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Chip, perché i senatori Usa lanciano allarme su possibile fornitura cinese Apple

Apple Chip

I senatori statunitensi aumentano la pressione su Apple per un possibile accordo con Yangtze Memory Technologies, produttore di chip cinese. Rivolto appello all’intelligence per verificare se pone una minaccia alla sicurezza nazionale

Chip cinese per l’iPhone 14 di Apple?

È quanto temono i senatori statunitensi dopo il Financial Times ha riportato che Apple stava valutando l’acquisto di chip di memoria dal cinese YMTC per il nuovo iPhone 14. Prima ancora a marzo Bloomberg aveva riferito che il gigante tecnologico statunitense stava valutando la possibilità di lavorare con il produttore cinese Yangtze Memory Technologies e stava testando chip di memoria flash NAND campione da loro prodotti.

Il 22 settembre alcuni senatori americani hanno chiesto all’intelligence di esaminare il possibile accordo fra Cupertino e il produttore di chip cinese Yangtze Memory Technologies e verificare se costituisce una minaccia alla sicurezza nazionale.

Tutti i dettagli.

LA LETTERA DEI SENATORI USA ALLA DIRETTRICE DELLA NATIONAL INTELLIGENCE

A chiedere l’esame sono Mark Warner e Marco Rubio, il presidente e il vice presidente della commissione di intelligence del Senato. In una lettera al direttore dell’intelligence Avril Haines, i due affermano: “Le scriviamo per comunicarle la nostra estrema preoccupazione sulla possibilità che Apple possa presto usare i chip di Yangtze Memory Technologies”.

“Una tale decisione introdurrebbe significative vulnerabilità di privacy e sicurezza nella catena di approvvigionamento digitale globale che Apple aiuta a plasmare dati gli ampi, ma spesso opachi, legami di YMTC con il Partito Comunista Cinese” hanno aggiunto.

In particolare, i senatori hanno chiesto di esaminare in che modo il partito comunista cinese utilizza YMTC per rafforzare la sua industria nazionale di chip e sostituire i produttori di semiconduttori dagli Stati Uniti e dai paesi alleati. Hanno anche chiesto un esame del ruolo che YMTC avrebbe svolto nell’aiutare le aziende cinesi, inclusa il gigante delle apparecchiature per le telecomunicazioni, Huawei, a eludere le sanzioni statunitensi.

Il Ft ha riferito infatti che YMTC ha fornito chip di memoria a Huawei,  per almeno due telefoni, incluso il suo Mate Xs 2 pieghevole di punta. Tanto che già a luglio gli stessi senatori e altri colleghi hanno esortato il segretario al Commercio Gina Raimondo a inserire YMTC nella lista nera delle esportazioni del dipartimento sulla base del fatto che stava fornendo aziende sotto sanzioni statunitensi.

L’anno scorso, l’amministrazione Biden ha descritto YMTC come il “produttore di chip di memoria campione nazionale cinese”, ricorda il Washington Post. Secondo la Casa Bianca, YMTC ha ricevuto circa 24 miliardi di dollari in sussidi da fonti del governo cinese, il che, ha affermato la Casa Bianca, è stato essenziale per il rapido sviluppo dell’azienda.

LA POSIZIONE DI APPLE SUI CHIP YMTC

Da parte sua il colosso di Cupertino ha replicato sempre al Ft che stava “valutando” l’approvvigionamento da YMTC per alcuni iPhone in Cina.

Nello specifico, Apple ha dichiarato che i chip YMTC non sono utilizzati in nessuno dei suoi prodotti e che stava “valutando” se utilizzare i chip YMTC per alcuni iPhone venduti in Cina. La società guidata da Tim Cook ha anche sottolineato che tutti i dati degli utenti memorizzati su tali chip sono “completamente crittografati”.

LA GUERRA USA-CINA SUI SEMICONDUTTORI

Le pressioni su Apple arrivano in un momento in cui il dipartimento del commercio degli Stati Uniti sta lavorando a una serie di misure che renderebbero più difficile esportare determinate tecnologie relative ai chip in Cina, nel tentativo di rallentare i suoi sforzi per costruire la sua industria nazionale. (Qui l’approfondimento di Startmag su Tutte le alleanze (anticinesi) di Usa, Taiwan, Giappone e Corea sui chip).

 

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