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Cloud sovrano Ue, all’Italia la vicepresidenza dell’Edic

Un italiano alla vicepresidenza del nuovo European Digital Infrastructure Consortium (Edic), il consorzio incaricato di sviluppare il cloud sovrano dell’Unione europea: si tratta di Serafino Sorrenti, Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti. Tutti i dettagli

All’Italia un ruolo di primo piano nel nuovo Edic (European Digital Infrastructure Consortium), incaricato di sviluppare il cloud sovrano dell’Unione europea.

Ad assumere la vicepresidenza esecutiva del consorzio sarà infatti Serafino Sorrenti, Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario Alessio Butti, come rileva l’Agi.

L’iniziativa si inserisce nella strategia europea per rafforzare l’autonomia tecnologica, ridurre la dipendenza da provider extraeuropei e garantire elevati standard di sicurezza, interoperabilità e protezione dei dati.
“Il fatto che il nostro Paese assuma un ruolo di guida in questo Edic dimostra la credibilità che l’Italia ha conquistato negli ultimi anni nel campo delle infrastrutture digitali e delle politiche per l’innovazione. Le infrastrutture cloud non sono soltanto piattaforme tecnologiche, ma la base su cui si costruiscono sicurezza dei dati e una vera competitivita'”, ha dichiarato il sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti.

Tutti i dettagli.

IL RUOLO DELL’ITALIA NEL CLOUD SOVRANO EUROPEO

L’Italia avrà un ruolo centrale nello sviluppo del cloud sovrano europeo attraverso la partecipazione al nuovo Edic, il consorzio europeo incaricato di realizzare infrastrutture digitali condivise tra gli Stati membri. Alla guida operativa del progetto, nel ruolo di vicepresidente esecutivo, sarà Serafino Sorrenti.

LA NASCITA DEL DIGITAL COMMONS EDIC

Il 29 ottobre 2025 la Commissione europea ha approvato la creazione del consorzio per un’infrastruttura digitale europea sui beni digitali comuni, denominato Digital Commons EDIC (European Digital Infrastructure Consortium). Si tratta di uno strumento che permette agli Stati membri di sviluppare e gestire congiuntamente infrastrutture digitali transfrontaliere attraverso una governance dedicata e una personalità giuridica autonoma.

Nello specifico, il consorzio per un’infrastruttura digitale europea (Edic) è uno strumento messo a disposizione degli Stati membri nell’ambito del programma strategico per il decennio digitale 2030 per accelerare e semplificare la definizione e l’attuazione di progetti multinazionali.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia, con l’obiettivo di creare un modello europeo di cooperazione e investimento nei beni digitali comuni e favorire un ambiente digitale aperto, competitivo e fondato sui valori europei, come si legge sul sito del Dipartimento per l’Innovazione.

OBIETTIVO: RIDURRE LA DIPENDENZA TECNOLOGICA DALL’ESTERO

Attualmente oltre l’80% delle tecnologie e delle infrastrutture digitali utilizzate in Europa proviene da fornitori non europei. Il Digital Commons Edic punta quindi a invertire questa tendenza unendo risorse e competenze dei Paesi membri per sviluppare soluzioni digitali aperte, interoperabili e sostenibili.

COINVESTIMENTI E SVILUPPO DI SOLUZIONI DIGITALI CONDIVISE

Il consorzio mira a sostenere lo sviluppo e l’adozione di soluzioni digitali condivise in diversi ambiti tecnologici, tra cui intelligenza artificiale, cloud computing, cybersicurezza, geomatica e social network. L’obiettivo è favorire l’interoperabilità tra i sistemi, ridurre i costi per le amministrazioni pubbliche e creare nuove opportunità per le imprese tecnologiche europee, in particolare per le piccole e medie imprese.

“Il Digital Commons Edic rappresenta il ponte dell’Europa, dai progetti pilota alle piattaforme. Coinvestiremo in soluzioni condivise e aperte (intelligenza artificiale, cloud, cybersicurezza, geomatica) che favoriranno l’interoperabilità, ridurranno i costi per le amministrazioni e creeranno opportunità di mercato per le PMI europee. È un messaggio chiaro: l’Europa è in grado di costruire, mantenere e governare infrastrutture digitali critiche secondo le proprie regole, nell’interesse pubblico. Siamo molto orgogliosi che l’Italia sia stata una forza trainante dietro questa iniziativa” aveva dichiarato all’epoca Serafino Sorrenti, Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti.

COOPERAZIONE EUROPEA PER L’AUTONOMIA DIGITALE

Infine, il Digital Commons Edic prevede anche il coinvolgimento di comunità tecniche, mondo accademico, amministrazioni pubbliche e settore privato per rafforzare l’ecosistema digitale europeo. Il progetto introduce inoltre un meccanismo di finanziamento dedicato alla produzione, manutenzione e diffusione dei beni digitali comuni in Europa.

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