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Ecco come e perché su Twitter Bassanini (Open Fiber) e Bellezza (Infratel) battibeccano

Bassanini

Che cosa hanno scritto su Twitter il presidente di Open Fiber, Bassanini, e il numero uno della società statale Infratel, Bellezza, commentando un report di Asstel sulla banda larga

 

Otto mesi. È questo il tempo medio prima che la burocrazia italiana possa dare il permesso alla costruzione un’infrastruttura di Tlc a banda ultralarga fissa.

A denunciarlo è Asstel, l’associazione che raggruppa la filiera delle Tlc.

Ma per Marco Bellezza, amministratore delegato di Infratel, la burocrazia non è il vero ed unico problema del ritardo digitale italiano. E su Twitter tra Bellezza e Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, va in onda un dibattito pepato.

Andiamo per gradi.

TROPPA BUROCRAZIA

Secondo un report di Asstel, in Italia i permessi per avviare i cantieri per la fibra devono arrivare da sei diversi enti, per un totale in media di oltre duecentocinquanta giorni. Almeno 50-80 giorni servono per l’autorizzazione allo scavo e l’ordinanza per il traffico dei comuni, poi ci sono (quasi sempre in sovrapposizione), riporta Il Sole 24 ore, 90 giorni “perché le Province autorizzino gli scavi o i 100 giorni (sempre sovrapposti agli altri) per le autorizzazioni paesaggistiche. Servono inoltre più giorni per l’autorizzazione allo scavo/posa Pcn da parte del Genio Civile (125) e ancora di più per le autorizzazioni da parte di Anas, Rfi o Autostrade (180 giorni)”.

E se dovessero esserci delle modifiche progettuali, servono 50-80 giorni. Per i lavori per la rete mobile, invece, si attendono permessi da 7 enti differenti, per 210 giorni di attesa.

PICCOLE MIGLIORIE DAL DL SEMPLIFICAZIONI

Qualche passo in avanti, comunque, è stato fatto. Con il Dl Semplificazioni.

“Il Dl semplificazioni è stato molto efficace nel definire le competenze delle autorità centrali rispetto alle locali in tema di tutela della salute. Ha fatto chiarezza sul fatto che quel capitolo rientra fra le responsabilità dei sindaci che lo assolvono mediante l’acquisizione dei pareri dell’Arpa”, spiegano da Asstel.

BELLEZZA: PROBLEMA SUPERATO

Il problema burocrazia, però, non esiste più per Marco Bellezza, amministratore delegato di Infratel (gruppo Invitalia), società in house del ministero dello Sviluppo economico e soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo.

I permessi “sono un problema superato. Se Open Fiber lavorasse in tutti i comuni già autorizzati faremmo tranquillamente target 2021 e primo semestre 2022”, scrive Bellezza su Twitter, chiamando in casa Open Fiber.

LA RISPOSTA DI BASSANINI

Ed Open Fiber risponde. Su Twitter, Franco Bassanini scrive: “Mi spiace Marco, ma penso che abbiano ragione @asstel_it e @An_Bion: i progressi ci sono, il Decreto Semplificazioni è un bel passo avanti, ma le complicazioni burocratiche sono ancora troppe. Sabato @OpenFiberIT ti ha inviato l’elenco dei cantieri fermi in attesa di permessi “.

SFORZO CORALE

E risponde ancora Bellezza: “Serve uno sforzo corale Franco, se chiudeste tutti i cantieri con i permessi già ottenuti chiuderemmo il 2021 senza problemi”.

“Sì, serve uno sforzo corale. Di OpenFiber e di Infratel ma anche di Tim, dei Comuni, delle Sovrintendenze, di Anas, FFSS, Autostrade, Enel, ecc. E servono altre semplificazioni e misure come quelle proposte da Asstel”, risponde ancora Bassanini.

CANTIERI AUTORIZZATI NON PARTONO

Ma è Marco Bellezza che prova a chiudere.

“Oggi su un cantiere del Lazio il capo cantiere mi ha confessato che sono bloccati sulla posa aerea per Enel distribuzione, il percorso è tortuoso”, e aggiunge che “dove ci sono tutti i permessi, non troviamo nessuno a lavorare sui cantieri dichiarati attivi”.

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