Innovazione

IPhone, che cosa rischia Apple in Cina con i dazi di Trump. Report Bloomberg

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Se Trump imponesse nuovi dazi a Pechino, Apple potrebbe spostare la produzione degli iPhone dalla Cina

La guerra commerciale contro la Cina intrapresa da Trump potrebbe non risparmiare la Mela di Cupertino. Se i dazi imposti da Washington a Pechino raggiungessero il 25%, Apple potrebbe spostare la produzione dei suoi iPhone dalla Cina. A rivelarlo un rapporto di Bloomberg.

IPHONE RISPARMIATI DAI DAZI, FINORA

Da quando si è inasprita la tensione commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina gli iPhone non sono stati più di tanto influenzati dalle tariffe. Ma a fine novembre The Donald ha dichiarato al Wall Street Journal che gli Usa potrebbero imporre nuovi dazi a prodotti di tecnologia consumer di produzione cinese come l’iPhone. La nuova tariffa potrebbe essere del 10% o addirittura del 25%. L’annuncio deve aver fatto impensierire i vertici di Cupertino.

IPHONE MADE IN CHINA

Apple infatti produce la maggior parte dei suoi iPhone in Cina, la maggior parte dei quali realizzati dal socio assemblatore Hon Hai Precision Industry e spediti in tutto il mondo.

In alcuni paesi con tariffe elevate, Apple ha lavorato con fornitori al di fuori della Cina. Come ricorda TechCrunch, nel 2011 il partner Foxconn ha aperto una struttura in Brasile. Ma i risultati sono stati deludenti: i dispositivi erano ancora molto più costosi in Brasile che negli Stati Uniti.

L’IMPORTANZA DEGLI IPHONE PER CUPERTINO

Come sottolinea Fast Company, l’iPhone rappresenta circa il 60% delle entrate di Apple e gli Stati Uniti rappresentano un mercato fondamentale per l’azienda. Ma se l’iPhone fosse soggetto a una tariffa del 25%, i consumatori dovrebbero supportare la maggior parte del costo aggiuntivo. Apple non può permettersi un brusco aumento delle tasse di importazione, già alle prese con l’ultima line-up di iPhone che non è riuscita a eccitare i consumatori. Senza contare che Apple ha già alzato l’asticella del prezzo dei suoi iPhone di punta. Infine, altri prodotti targati Apple sono assemblati in Cina, come AirPods, MacBook Pro, iPad e Apple Watch, e anch’essi potrebbero essere soggetti alle nuove tariffe.

LE CONSEGUENZE

Secondo Bloomberg, Apple manterrebbe l’attuale supply chain anche se gli Stati Uniti decidessero una tariffa del 10% sugli smartphone. Ma con una tariffa del 25% il discorso cambia e la Mela morsicata potrebbe spostare la la produzione lontano dalla Cina. Non è chiaro se tutta la produzione si sposterebbe in un altro paese o solo quella destinata al commercio statunitense, ma per ora solo soltanto supposizioni.

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