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Conflitto Interessi Altman

ChatGpt, perché Ilya Sutskever se ne va (sbattendo la porta?)

Nuova stagione della telenovela sceneggiata da ChatGpt? Dopo l'addio e il reintegro del Ceo Sam Altman ora se ne va uno dei cofounder, il russo Ilya Sutskever, che a settembre aveva votato per defenestrare l'amministratore delegato

La storia di ChatGpt non è solo fatta di algoritmi e traguardi tecnologici difficilmente ipotizzabili anche solo fino a due anni fa. Ha anche le tinte della telenovela, se si pensa alla cacciata del suo founder, Sam Altman (nella foto), poi frettolosamente rientrato e tornato a ricoprire la carica di Ceo, non prima di aver fatto saltare le teste dei cesaricidi nel board.

I mercati e gli investitori non amano questo genere di situazioni che rendono litigioso il CdA e instabile l’intera azienda. Ma OpenAI sembrava essersi lasciata alle spalle tutta questa vicenda madida di veleni il 22 novembre scorso, quando la software house – abbondantemente foraggiata da Microsoft – aveva annunciato l’esistenza di un accordo per il ritorno di sella di Altman.

L’ADDIO DI ILYA SUTSKEVER

Ma forse le cose non stanno esattamente così. Ha fatto parecchio rumore il tweet con cui il co-fondatore di origine russa Ilya Sutskever, chief scientist officer di OpenAI, ha improvvisamente annunciato al mondo le proprie dimissioni dalla software house dell’intelligenza artificiale più nota al mondo, ovvero ChatGpt.

“Dopo quasi un decennio, ho deciso di lasciare OpenAI. La traiettoria dell’azienda è stata a dir poco miracolosa e sono fiducioso che OpenAI costruirà un’Agi (Intelligenza artificiale generativa, ndr) sicura e vantaggiosa”, si legge nel post sul profilo X di Sutskever. L’addio di un co-founder non è mai facile, se poi Ilya Sutskever era nel gruppetto di coloro che in autunno votarono per estromettere il fondatore e Ad Altman, allora la vicenda assume ben altri contorni.

I PRECEDENTI ADDII ECCELLENTI (PER METTERSI IN PROPRIO)

Occorre precisare che Ilya Sutskever non è il primo ingegnere che ricopriva incarichi apicali a lasciare OpenAI. Alcuni, come per esempio Dario e Daniela Amodei – vicepresidente della ricerca il primo, vicepresidente della sicurezza la sorella – nel recente passato hanno rassegnato le proprie dimissioni per mettersi in proprio, restando nel settore Ia. Gli Amodei, infatti, hanno fondato la fortunatissima startup Anthropic che sta raccogliendo moltissimi soldi da investitori noti e strutturati.

COSA FARÀ ORA IL CO-FOUNDER DI OPENAI?

In merito al proprio futuro l’ingegnere, per ora, resta vago, ma sembra avere già qualcosa che bolle in pentola: “Sono entusiasta di ciò che verrà dopo, un progetto che è molto significativo per me a livello personale e di cui condividerò i dettagli a tempo debito”.

All’apparenza l’addio sembra doloroso per tutti, pure per Altman, che sul blog di OpenAI scrive: “OpenAI non sarebbe ciò che è senza di lui. Anche se ha qualcosa di personalmente significativo su cui lavorare, gli sarò sempre grato per quello che ha fatto qui e mi impegnerò a portare a termine la missione che abbiamo iniziato insieme.”

LE PAROLE DI ALTMAN E IL TEMPISMO SOSPETTO

Altman sul collega aggiunge numerose parole che ne attestano la stima: “Ilya è una delle più grandi menti della nostra generazione, una luce guida del nostro campo e un caro amico. La sua genialità e la sua visione sono ben noti. Il suo calore e la sua compassione sono meno noti, ma non meno importanti”.

Per molti osservatori, comunque, è sospetto il tempismo con cui l’ex ingegnere di Google Ilya Sutskever ha deciso di abbandonare OpenAI, proprio nelle stesse ore in cui la società presentava al mondo Gpt-4o. Comunque sia, di certo l’addio di Ilya Sutskever, come testimoniato del resto dalle parole del Ceo, rischia di essere una grave perdita per la software house che ambisce a mantenere la leadership nel settore delle intelligenze artificiali.

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