Durante l’estate del 2023, in un magazzino di mattoni riconvertito nel cuore di Shanghai, decine di dipendenti di ByteDance furono coinvolti in una missione segreta. Il progetto non aveva ancora un nome ufficiale e gli ingegneri sapevano solo di far parte dell’unità “AI innovation”. Il loro obiettivo era costruire la prossima super-app dell’azienda, un chatbot di IA ispirato al successo di ChatGPT di OpenAI.
ByteDance aveva già dimostrato in passato di saper sfidare i colossi globali: basti pensare a Douyin, l’app di video brevi diventata TikTok all’estero, che aveva ridefinito il concetto stesso di intrattenimento digitale.
Quel prototipo di Shanghai si è trasformato, due anni dopo, in Doubao, che oggi è l’applicazione di IA più popolare in Cina, con 324 milioni di utenti mensili. Per molti consumatori cinesi, il nome “doubao” è diventato quasi intercambiabile con la parola “IA”.
Eppure, come sottolinea il Financial Times in un approfondimento dedicato, il fondatore Zhang Yiming guarda molto più lontano. Non gli basta dominare il mercato consumer: vuole posizionare ByteDance come leader assoluto in Cina su tutti i fronti dell’IA, dai modelli di frontiera alla generazione video, passando per l’infrastruttura cloud e persino lo sviluppo di chip personalizzati.
Negli ultimi tre anni l’azienda ha investito in questo settore con un’aggressività superiore a quella di qualsiasi altro gigante tech cinese, espandendo data center, assumendo ricercatori di alto livello e rafforzando la propria unità cloud, Volcano Engine.
Le origini umili
Quattordici anni fa, ByteDance era un’azienda di una dozzina di persone stipate in un minuscolo appartamento di Pechino. Zhang condivideva il tavolo della sala da pranzo con il team e lì scrisse le prime righe di codice di quello che sarebbe diventato il segreto del successo aziendale: algoritmi capaci di analizzare in tempo reale il comportamento degli utenti e prevedere con precisione chirurgica i loro interessi, tenendoli incollati allo schermo.
Per mantenere alta la produttività, Zhang aveva scelto di restare in quell’appartamento: gli uffici di Pechino spegnevano l’aria condizionata di notte, proprio quando i programmatori davano il meglio di sé.
Con un investimento iniziale di soli 80.000 dollari l’azienda lanciò Toutiao, il suo primo grande successo. Pochi anni dopo arrivò Douyin e, nel 2017, TikTok. La popolarità esplosiva di queste piattaforme ha permesso a ByteDance di diversificarsi e di diventare una delle aziende tech cinesi più profittevoli, superando Alibaba e Tencent.
La scommessa su Doubao
Dopo il boom di ChatGPT alla fine del 2022, Zhang ha assegnato al team di Shanghai il compito di sviluppare un chatbot proprietario. In pochi mesi è nato Doubao, arricchito fin da subito con funzioni vocali pensate per bambini e anziani che non usano la tastiera.
Gli ingegneri hanno passato più di un mese a testare oltre cento voci diverse, scoprendo che quella di una giovane donna definita “gentile e dolce” era la più gradita, soprattutto dagli utenti maschili che rifuggivano dai toni autoritari.
Il risultato è stato un avatar dallo stile cartoon che ha conquistato rapidamente il mercato. Oggi molte famiglie cinesi considerano Doubao un membro virtuale della casa: un ingegnere di Shanghai racconta che il figlio di sette anni lo interpella per ogni dubbio, mentre i nonni settantenni lo usano per pianificare viaggi o chiedere consigli sulla salute.
Il rafforzamento della ricerca e la caccia ai talenti
Forte di questo successo iniziale, Zhang ha deciso all’inizio del 2024 di potenziare le attività di ricerca. Il team Seed, guidato da Wu Yonghui, è cresciuto fino a contare circa 2.000 persone, tra ricercatori, ingegneri infrastrutturali, etichettatori di dati e traduttori, con presenze anche a Singapore e in California.
L’arrivo di DeepSeek con il suo modello open-source R1 nel gennaio 2025 ha rappresentato un momento di svolta: un prodotto dall’interfaccia minimalista aveva superato Doubao negli utenti attivi giornalieri, ricordando a tutti che, alla fine, è la qualità del modello di base a fare la differenza.
ByteDance ha reagito intensificando le assunzioni non solo in Cina ma anche nella Silicon Valley. Zhang stesso partecipa alle discussioni tecniche con il team Seed, mostrando umiltà e capacità di porre domande pertinenti.
Tuttavia, come accade a Meta, Google e altri big tech, anche ByteDance fatica a trattenere i talenti di punta, che a volte preferiscono startup più agili o concorrenti che offrono maggiori responsabilità.
L’espansione nel cloud
La componente più ambiziosa della strategia perseguita da Zhang è Volcano Engine, l’unità cloud che vende soluzioni IA alle imprese.
Nonostante sia entrata tardi in un mercato affollato, l’azienda ha guadagnato quote significative grazie a prezzi aggressivi e soprattutto a Seedance 2.0, il modello di generazione video lodato per la qualità cinematografica, i framing complessi e la facilità d’uso.
ByteDance gode qui di un vantaggio unico e difficile da replicare: l’enorme archivio di video di alta qualità derivante da Douyin e TikTok. Mentre i concorrenti faticano a reperire dati video su larga scala, l’azienda può addestrare i suoi modelli su materiale autentico e diversificato.
Oggi Volcano Engine è il secondo provider di servizi IA cloud in Cina, con una quota del mercato del 16%, e sta espandendo la propria infrastruttura all’estero in Paesi come Malesia, Singapore, Brasile, Irlanda e Norvegia.
Le sfide di una trasformazione epocale
ByteDance sta reinvestendo praticamente ogni dollaro di profitto nell’IA, passando da un modello basato prevalentemente sulla pubblicità a una piattaforma IA con distribuzione consumer su scala enorme.
Gli investitori sembrano credere in questa visione: la valutazione secondaria di ByteDance ha raggiunto i 600 miliardi di dollari, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente.
Rimangono però ostacoli importanti. La scarsità di potenza computazionale, aggravata dai controlli all’esportazione statunitensi, rappresenta il vincolo più stringente.
Doubao consuma già circa 120 trilioni di token al giorno, uno dei livelli più alti al mondo. L’azienda sta diversificando le fonti, ma il successo finale dipenderà dalla capacità di garantire risorse computazionali sufficienti.






