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Artemis, perché ritarda (ancora) il lancio della missione Nasa verso la Luna

Nasa

Rischiano di allungarsi i tempi del lancio di Artemis 1, la missione senza equipaggio apripista per il ritorno alla Luna. Se il razzo non sarà lanciato entro il 5 ottobre, la finestra successiva si aprirà dal 17 al 31 ottobre

Una tempesta tropicale rischia di ritardare (ancora) il lancio di Artemis, la missione senza equipaggio della Nasa apripista per il ritorno alla Luna.

A  causa della tempesta tropicale Ian, la Nasa rende noto sul suo sito di avere sospeso la decisione di lanciare il 27 settembre e di aver cominciato a considerare il trasferimento del lanciatore Sls, sul quale è integrata la capsula Orion, dalla rampa 39B del Kennedy Space Center all’edificio di assemblaggio Vab (Vehicle Assembly Building).

Se l’Sls dovesse essere trasferito nell’edificio di assemblaggio, mancherà l’attuale finestra di lancio, che termina il 4 ottobre, sottolinea la Bbc.

COSA HA DICHIARATO LA NASA

Il razzo Artemis I avrebbe dovuto essere lanciato martedì dal Kennedy Space Center, in Florida. Ma la Nasa ha fatto sapere che “I manager si sono incontrati domenica sera per esaminare le ultime informazioni sulla tempesta dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, dalla US Space Force e dal National Hurricane Center e hanno deciso di incontrarsi di nuovo lunedì per consentire la raccolta di dati aggiuntivi durante la notte prima di prendere la decisione di tornare indietro”.

Sabato, la tempesta tropicale Ian si è rafforzata mentre si spostava sui Caraibi. Il suo percorso previsto lo porta appena a sud della Giamaica, sopra Cuba occidentale e in Florida, ha affermato il National Hurricane Center.

Dopodiché, l’agenzia spaziale americana sottolinea che “la Nasa continua a dare la priorità alla sua gente mentre protegge il razzo Artemis I e il sistema di veicoli spaziali”.

ANNULLATO IL SECONDO TENTATIVO DI LANCIO

Si tratterebbe del terzo rinvio dopo che le perdite di carburante a idrogeno e altri problemi tecnici hanno causato i primi due rinvii. Il suo primo lancio è fallito alla fine di agosto a causa di problemi tecnici, mentre un secondo tentativo all’inizio di settembre è stato ostacolato da una perdita di carburante.

Il 3 settembre l’agenzia spaziale statunitense ha chiarito che “il direttore del lancio ha rinunciato al tentativo di lancio di Artemis I. Le squadre hanno riscontrato una perdita di idrogeno liquido durante il caricamento del propellente nello stadio centrale del razzo Space Launch System”. La Nasa ha spiegato anche che “i molteplici tentativi di risoluzione dei problemi per affrontare l’area della perdita, riposizionando un sigillo nella disconnessione rapida in cui l’idrogeno liquido viene immesso nel razzo, non hanno risolto il problema”.

L’OBIETTIVO DELLA MISSIONE ARTEMIS 1

Questa missione, chiamata Artemis I, è progettata per testare i sistemi necessari per inviare in sicurezza le persone sulla Luna.

“È incredibilmente difficile. Questo è un volo di prova iniziale di questo veicolo. Come già detto: voleremo quando saremo pronti. E come parte di questo volo di prova iniziale; stiamo imparando a far funzionare il veicolo”, ha detto ai giornalisti il responsabile della missione Artemis della Nasa Mike Sarafin.

Per questo volo, l’SLS dovrebbe inviare Orion in un viaggio intorno alla Luna prima che la capsula torni per un atterraggio sulla Terra.

TABELLA DI MARCIA

Quando la missione Artemis 1 si concluderà con successo con uno splashdown della navicella Orion nell’Oceano Pacifico, aprirà la strada agli astronauti per essere a bordo della missione Artemis 2 nel 2024 nell’orbita lunare. Dopodiché con il lancio di Artemis 3, previsto per il 2025, gli astronauti torneranno dopo mezzo secolo a camminare sulla Luna.

L’INDUSTRIA ITALIANA A BORDO

Il lancio, oltre avere un enorme valore simbolico per gli Stati Uniti, è un’occasione unica per l’Europa, che nel programma Artemis riveste un ruolo molto importante.

Inoltre, anche il nostro paese è coinvolto nel programma statunitense attraverso il contributo della propria industria, a partire da Leonardo e Thales Alenia Space, che hanno realizzato alcuni componenti del modulo di servizio ESM (European Service Module) di Orion, prodotti per conto dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Si tratta di elementi fondamentali per il futuro sviluppo del modulo abitativo che permetterà agli equipaggi di affrontare i prossimi viaggi nello spazio, spiega l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Su Artemis-1 volerà anche il cubesat dell’Agenzia Spaziale Italiana Argomoon, realizzato dalla torinese Argotec. Unico satellite europeo che andrà in orbita lunare. Un osservatore spaziale che riprenderà dall’esterno le tecnologie che voleranno su SLS-1.

A QUANDO IL PROSSIMO TENTATIVO?

Infine, se il razzo non sarà lanciato entro il 5 ottobre, la finestra successiva si aprirà dal 17 al 31 ottobre, segnala la Bbc.

Ma se la Nasa togliesse il razzo dalla rampa di lancio — una decisione che gli ingegneri prenderanno nella giornata di oggi — probabilmente la mossa si tradurrà in un lungo ritardo per il volo di prova, forse spingendolo a novembre, scrive AP.

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