Augmented Generation (Rag), che limita il campo d’azione del software esclusivamente a fonti certificate come linee guida dell’Istituto superiore di sanità, note dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e letteratura scientifica.

“Non è un sistema basato sui dati individuali del singolo paziente. Il medico non inserisce il nome e il cognome del paziente, ma le sue condizioni, i sintomi. E ‘Mia’ attinge a linee guida internazionali e certificate […] Quindi si tratta dell’evidenza scientifica codificata, lo scibile del mondo medico certificato”, ha sottolineato Cicchetti.

CHI È L’ARTEFICE

L’implementazione e la gestione del sistema sono state affidate a Bv Tech, società che si è aggiudicata la gara d’appalto del valore di 8,3 milioni di euro. Fondata nel 2005 (secondo il sito aziendale) e caratterizzata da un “capitale interamente italiano” (socio unico è la holding Bridgeplanet), aggrega diverse realtà specializzate nei settori dell’ingegneria, dei servizi informatici e delle telecomunicazioni.

Si qualifica come un attore strategico per la sovranità tecnologica nazionale, presidiando infrastrutture critiche in ambiti quali Difesa, Spazio, Pubblica Amministrazione e Sanità. Le competenze tecniche di Bv Tech spaziano dalla Cybersecurity alla Data Science (AI e Big Data), fino allo sviluppo di piattaforme di AI generativa e soluzioni Cloud.

La società dichiara tra i propri obiettivi il presidio della sovranità tecnologica nazionale attraverso la creazione di soluzioni proprietarie e la collaborazione con università e istituti di ricerca. Il gruppo, per esempio, ha collaborato con il Politecnico di Milano e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) nel progetto “Socrate” per la simulazione di link satellitari.

Nell’ambito specifico della piattaforma Mia, la società è coinvolta nell’illustrazione dei principi cardine e degli obiettivi strategici del sistema per l’assistenza primaria.

CHI C’È DIETRO

Nel consiglio di amministrazione di Bv Tech (costituita nel 2025, secondo la visura camerale) siedono 7 membri: il presidente Raffaele Boccardo, il consigliere delegato Stefano Michele Perrone e i consiglieri Silvia Mignatti, Antonella Lucarelli, Gianpiero Lenza, Frans Petter David Johnsson e Marion Christiane Pauline Rabate. L’azionista totalitario, come detto, è la holding Bridgeplanet).

AMBITI DI APPLICAZIONE E AUTONOMIA DEL MEDICO

L’utilizzo della piattaforma si focalizza su tre aree principali: l’inquadramento diagnostico di base, la gestione della cronicità e la prevenzione. Cicchetti ha sottolineato come lo strumento non sostituisca il giudizio umano: “La piattaforma suggerisce il percorso di cura o l’esame migliore da fare e può anche fare qualche domanda in più per capire meglio il caso così come può farla il medico. Magari può chiedere il peso e l’età del paziente. Questo è il caso d’uso tipico del paziente cronico”.

Per quanto riguarda le diagnosi basate sui sintomi, il Commissario ha ribadito: “È ovviamente poi il medico che deve verificare, approfondire e fare le sue scelte in totale autonomia”.

APPROPRIATEZZA CLINICA E INTEGRAZIONE CON IL PNE

Secondo Agenas, l’introduzione di Mia mira a migliorare l’appropriatezza prescrittiva e a ridurre le ospedalizzazioni evitabili attraverso l’aderenza a percorsi clinici standardizzati. Un’importante evoluzione del progetto prevede l’integrazione dei dati del Piano nazionale esiti (Pne): “Abbiamo pensato di inserire tutti i dati del piano nazionale esiti con l’offerta degli ospedali. In questo modo la piattaforma potrà indicare al medico in quale ospedale è possibile trovare quella prestazione sanitaria che serve al suo paziente”, ha spiegato Cicchetti. Questo supporto dovrebbe agevolare il medico nel guidare l’assistito verso le strutture più idonee, ottimizzando le risorse del sistema sanitario.

CRONOPROGRAMMA E FORMAZIONE MIA LAB

Il piano di implementazione, riferisce il Sole 24 Ore, prevede una diffusione graduale: nel 2026 inizierà la fase di test con i primi 1.500 medici di famiglia. Il progetto punta a raggiungere un totale di 15.000 medici entro il 2027 attraverso step progressivi.

Per accompagnare i professionisti in questa transizione, è stato attivato Mia Lab, un programma di formazione che include pillole asincrone, aule virtuali e tutorial tecnici. Parallelamente, è stato avviato l’iter per la certificazione di Mia come dispositivo medico, un passaggio necessario per garantirne l’affidabilità e la conformità alle normative vigenti.

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