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Amazon salverà Stmicroelectronics?

Stmicroelectronics annuncia un ampliamento della collaborazione con Amazon Web Services. Ma l'accordo, al di là dei semiconduttori, prevede anche la possibilità per Amazon di comprare azioni. A cosa punta il colosso tech di Seattle?

Stmicroelectronics, la società di semiconduttori controllata dal ministero dell’Economia italiano e dalla banca pubblica francese Bpifrance, ha annunciato oggi un ampliamento dell’accordo di collaborazione con Amazon Web Services, l’azienda di servizi di cloud computing del gruppo Amazon. L’intesa – definita pluriennale e dal valore multimiliardario – farà di Stmicroelectronics un “fornitore strategico di tecnologie e prodotti avanzati per semiconduttori” che Amazon Web Services integrerà nella propria infrastruttura di calcolo rivolta ai clienti.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

Più nel dettaglio, Stmicroelectronics fornirà “funzionalità specializzate per la connettività a banda larga”, tra cui microcontrollori avanzati per la gestione intelligente delle infrastrutture e circuiti integrati analogici e di potenza “che garantiscono l’efficienza energetica necessaria per il funzionamento dei data center hyperscale“.

A fine gennaio l’amministratore delegato di Stmicroelectronics, Jean-Marc Chery, aveva detto che la società intende portare il proprio fatturato legato ai centri dati per l’intelligenza artificiale dagli attuali 500 milioni di dollari a 1 miliardo entro il 2030, o forse anche prima.

Inoltre, Stmicroelectronics lavorerà con Amazon Web Services per ottimizzare i carichi di lavoro di progettazione elettronica automatizzata nel cloud. La potenza di calcolo garantita da Amazon dovrebbe permettere di accelerare la progettazione dei microchip e dunque di velocizzare la commercializzazione dei prodotti.

IL WARRANT AD AMAZON WEB SERVICES PER L’ACQUISTO DI AZIONI

Al di là della collaborazione pratica, Stmicroelectronics ha emesso dei warrant ad Amazon Web Services per l’acquisto di un massimo di 24,8 milioni di azioni ordinarie a un prezzo iniziale di 28,38 dollari. Amazon potrà esercitare questo “diritto di acquisto” con una o più transazioni in un arco di sette anni.

Al momento, Amazon non ha una partecipazione indiretta in Stmicroelectronics: il maggiore azionista della società è una holding paritaria tra il ministero dell’Economia italiano e la banca statale francese Bpifrance, che possiede il 27,6 per cento.

Se Amazon dovesse comprare le azioni oggetto dell’accordo, la sua quota in Stmicroelectronics sarebbe inferiore al 5 per cento, troppo poco per esercitare un controllo.

A COSA PUNTA DAVVERO AMAZON?

La collaborazione tra Stmicroelectronics e Amazon Web Services risale al febbraio del 2025, quando la società di cloud computing si disse “lieta di collaborare allo sviluppo di una nuova tecnologia fotonica al silicio (SiPho), PIC100, che consentirà l’interconnessione tra qualsiasi carico di lavoro, compresa l’intelligenza artificiale”.

La tecnologia fotonica al silicio viene realizzata da Stmicroelectronics nel suo stabilimento di Crolles, in Francia, dedicato ai semiconduttori al silicio da trecento millimetri.

Per Amazon Web Services, l’accordo con l’azienda italo-francese si inserisce in una strategia di emancipazione da Nvidia, la società che domina il mercato mondiale dei processori per l’intelligenza artificiale: i dispositivi di Nvidia hanno prestazioni elevatissime ma sono anche parecchio costosi. Amazon, così, ha investito nella progettazione di propri microchip per l’addestramento e l’inferenza dei sistemi di intelligenza artificiale, come il Trainium e Inferentia. A occuparsi della realizzazione di questi dispositivi è Annapurna Labs, una startup acquisita nel 2015 per 350 milioni di dollari.

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