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La guerra legale di Amazon contro i broker di recensioni fasulle

Amazon Tax

Il colosso dell’e-commerce statunitense Amazon ha presentato in Italia la sua prima denuncia penale, a livello europeo, contro le recensioni false in cambio di denaro o prodotti gratuiti. Tutti i dettagli

 

Amazon scende in campo contro broker di recensioni false.

Il gigante statunitense dell’e-commerce ha comunicato giovedì di aver presentato denunce legali in Italia mentre intensifica gli sforzi a livello globale per chiudere i broker di recensioni false.

Il procedimento, insieme alla prima causa civile in Spagna e a 10 nuove azioni legali negli Stati Uniti, mira “a individuare e bloccare operatori che gestiscono più di 11.000 siti web e gruppi social che alimentano il mercato delle false recensioni”, annuncia il colosso dell’e-commerce in una nota. Queste condotte possono prefigurare reati per i quali sono previste pene detentive e pecuniarie.

La società ha anche affermato di aver inviato avvisi a cinque siti Web in Germania che indirizzavano i visitatori a un falso broker di recensioni, aggiungendo che da allora tutti hanno accettato di interrompere questa attività firmando una lettera di cessazione e desistenza.

“Amazon ha combattuto a lungo con recensioni false o manipolate e il problema è solo peggiorato poiché più persone si sono riversate sul suo sito per fare acquisti durante la pandemia” ricorda Reuters. Le recensioni a quattro e cinque stelle possono contribuire le vendite, soprattutto se i clienti le percepiscono come imparziali.

Proprio lo scorso febbraio il colosso dell’e-commerce di Seattle ha fatto causa a due siti internet, AppSally e Rebatest, accusandoli di compravendita di recensioni dei prodotti in cambio di soldi o prodotti gratis.

Tutti i dettagli.

LA POSIZIONE DI AMAZON

“Amazon continuerà a dedicare risorse significative alla lotta contro le recensioni false e a garantire ai clienti un’esperienza di acquisto affidabile”, afferma il vice president of Selling Partner Services di Amazon. “Continuiamo a migliorare i nostri controlli proattivi, a inventare nuove tecnologie e a utilizzare il machine learning per individuare i malintenzionati e trovare nuovi modi per assicurarli alla giustizia”, continua Dharmesh Mehta.

“Non c’è posto per le recensioni false su Amazon”, rimarca il vice president Dharmesh Mehta.

LA DENUNCIA PENALE IN ITALIA

La denuncia depositata in Italia prende di mira uno dei principali broker che vendono recensioni false e avrebbe infatti creato una rete di persone disposte a comprare prodotti su Amazon e a pubblicare recensioni a 5 stelle in cambio di un rimborso completo dei loro acquisti.

LA VENDITA DI RECENSIONI FALSE

Decine di migliaia di persone si sono unite a canali dedicati sul sito di messaggistica istantanea di Telegram in cui intermediari anonimi invitano le persone a scrivere recensioni a cinque stelle per i prodotti su Amazon in cambio di una ricompensa finanziaria.

Nella sua prima denuncia penale in Europa, Amazon ha affermato di prendere di mira un “broker di alto profilo in Italia che vende recensioni false”, ma non ha nominato la persona.

Il rivenditore online ha affermato che l’imputato affermava di aver costruito una rete di individui disposti ad acquistare prodotti sul suo sito e pubblicare recensioni a cinque stelle in cambio di un rimborso completo.

E QUELLA CIVILE IN SPAGNA

Amazon ha anche presentato la sua prima denuncia civile in Spagna contro un broker di recensioni false, Agencia Reviews, che comunica tramite il servizio di messaggistica istantanea Telegram per non essere rintracciato.

Secondo il gruppo fondato da Jeff Bezos, l’operatore con sede in Spagna stava rimborsando completamente i clienti una volta pubblicata una falsa recensione a 5 stelle.

SI UNISCE ALLA LOTTA ANCHE ALTROCONSUMO

Infine, tornando al nostro paese, l’iniziativa di Amazon ha ricevuto l’apprezzamento anche l’associazione dei consumatori Altroconsumo.

“Tu mi metti 5 stelle su Amazon, io ti regalo il prodotto che hai recensito. Sembra un affare, ma è illecito. Per l’esattezza questo sistema violerebbe gli articoli 513 (turbata libertà dell’industria e del commercio) e 640 (truffa contrattuale aggravata ai sensi dell’art 61 n. 2 e n. 5 del codice penale). Se poi a mettere in contatto rivenditori e utenti dalla recensione facile sono addirittura agenti-intermediari attraverso numerosi siti web, gruppi Facebook e canali Telegram allora si capisce subito che si tratta di una vera e propria truffa organizzata ai danni del consumatore” spiega l’associazione.

Proprio per questo Altroconsumo “ha depositato le denunce a quattro procure, Bologna, Ivrea, Milano e Roma” e ha inviato anche “una segnalazione ad Antitrust per far emergere questo ampio fenomeno”, dal momento che il cosiddetto il boosting (potenziamento) “danneggia i consumatori ed il mercato: come pratica commerciale scorretta”.

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