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Cina

Ecco come Biden vuole proteggere i dati degli americani da Russia, Cina e non solo

Biden emanerà un nuovo ordine esecutivo volto a salvaguardare i dati personali dei cittadini americani da paesi ritenuti ostili. Nel mirino l’attività di vendita delle informazioni personali, in cui aziende e i cosiddetti "data broker" raccolgono e scambiano dati.

Biden vuole arginare l’attività dei data broker e ad altre società che vendono i dati degli americani a organizzazioni in paesi stranieri avversari, tra cui Cina e Russia.

Mercoledì il presidente degli Stati Uniti firmerà un ordine esecutivo volto a proteggere i dati personali degli americani, dalla biometria alle cartelle cliniche, alle finanze e alla geolocalizzazione. Il provvedimento punta a impedire il trasferimento su larga scala dei dati personali degli americani verso quelli che la Casa Bianca definisce “paesi che destano preoccupazione”, creando al contempo garanzie attorno ad altre attività che possono consentire a quei paesi l’accesso ai dati sensibili.

La mossa di Biden prende di mira i data broker commerciali, le società a volte oscure che trafficano dati personali. L’obiettivo dell’ordine esecutivo è salvaguardare i dati degli americani senza limitare il commercio legittimo di dati, hanno spiegato gli alti funzionari dell’amministrazione Biden alla stampa, come riporta Ap.

“Questa è la prima volta che un presidente tenta di reprimere le vendite di terzi e l’accesso ai dati raccolti sui cittadini statunitensi da società tecnologiche, pubblicitarie e di marketing”, segnala Axios.

Tutti i dettagli.

COSA PREVEDE L’ORDINE ESECUTIVO DI BIDEN PER I DATI DEGLI AMERICANI

“L’acquisto di dati tramite intermediari di dati è attualmente legale negli Stati Uniti. Ciò riflette una lacuna nel nostro kit di strumenti di sicurezza nazionale”, hanno spiegato funzionari del governo americano ripresi da Reuters, affermando che l’ordine di mercoledì mirava a colmare tale lacuna.

L’ordine esecutivo si concentra su informazioni specifiche e sensibili come dati genomici, dati biometrici, dati sanitari personali, dati di geolocalizzazione, dati finanziari e altri tipi di informazioni di identificazione personale.

I PAESI DEFINITI PREOCCUPANTI

L’ordine frenerà i trasferimenti in massa di dati sensibili degli americani da parte di intermediari di dati e altri verso specifici “paesi preoccupanti”, hanno detto i funzionari.

Tra questi, oltre Cina e Russia, ci sono anche Iran, Corea del Nord, Cuba e Venezuela.

Secondo i funzionari “Cina e Russia stanno acquistando dati personali sensibili americani da intermediari di dati” e li stanno sfruttando “per impegnarsi in una serie di attività nefaste, tra cui attività dannose abilitate al cyber, spionaggio e ricatto”.

I DATA BROKER NEL MIRINO

I broker di dati sono legali negli Stati Uniti e raccolgono e classificano informazioni sulle persone in base alle loro attività online, inclusa la loro attività sui social media, gli annunci pubblicitari su cui fanno clic e altro ancora, solitamente per creare profili su milioni di americani. I broker poi vendono tali dati agli operatori di marketing e ad altre aziende legittime per aiutarli a rivolgersi al pubblico giusto.

Ma spesso i governi, comprese le agenzie di spionaggio statunitensi, acquistano anche grandi quantità di dati dai broker, rileva Axios.

COSA DOVRANNO FARE

Pertanto, le società statunitensi che si occupano di vendita e trasferimento di dati saranno tenute a ottenere dagli acquirenti l’impegno che le loro vendite non finiranno nelle mani di governi o organizzazioni avversari, ha spiegato ai giornalisti un alto funzionario del Dipartimento di Giustizia.

IL RUOLO DEL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA

In base all’ordine esecutivo, il Dipartimento di Giustizia proporrà una regola che limiterà e proibirà la maggior parte dei trasferimenti di dati in blocco di informazioni personali degli americani alle nazioni avversarie e alle organizzazioni con sede in quei paesi.

Sempre l Dipartimento di Giustizia prevede di collaborare con i funzionari della Homeland Security per creare standard di sicurezza per impedire ad avversari stranieri di raccogliere dati.

Tuttavia, “non è chiaro come il Dipartimento di Giustizia applicherebbe la regola nel caso in cui un broker di dati statunitense vende a una terza parte che poi vende tali dati a un’organizzazione in un paese antagonista” osserva Axios.

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