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Perché l’Antitrust sfruculia Poste sulle raccomandate

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poste italiane

Tutti i dettagli sul procedimento istruttorio avviato dall’Agcm su Poste italiane per verificare una presunta pratica commerciale scorretta del servizio raccomandate

Poste Italiane osservato speciale di Agcm. A finire sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in particolare, sarebbe il servizio di posta raccomandata, che viene pubblicizzato con caratteristiche che non vengono poi nei fatti rispettate, secondo le ipotesi dei vertici Antitrust.

LA VIOLAZIONE

“L’ipotesi è che il cliente/mittente che decida di rivolgersi a Poste per inviare una Raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate”, spiega Agcm. Se l’ipotesi venisse accertata l’azienda guidata da Matteo Del Fante avrebbe violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo, che dal 2005 tutela i consumatori nei confronti di pratiche non conformi alle regole di mercato o lesive degli interessi dei consumatori.

LA PUBBLICITÀ DELLA RACCOMANDATA

Ma cosa significa tutto questo? Le pubblicità di Poste in cui si presenta il servizio di Raccomandata 1, per esempio, sostiene che vengono effettuati ben “2 tentativi di consegna”. Nel caso in cui il destinatario fosse assente entrambe le volte, allora questi “può ritirarla entro 15 giorni”.

NESSUN ACCERTAMENTO SUL DESTINATARIO

Ma, secondo le ipotesi di Agcm, i postini non controllerebbero la presenza del destinatario presso l’indirizzo al quale è stata inviata la raccomandata, ma lascerebbero direttamente l’avviso di giacenza del plico.

In questo modo, spiega l’Autorità, si costringe “il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato”.

IL RITIRO DIGITALE

E ancora. Sempre in base a quanto si legge nella nota diffusa da Agcm, l’Autorità ipotizza per Poste Italiane una pratica scorretta anche per quanto riguarda il servizio di Ritiro digitale, la cosiddetta ‘raccomandata digitale’. “Poste, inoltre, avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo”, scrive Agcm.

IL SERVIZIO

Il servizio Ritiro Digitale di Poste Italiane permette di ritirare online le raccomandate che non state consegnate per del destinatario. Secondo quanto si legge sul sito, è possibile, “essere avvisato della presenza di una Raccomandata in giacenza tramite sms, e-mail e avere uno spazio di memoria dedicato dove poter consultare le tue Raccomandate”. Sarebbe possibile anche “visualizzare online le Raccomandate consegnate dal portalettere e quelle già ritirate in ufficio postale”.

Il ritiro digitale, in base a quanto pubblicizzato, sarebbe gratuito: “Il ritiro online ha lo stesso valore legale della consegna effettuata dal portalettere o del ritiro in ufficio postale”.

LA GUARDIA DI FINANZA

Per accertare le eventuali pratiche scorrette, i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi della società interessata, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

LA POSSIBILE SANZIONE

Se le ipotesi verranno confermate, Agcm potrebbe multare Poste per un massimo di 5 milioni di euro.

IL COMMENTO DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

“Si faccia luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro e poco efficiente. Bisogna tornare ai tempi in cui il postino suona sempre due volte. Non è possibile che il destinatario non si cerchi nei dovuti modi e che si lasci sistematicamente l’avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta”, ha detto l’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia dell’indagine Agcm.

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