Innovazione

Che cosa fa Engineering per il Veneto di Zaia contro il coronavirus

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La Regione Veneto presieduta da Zaia ha puntato sulla tecnologia di Engineering per monitorare l’andamento del coronavirus (metodo snobbato dal governo, secondo Repubblica)

In Veneto l’indice di contagiosità del coronavirus è passato da 3.4 a 0.7 in due mesi. Un buon risultato dovuto ai tamponi a tappeto, ma non solo. Il governatore Luca Zaia (Lega) si è affidato tra l’altro alla piattaforma di analisi di big data della società romana Engineering Ingegneria Informatica.

Tutti i dettagli.

ENGINEERING

Fondata nel 1980 a Padova da Michele Ciniglia, attuale presidente, la società Engineering Ingegneria Informatica è impegnata nella trasformazione digitale di aziende e organizzazioni pubbliche e private. Impiega 11.000 professionisti in 65 sedi in Italia e in altri 10 paesi tra cui Germania, Stati Uniti e Brasile.

L’azienda ha chiuso il 2019 con ricavi per circa 1,3 miliardi e un Ebitda per circa 160 milioni.

IL NUOVO ASSETTO SOCIETARIO

Proprio in queste settimane Engineering ha cambiato il suo assetto societario. Bain Capital Private Equity è entrata nel capitale di Engineering Ingegneria Informatica e ne diventa l’azionista di maggioranza insieme a uno degli attuali azionisti, la società di private equity NB Renaissance Partners.

Engineering, riporta Reuters, è stata valutata 1,6 miliardi di euro, debito incluso.

IL SISTEMA UTILIZZATO

La soluzione per inseguire e controllare il virus sviluppata da Engineering è un sistema di biosorveglianza Eng-DE4Bios, sviluppato sulla base della piattaforma piattaforma Digital Enabler, che permette di integrare, armonizzare e sincronizzare i dati provenienti da fonti diverse per sviluppare modelli di previsione.

OBIETTIVO: PREVEDERE EFFETTI E AGIRE DI CONSEGUENZA

La tecnologia, in pratica, incrociando i dati, permette di monitorare in tempo reale la diffusione della pandemia e individuare i probabili esposti all’infezione per contatto tra membri dello stesso nucleo familiare e i domiciliati allo stesso indirizzo. Non solo: la piattaforma permette anche di fornire agli esperti dati per prevedere gli effetti del virus in anticipo e, quindi, mettere in atto azioni preventive per governare il sistema di emergenza, evitando ulteriori infezioni.

EUROPA (E NON SOLO) INTERESSATA

Il sistema sembra intrigare in molti. “Sono orgoglioso e grato del lavoro svolto dai miei straordinari colleghi, letteralmente al fianco del cliente. Insieme hanno creato un valore enorme, innanzitutto in termini di controllo della fase critica dell’epidemia, ed ora presupposto per l’avvio in sicurezza della “fase2”. Eng-DE4Bios ha dimostrato una flessibilità e velocità di implementazione tale che sono molti in Europa e oltreoceano i paesi che stanno valutandone l’applicazione”, ha detto Paolo Pandozy, ceo di Engineering.

TECNOLOGIA GIA’ UTILIZZATA

La tecnologia sviluppata da Engineering non rappresenta una novità assoluta. In effetti già nel 2015, in occasione dell’Expo, il Cefriel, un centro di ricerca sul digitale, costola del Politecnico di Milano, diede vita alla piattaforma E015 per monitorare quello che accadeva a Milano e in Lombardia durante l’Expo. La tecnologia permetteva di avere dati in tempo reale su traffico, sicurezza, ospedali, ambiente.

MILANO E GOVERNO SNOBBANO SOLUZIONE?

E partendo da questa piattaforma era stato sviluppato un piano per adattare la piattaforma al monitoraggio della pandemia, piano però che non è stato preso in considerazione dal governo.

“Il 24 febbraio un piano di azione preciso e dettagliato su come adattare E015 per monitorare e contrastare il virus arriva su diversi tavoli che contano: la regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità ed anche la presidenza del Consiglio. La proposta è di partire subito in Lombardia e poi scalare quel metodo in tutta Italia. È il 24 febbraio: in Italia quella mattina ci sono poco più di 300 casi e tre morti, tutti fra Lombardia e Veneto. In quel momento la strategia di chi decide è preparare gli ospedali all’onda di contagi; la proposta “big data” punta invece a fare l’esatto contrario, inseguire il virus sul territorio, individuarlo e isolarlo”, ha scritto Repubblica.

GOVERNO NEGA PRESENTAZIONE

Engineering, prima di consegnare la tecnologia alla Regione Veneto, aveva presentato la soluzione anche a Roma, il 5 marzo, prima dell’avvio del lockdown. “Il 5 marzo, tre dirigenti sono a Roma per presentarla allo staff del ministro dell’Innovazione. Il computer entra nel sito regionale alle 14 e 36 e naviga tutte le sezioni”, riporta Repubblica: Ma, “«Non ci è stato presentato nulla», smentiscono dallo staff del ministro”.

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