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Come estendere il voucher per la banda larga

Infrastrutture Digitali

Il testo dell’ordine del giorno a firma di Federico Mollicone, responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, approvato dalla Camera

AC 2115-A

MOLLICONE

La Camera,

premesso che:

il provvedimento in esame reca disposizioni per valorizzare le piccole produzioni agroalimentari di origine locale;

il settore agroalimentare nazionale genera un volume d’affari di circa mezzo trilione di euro, ossia il 25% del PIL italiano;

nel 2020 le startup agrifood hanno visto investimenti per un totale di circa 30 miliardi di dollari a livello globale, ciò rappresenta una crescita di oltre il 30% sull’anno precedente;

il mercato della smart agriculture costituisce circa il 10% delle startup italiane;

tecnologie come IoT, big data, intelligenza artificiale, blockchain stanno radicalmente trasformando settori importanti dell’economia italiana. L’agricoltura, comparto strategico per la Nazione, sta attraversando profonde trasformazioni, che si affiancano alle grandi sfide su scala globale come la sostenibilità, i cambiamenti climatici e la povertà alimentare. Anche in questo contesto, la diffusione di nuove tecnologie digitali può contribuire al suo rilancio;

la missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, “Rivoluzione verde e transizione ecologica” con l’investimento 2.3 “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare” ha tra gli obiettivi, da raggiungere entro il 2026, quello di sviluppare una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando le prestazioni ambientali e la competitività delle aziende agricole;

l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e l’utilizzo di tecnologie, sono elementi imprescindibili per  la riduzione delle emissioni e la sostenibilità ambientale  e sono in grado di aiutare gli agricoltori a trasformare più rapidamente i loro metodi di produzione.  La digitalizzazione del comparto agricolo, pertanto, gioca un ruolo fondamentale per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica e ottimizzare i processi produttivi;

l’innovazione digitale può contribuire a migliorare la competitività del settore agroalimentare italiano, garantendo maggiore qualità, trasparenza, tracciabilità oltre all’ottimizzazione dei processi di produzione, coltivazione e allevamento. L’automazione permette di difendere la qualità delle produzioni, abbattendo i costi di gestione, monitorando l’intero ciclo di produzione e scegliendo il momento migliore per intervenire;

la trasformazione digitale delle aziende agricole attraverso la  raccolta, la trasmissione e l’elaborazione dei dati avviene grazie a sensori interconnessi e agli algoritmi di intelligenza artificiale, supportando così l’attività degli agricoltori che, in questo modo, avrebbero informazioni sull’intero processo produttivo e sulla qualità dei prodotti. Queste tecnologie comportano così una maggiore produzione di cibo con minori sprechi;

il mercato italiano della smart agriculture coinvolge potenzialmente 1.200.000 aziende agricole e già nel 2020 valeva 540 milioni di euro, registrando una crescita del 20% annuo dal 2019. Le sperimentazioni in ambito agricoltura 4.0 hanno dimostrato le ampie possibilità che questo settore può esprimere in termini di innovazione dei processi e tracciamento delle filiere, sebbene il tasso di crescita sia notevolmente rallentato rispetto all’incremento di valore del 270% registrato nel 2018 e soltanto il 3-4% dei campi risulta effettivamente coinvolto da processi di trasformazione digitale;

al fine di accelerare i processi di transizione ecologica e digitale delle imprese agricole, soprattutto di piccole e medie dimensioni e rilanciare i prodotti agricoli Made in Italy, accanto ai meccanismi di incentivo tramite credito d’imposta e super ammortamento dedicati all’acquisto di beni strumentali in conto capitale, è indispensabile prevedere uno strumento di incentivo alla domanda di servizi che integrino insieme alle componenti hardware e IoT, connettività, software e cloud as a service;

il 3 marzo 2015 il Governo ha approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga, al fine di sviluppare sull’intero territorio nazionale una rete ultraveloce e creare un’infrastruttura di telecomunicazioni coerente con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea, mediante la riduzione del divario infrastrutturale e di mercato esistente;

nell’ambito della Strategia richiamata, il Comitato Banda Ultra Larga (Cobul) ha sviluppato un piano di contributi alla connettività in favore di famiglie e imprese, il cosiddetto «Piano voucher connettività», che prevede l’erogazione di voucher da utilizzarsi per la fruizione di servizi di connessione a banda ultralarga;

il decreto 7 agosto 2020 del Ministero dello sviluppo economico, recante «piano voucher sulle famiglie a basso reddito», ha dato avvio alla cosiddetta «Fase I», con una dotazione di risorse pubbliche pari a 204 milioni di euro. Tale intervento consiste nell’erogazione alle famiglie con Isee inferiore a 20.000 euro di un voucher del valore di 500 euro, da utilizzare per la fruizione di servizi di connettività a banda ultralarga, congiuntamente all’ottenimento di un dispositivo in comodato d’uso; la cosiddetta «Fase II» del Piano prevede, invece, l’estensione della misura alle imprese e alle famiglie con Isee fino a 50.000 euro e l’erogazione di voucher destinati esclusivamente all’acquisto di servizi di connettività. A differenza della precedente, l’intervento di prossima attuazione non ha, dunque, carattere sociale, ma è finalizzato alla trasformazione digitale del Paese mediante l’incentivo al ricorso alla rete in banda ultralarga;

le piccole e medie imprese rappresentano il cuore del tessuto economico e produttivo dell’Italia, ma scontano, tutt’ora, un divario in termini di competitività in quanto impossibilitate a usufruire al meglio di quei servizi digitali che rappresentano un vero e proprio abilitatore per la loro trasformazione e la crescita economica;

secondo l’indice Desi 2020 della Commissione europea, a fronte di un aumento nel nostro Paese del 6 per cento del tasso di diffusione delle reti fisse ad altissima capacità (Vhcn) tra il 2019 e il 2020, il livello di digitalizzazione delle piccole e medie imprese è rimasto invece invariato. Al netto dell’incremento dell’uso dei social network, il ricorso ai servizi cloud da parte delle imprese è infatti rimasto stabile (utilizzati dal 15 per cento) a fronte di una media dell’Unione europea del 18 per cento). Anche l’uso dei big data non ha visto miglioramenti nel raffronto con la relazione Desi del 2019 (stabile al 7 per cento) e, anzi, risulta in diminuzione rispetto al 9 per cento registrato nell’analisi del 2018 (media Unione europea del 12 per cento);

la missione 1, componente 2, investimento 3 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), recante interventi in materia di reti in banda ultralarga, prevede che, sulla base di un’approfondita analisi del «Piano Voucher» attualmente in corso, si provveda ad «aggiornarlo e, se necessario, potenziarlo per massimizzare l’impatto del sussidio pubblico erogato»;

Nel Regno Unito, abitazioni e imprese unicamente situate in aree rurali o particolarmente svantaggiate) possono usufruire dei voucher per coprire i costi di installazione di connessione Gigabit, modello risultato vincente e di successo;

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di introdurre misure di sostegno finalizzate ad  accelerare i processi di transizione ecologica e digitale delle imprese agricole, quali l’introduzione di un voucher destinato all’acquisto di servizi innovativi integrati per la smart agriculture al fine di poter incrementare la  trasformazione digitale del settore agricolo migliorandone l’efficienza  e la sostenibilità;

a valutare l’opportunità di adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte a destinare quota parte delle risorse stanziate per la cosiddetta «Fase II» del «Piano Voucher», primariamente, al sostegno delle imprese, in linea con quanto previsto nel Pnrr e con l’obiettivo di favorire la loro trasformazione digitale.

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