Innovazione

App Immuni, i dati devono essere gestiti dallo Stato. Il paletto del Garante

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Che cosa ha detto il Garante per la Privacy, Antonello Soro, sull’app Immuni

“Questi dati devono essere gestiti da un’autorità pubblica, trasparente e controllabile, devono essere utilizzati esclusivamente per la finalità di cui parliamo e, una volta esaurito il ciclo virtuoso della mappatura dei contatti nel periodo utile, vanno cancellati”.

Sono i paletti posti dal Garante per la Privacy, Antonello Soro, sull’app Immuni annunciata dal governo sulla scia dell’ordinanza del commissario Domenico Arcuri. Ecco tutti i paletti indicati dal presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali.

CHE COSA HA DETTO IL GARANTE PER LA PRIVACY SULL’APP

“Il diritto alla privacy è un diritto di libertà, può subire delle limitazioni, ma devono essere proporzionate. Non possiamo accettare che la tecnologia per tracciare contatti di prossimità sia utilizzata anche per altre finalità, dal diario clinico della famiglia all’autocertificazione. Facciamo le misure essenziali, quelle meno invasive, sapendo che un’invasività c’è sempre”, ha detto il Garante per la Privacy intervistato oggi a Circo Massimo su Radio Capital, parlando della app Immuni dopo che già Soro si era occupato della materia nel corso di un’audizione parlamentare (qui l’articolo di Start).

LA GESTIONE PUBBLICA DELL’APP

Soro ha detto esplicitamente che deve essere un’autorità pubblica a gestire i dati: “Questi dati devono rimanere nella disponibilità del dispositivo fino a quando non si verifichino le condizioni per cui c’è un’individuazione a ritroso dei contatti, devono essere gestiti da un’autorità pubblica, trasparente e controllabile, devono essere utilizzati esclusivamente per la finalità di cui parliamo e, una volta esaurito il ciclo virtuoso della mappatura dei contatti nel periodo utile, vanno cancellati”.

IL TRACCIAMENTO SECONDO IL GARANTE

“”Se il tracciamento verrà fatto come ha lasciato intendere il governo, la quantità di informazioni personali raccolte sono davvero poche – ha aggiunto Soro – e solo quando si dovesse verificare un contatto con una persona infetta emergerà la partecipazione al sistema, sennò ne staremo fuori. Viviamo in un tempo nel quale lamentiamo il rischio di quello che viene chiamata una società della sorveglianza, in cui la raccolta di informazioni da parte di aziende private e di Stati è tale da limitare pesantemente la nostra libertà. Ma anche un evento tragico come una pandemia può essere un grande occasione per fare un salto in avanti nella regolazione di questo sistema. Non bisogna mai partire dall’assunto che poiché ci tracciano le imprese digitali, allora tanto vale andare verso la Cina, cioè l’estremo del controllo sociale. Dobbiamo limitare l’invasività da parte delle grandi società tecnologiche – ha concluso – e cogliere ogni occasione per regolare e creare presidi di garanzia e per accrescere la regolazione nella vita digitale”.

IL LEGAME TRA APP E TAMPONI

Il Garante per la protezione personale dei dati ha poi invitato a legare l’app ai tamponi: “Le valutazioni fatte ieri dal presidente del Consiglio vanno nella direzione giusta, cioè di un utilizzo della tecnologia che fa parte di una strategia più complessa. Ma non basterà tracciare i contatti senza un intervento efficiente del sistema sanitario e test diagnostici puntuali. Se non si fanno i tamponi immediatamente dopo aver individuato i potenziali infetti, è tutto inutile. Il fondamento di questo sistema è la fiducia. Per raggiungere una percentuale molto alta di adesione, i cittadini devono avere grande fiducia, non ci può essere improvvisazione da parte di regioni, province, comuni”.

LA TECNOLOGIA

“La scelta condivisa di una tecnologia bluetooth, che misura i contatti ravvicinati, va nella giusta direzione. Sarà bene che questo avvenga con l’invasività minore possibile rispetto alla vita privata dei cittadini. Conta molto la fiducia, se questa app viene percepita come obbligo non gradita, a quel punto il cittadino lascia lo smartphone a casa e viene meno qualunque efficacia di questa strategia”.

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