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Attacco hacker NSA: all’asta i Tool di spionaggio

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Attacco hacker NSA

Hacker attaccano NSA e mettono all’asta tool di spionaggio creati nel 2013. Secondo Edward Snowden dietro tutto questo c’è la Russia

Attacco Hacker alla NSA (National Security Agency), l’organismo governativo degli Stati Uniti d’America, che si occupa della sicurezza nazionale tramite strumenti informatici. La notizia non è che la NSA sia stata hackerata, ma che gli autori del colpo informatico abbiano messo online la refurtiva, mettendo all’asta il contenuto. Proviamo a capire qualcosa in più.

Attacco hacker alla NSA: i fatti

Un gruppo di hacker, che si è firmato Shadow Brokers, ha rubato diverse armi digitali all’Nsa. Tra il 13 e il 14 agosto, gli hacker hanno mandato online alcuni dei più potenti software di spionaggio creati dagli specialisti della Nsa, provando l’importanza del furto. Si tratta di una cache di strumenti dotati di nomi in codice come Epicbanana, Buzzdirection e Egregiousblunder. Il Washington Post, due giorni dopo, ha verificato con un ex dipendente dell’agenzia l’autenticità dei file.

File Top Secret all’asta

Ma la refurtiva non è certo fine a se stessa. Gli hacker hanno lanciato un’asta online, promettendo di svelare  il contenuto dei tool di spionaggio, creati nel 2013, una volta che l’asta supererà il milione di bitcoin ( 513 milioni di euro).

Attacco hacker NSA“Mettiamo all’asta i migliori file a chi offre di più”, hanno scritto gli Shadow Brokers su Twitter, Tumblr, Pastebin e Github. Se i file divenissero pubblico sarebbe un duro colpo all’immagine dell’Nsa.

Ma l’asta non va. Anche se i file potrebbero rivelare informazioni segrete e importanti che potrebbero far parecchi danni, ad oggi nessuno sembrerebbe interessato ai file: la massima offerta è stata di 1,6 bitcoin, circa 900 euro. C’è da dire che gli Shadow Brokers hanno proposto ai partecipanti di pagare in anticipo le informazioni, ma solo l’offerta più alta riceverà le chiavi per decrittare e accedere ai file.

Attacco hacker NSA: quali conseguenze?

I file rubati sono andati online e questo significa che qualcun altro ha avuto accesso agli stessi strumenti e potrebbe utilizzarli in futuro contro aziende e altre entità che usano router e firewall vulnerabili a questo tipo di attacchi.

Non solo: i ladri potrebbero anche aver individuato i bersagli spiati dalla stessa Nsa.

Chi c’è dietro l’attacco hacker alla NSA?

Gli hacker, come già detto si sono firmati con il nome Shadow Brokers: la loro identità rimane sconosciuta. Ad avere dei sospetti su chi si nasconde dietro i criminali, è Edward Snowden, convinti che dietro l’attacco ci sarebbero i rivali del Cremlino. Secondo Snowden, inoltre, la messa online dei file è un avvertimento agli Stati Uniti.

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