Innovazione

Cdp, EY e Luiss spingono per il Mes (non ditelo a Conte e Di Maio)

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Rsa mes sanità

Cosa c’è scritto nell’ultimo rapporto di EY, Luiss Business School e ufficio studi Cdp sull’industria delle Life Science a proposito anche del Mes

 

Sanità. È questa la parola chiave per un futuro prospero dell’Italia. Almeno secondo l’ultimo rapporto di Cdp, EY e Luiss Business School sull’industria delle Life Science: un Mes pro Sanità potrebbe portare nuovi investimenti, nuove opportunità di lavoro e di crescita.

Il settore farmaceutico e dei dispositivi medici, d’altronde, tiene alla crisi e negli ultimi anni si è sviluppato, ma resta ancora indietro se si guarda ai colossi di settore degli altri Paesi.

IL SETTORE TIENE LA CRISI

Partiamo dai fatti. Secondo lo studio a firma di Cdp, EY e Luiss Business School – che hanno anticipato il documento non ancora pubblico al Corriere Economia di ieri – l’industria farmaceutica e dei dispositivi medici tiene alla crisi da Covid.

L’industria farmaceutica dovrebbe veder crescere il fatturato del 2020 dell’1,3% nello scenario di graduale attenuarsi della pandemia e del 2,3 in caso di seconda ondata. L’industria dei dispositivi medici dovrebbe crescere del 3,3% in caso di attenuazione del virus e del 4,2% in caso di una nuova impennata dei casi, secondo quanto riporta L’Economia del Corriere della Sera.

LA CRESCITA DEGLI ULTIMI ANNI

I numeri non stupiscono: la crisi è innescata da una emergenza sanitaria. Ma la verità è che i due settori hanno registrato una buona crescita negli ultimi anni. “L’intero settore ha dimostrato altissima resilienza, garantendo crescita e occupazione malgrado l’impatto di Covid-19”, ha commentato Stefania Radoccia, responsabile della divisione Mercati per l’area mediterranea di EY al Corriere della Sera.

INDUSTRIA FARMACEUTICA: UN SETTORE (ANCORA) PICCOLO

A fare bene, in particolare, è il settore farmaceutico, dove oltre il 70% lavora in imprese con oltre 250 addetti. Nel 2018 il fatturato ha superato i 32 miliardi di euro. Peccato che sono numeri ancora troppo piccoli se paragonati a quelli che in solitudine registrano i colossi del settore, quali Pfizer, Hoffmann-La Roche, Novartis, Johnson & Johnson, Merck, AbbVie e Sanofi che registrano fra trenta e cinquanta miliardi di dollari.

In Italia, le prime dieci multinazionali fatturano, insieme, 12 miliardi di euro.

INDUSTRIA DEI DISPOSITIVI MEDICI

Il settore dei dispositivi medici fattura intorno ai venti miliardi di euro all’anno. Meno, riporta il Corriere, dei primi tre gruppi di settore.

ATTRARRE INVESTIMENTI

La ricetta per crescere ancora potrebbe essere quella di attrarre investimenti per il settore. “Attrarre investimenti, incentivare la ricerca di base, puntare sulla trasformazione tecnologica e trattenere i talenti sono i quattro ingredienti fondamentali per lo sviluppo del settore”, ha detto Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School.

UN MES PRO SANITA’

Ma per attrarre investimenti serve una strategia, meglio una politica pubblica complice. Politica, però, che presenta dei limiti: la spesa pubblica pro-capite italiana per i dispositivi medici è di 189 euro l’anno (contro i 243 della media europea).

Tra i nuovi strumenti che il Governo potrebbe mettere in campo, per aggiustare il tiro, c’è quello del Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, che potrebbe essere utilizzato per attrarre investimenti o, come suggerisce Andrea Montanino, capo economista del gruppo Cassa depositi e prestiti e già capo ufficio studi della Confindustria, le ri-localizzazioni produttive da catalizzare con incentivi fiscali.

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