Innovazione

Perché Amazon lancia via i pacchi Crap

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Tutti i dettagli sui prodotti che il colosso dell’e-commerce di Seattle sta pensando di eliminare dal catalogo

Essere l’“everything store” non è più così allettante per Amazon. Secondo il Wall Street Journal il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos sta prendendo in considerazione di non vendere più i prodotti inferiori ai 15 dollari.
Nel tentativo di ridurre i costi e massimizzare i profitti, Amazon vorrebbe dunque eliminare dal catalogo tutti quei prodotti a basso prezzo su cui non guadagna. In una parola? Crap.

VIA I CRAP

“Can not Realize a Profit” o nell’acronimo Crap. Sono gli articoli economici ma pesanti o ingombranti – quindi costosi da spedire – come snack e bevande in bottiglia i cui margini di profitto sono pressoché inesistenti.

L’acqua per esempio è poco costosa da acquistare ma è pesante, ingombrante e il costo per l’attività di imballaggio e spedizione è superiore rispetto ai libri che sono più piccoli, pesano meno e quindi costano meno per la spedizione.

UN CARRELLO AD HOC PRIME PANTRY

Non è la prima volta che Amazon si arrovella intorno agli articoli voluminosi che rallentano la catena di montaggio della logistica dei suoi stabilimenti. Per abbattere il costo di spedizione di questi prodotti, il gruppo di Seattle ha creato Prime Pantry: un carrello ad hoc per prodotti pesanti e ingombranti che l’utente deve riempire.

I COSTI DEGLI ALTRI

Secondo il Journal, l’opzione Pantry non è più sufficiente e Amazon sta cercando di aumentare la redditività nel core business retail spingendo i dirigenti di marchi in vendita sulla piattaforma ad abbassare i prezzi e cambiare gli imballaggi.

Uno di questi è nientedimeno che Coca-Cola, che inizierà a spedire i pacchetti di Smartwater dai propri magazzini piuttosto che da Amazon su richiesta della società di Bezos.

È IL BUSINESS BELLEZZA!

Movimenti del genere possono aumentare i costi per i marchi ma Amazon può farla franca perché i produttori di alimenti e prodotti per la casa sono agganciati alle dimensioni del rivenditore online, che rappresenta la maggior parte della crescita totale dei ricavi nell’e-commerce. Per i grandi marchi di consumo non essere su Amazon “non è più un’opzione. Amazon ha gli acquirenti perciò il potere di dettare le regole. Come rileva il Journal, Amazon può fare una richiesta simile alle aziende in virtù della significativa fetta di quota di mercato che detiene tramite la sua piattaforma.

 

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