Innovazione

Ecco prof e università che invitano governo e comuni a non frenare il 5G

di

5g cnit

Tra i firmatari dell’appello alle istituzioni e ai partiti per accelerare sul 5G c’è il Cnit, Consorzio interuniversitario per le telecomunicazioni. Tutte le università e i professori contro “posizioni irrazionali e antiscientifiche”.

 

Il futuro (tecnologico) passa dal 5G: la rete di quinta generazione è uno strumento essenziale allo sviluppo digitale del Paese. Ad esserne convinto è il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, tra i firmatari (insieme ad altre 9 realtà, tra fondazioni e think tank) di un appello rivolto al Governo affinché l’Italia non resti indietro su questo fronte.

Il Consorzio, attivo in molti aspetti legati al 5G, chiede al governo presieduto da Giuseppe Conte, alle altre istituzioni e alle forze politiche “di sfruttare le enormi potenzialità delle tecnologie, accelerare i tempi della ripresa e creare le basi della nuova società digitale, innanzitutto facendo una decisa scelta nella costruzione della generazione avanzata di reti wireless, chiamata 5G”.

IL CONSORZIO INTERUNIVERSITARIO PER LE TELECOMUNICAZIONI

Il Consorzio (CNIT) è un ente non-profit fondato nel 1995 e riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, attivo in campo dell’ICT. Il Presidente del Consorzio è il professor Gianni Vernazza, del Dipartimento di Ingegneria Navale, Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni dell’Università di Genova. Il direttore è il professor Nicola Blefari Melazzi del Dipartimento di Ingegneria Elettronica, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Fanno parte del Consiglio di amministrazione del consorzio: la professoressa Antonella Molinaro, il professor Sergio Palazzo, il professor Daniele Riccio e la professoressa Ilenia Tinnirello.

I CONSORZIATI:

L’ente consorzia 45 centri di ricerca 37 università: Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Scuola Superiore S. Anna, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, Università de L’Aquila, Università del Piemonte Orientale, Università del Salento, Università della Calabria, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Università di Bologna, Università di Brescia, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Catania, Università di Ferrara, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Napoli “Federico II”, Università di Napoli “Parthenope”, Università di Padova, Università di Palermo, Università di Parma, Università di Pavia, Università di Perugia, Università di Pisa, Università di Roma “La Sapienza”, Università di Roma “Tor Vergata”, Università di Roma Tre, Università di Salerno, Università di Siena, Università di Torino, Università di Trento, Università di Trieste, Università di Udine, Università Politecnica delle Marche.

Tra i consorziati anche 8 unità di ricerca presso il CNR: IEIIT-CNR, IFAC-CNR, IIT/ISTI-CNR, IMAA-CNR, IMATI-CNR, IREA-CNR, IRPI-CNR, ISAC-CNR.

LE ATTIVITA’ DEL CONSORZIO SUL FRONTE DEL 5G

Il Consorzio, tra le altre cose, partecipa a e coordina diversi progetti EU H2020 su 5G (quattro di questi progetti si sono classificati al primo posto nelle rispettive graduatorie); è stato membro eletto della 5GPPP, una iniziativa che unisce la Commissione Europea e il settore dell’ICT in Europa per finanziare con 1,4 miliardi di euro la nuova generazione di reti e servizi di telecomunicazioni; partecipa alla sperimentazione MISE 5G nell’area metropolitana di Milano.

L’APPELLO

“Per mesi l’Italia ha combattuto il Coronavirus con il sacrificio e l’impegno di tutti e grazie al massiccio uso delle tecnologie digitali. Nell’emergenza abbiamo usato lo smart working nelle imprese e nelle amministrazioni, la didattica a distanza nelle scuole e nelle università, l’uso delle piattaforme per restare vicini a parenti e amici, l’accesso allo streaming tv per l’intrattenimento. Le aziende di telecomunicazione hanno contribuito alla tenuta economica, culturale e sociale del Paese. Ma nello stesso tempo sono emerse le carenze strutturali della nostra rete, in termini di copertura territoriale, capillarità, ricchezza di banda, dotazione diffusa di strumenti digitali nella popolazione.

Ora, nella ripartenza, è il momento di sfruttare le enormi potenzialità delle tecnologie, accelerare i tempi della ripresa e creare le basi della nuova società digitale, innanzitutto facendo una decisa scelta nella costruzione della generazione avanzata di reti wireless, chiamata 5G. Una tecnologia che consentirà la più ampia copertura dei territori, compresi i piccoli comuni, una maggiore capacità di connessione alle fonti di informazioni e dati, una connettività stabile e velocissima, l’Internet delle cose, la remotizzazione della prevenzione e cura delle cronicità, la previsione dei grandi rischi naturali, l’automazione della mobilità e delle città. Generando così impatti estremamente positivi sull’economia, sul lavoro, sull’educazione, sulla cultura e l’intrattenimento, rendendo possibile per tutti una migliore qualità dell’accesso a Internet e contribuendo alla crescita e allo sviluppo.

Di fronte a questi traguardi, il Paese non può permettersi di rimanere indietro, in balia di pregiudizi immotivati, esitazioni conservatrici o inammissibili resistenze burocratiche.
Chiediamo dunque al Governo, alle istituzioni e alle forze politiche di promuovere un’azione di sistema per la creazione di una rete 5G solida e performante, che acceleri la rinascita dell’Italia, anche attraverso interventi normativi che accentrino le responsabilità delle autorizzazioni, garantendo adeguati limiti emissivi e liberando le diverse amministrazioni dall’assedio di posizioni irrazionali e antiscientifiche. Il 5G è un obiettivo necessario e urgente, va realizzato rapidamente per il futuro dell’Italia”.

GLI ALTRI FIRMATARI

A firmare l’appello, oltra al Consorzio Interuniversitario, sono stati: Centro Economia Digitale, Fondazione Adriano Olivetti, Fondazione Guglielmo Marconi, Fondazione Luigi Einaudi, Fondazione Magna Carta, Fondazione Ottimisti&Razionali, Fondazione Prioritalai, Istituto Bruno Leoni, Istituto per la Competitività.

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