Innovazione

Avigan contro Sars Cov-2? Nessuna prova. Parola di Aifa

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Bufera sull’Avigan anti Sars Cov-2. Ecco tutti i dettagli.

Avigan: un farmaco miracoloso contro la pandemia da coronavirus oppure l’ennesima fake news? Tutto nasce da un video di Cristiano Aresu, un farmacista romano che dal Giappone sostiene che l’Avigan sia in grado di curare “fino al 90% dei casi” di coronavirus, come potete vedere qui sopra. Il Giappone ha conosciuto questa epidemia molto prima rispetto all’Italia. Ma in Italia esperti e l’Agenzia italiana del farmaco sono di avviso contrario. Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA DICE L’AIFA SULL’AVIGAN

Non ci sono prove di efficacia del farmaco Avigan contro il Sars Cov-2, contrariamente a quanto affermato soprattutto da messaggi che circolano insistentemente su Web in questo giorni. Lo precisa l’Agenzia italiana del farmaco in un comunicato facendo riferimento alle notizie circolate sui social e in particolare di un giovane farmacista romano da Tokyo. “In merito alle recenti informazioni circolate in rete e a mezzo stampa relative all’utilizzo della specialità medicinale a base di favipiravir nel trattamento di COVID-19 – si legge – l’Agenzia italiana del Farmaco precisa che il Favipiravir (nome commerciale Avigan) è un antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli Usa”.

LA NOTA DELL’AIFA SULL’AVIGAN

“Ad oggi – continua la nota dell’Aifa – non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. “Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aerosol. Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia”.

CHE COSA DICE MANTOAN

Lunedì mattina, riferisce il presidente Aifa Domenico Mantoan, “la commissione tecnico-scientifica di verifica di Aifa partirà con l’analisi e con la definizione del nuovo trial clinico del nuovo Favipiravir, l’antivirale usato in Giappone”. “Questo – precisa Mantoan – non è dovuto al fatto che è circolato questo video virale, ma Aifa è molto attenta a definire e attivare qualsiasi protocollo terapeutico necessario. In questo momento, quello che ci aiuta è soprattutto trovare farmaci antivirali”.

IL PARERE DI GARATTINI SULL’AVIGAN

Anche il noto farmacologo Silvio Garattini ha detto la sua sul tema che sta infiammando i sociali: “In questi giorni si è parlato di questo nuovo farmaco contro l’influenza usato in Giappone, di origine russa, ma mai approvato in Europa”. Sulla sua efficacia contro Covid-19 “non abbiamo dati certi”, ha affermato il farmacologo Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, ospite di ‘Mezz’ora in più’ su Rai3. Il farmaco Avigan* “pare sia attivo solo se dato nei primi momenti della malattia – spiega – ma poiché la maggioranza delle persone infette non ha sintomatologia e non essendoci dei soggetti di controllo nello studio, è difficile stabilire se ha funzionato il farmaco o se i pazienti avrebbero avuto in ogni caso una sintomatologia minore. Mancano dati certi”.

IL PARERE DI BURIONI

Arriva dal Giappone l’ultima presunta promessa farmacologica per contrastare il coronovirus: l’antinfluenzale Avigan (favipiravir), già usato in Cina nel trattamento di pazienti contagiati. La sua effettiva validità, però, divide gli esperti. “Non esistono evidenze scientifiche in merito”, ha chiarito all’AdnKronos Salute il virologo Roberto Burioni, che già aveva sottolineato in un tweet di non fidarsi di alcuni annunci che arrivano dall’estero.

CHE COSA DICE IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’

Richiama alla prudenza sul trattamento delle notizie sulle terapie il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, che nella conferenza stampa alla Protezione civile sottolineando che “un conto è parlare di possibili opzioni da testare e validare, un altro è definire queste opzioni come soluzione del problema Covid”. Intanto in Europa l’Agenzia per i medicinali (Ema) sta valutando 20 nuovi farmaci e 35 vaccini. Lo ha riferito il direttore esecutivo, Guido Rasi, che, in merito ai farmaci ha sottolineato il ruolo dell’Italia: “Vanno eseguiti studi come sta facendo l’Italia. Ovvero su vasti numeri, come per il farmaco contro l’artrite reumatoide, che in un mese darà dati credibili. Dobbiamo invece scoraggiare tutti gli altri piccoli tentativi locali con altri antiretrovirali, su platee molto residuali di pazienti, a volte anche solo su 20 malati, perché non danno assolutamente alcuna risposta valida in termini clinici”.

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