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Amazon Go, apre al pubblico il negozio senza casse

Amazon Go

Dopo un anno di sperimentazione, Amazon Go apre al pubblico

 

Fin dagli anni ’90, gli addetti ai lavori chiedevano ad Amazon se un giorno avesse iniziato a costruire anche negozi fisici. La risposta era negativa: i dirigenti di Amazon e l’amministratore delegato della compagnia, Jeff Bezos, hanno preferito sfruttare la grande opportunità che arrivava dalla vendita al dettaglio on-line. Era questo il nuovo modo di raggiungere la gente, che avrebbe fatto i suoi acquisti stando comodamente seduta sul divano di casa.

Anche nel 2012, Bezos non aveva alcuna idea di aprire store fisici, convinto che gli acquirenti erano già ben serviti dai rivenditori esistenti e che Amazon non aveva alcun interesse ad entrare anche in questo mercato, a meno che Amazon non avesse avuto un’idea unica. Quell’idea, ora, è arrivata. E Amazon passa dal virtuale al reale. Dalle vendite online ai negozi fisici. E fa sul serio quando dice che vuole provare a rivoluzionare gli store di strada. Un primo passo in questo è Amazon Go, quello che già tutti, in America, chiamano “negozio liquido”, per evocare il mondo della fruizione fluida, dello streaming, della velocità. 

Dopo un anno di sperimentazione, di inaugurazioni saltate, di problemi da risolvere, Amazon Go apre al pubblico in queste ore. Niente casse, niente coda: l’addebito avviene direttamente sul conto. Fare la spesa diventa semplice, veloce e divertente. Si tratta di uno store da mille metri quadri, dove gli acquirenti potranno trovare tutti i tipi prodotti che sono soliti acquistare all’interno di supermercati tradizionali. Dagli snack, al latte e ai prodotti preconfezionati.

Come funziona Amazon Go

L’addebito direttamente sul conto non avviene per magia o perchè Amazon prova ad indovinare quali generi alimentari più ci piacciono. Il negozio può fare a meno delle casse grazie alla presenza di speciali sensori che permettono di rivelare quali prodotti le persone stanno prendendo. I sensori, in pratica, monitoreranno costantemente gli acquisti effettuati e solo una volta fuori dal negozio sarà effettuato l’addebito.

Una rivoluzione buona per il cliente. Altri dati sfruttabili per Jeff Bezos

Per i clienti, è ovvio, lo store rappresenta una rivoluzione che vorremmo presto arrivasse in Italia: fare la spesa senza dover perder tempo a fare lunghe file alle casse per pagare quanto acquistato è davvero una bella novità, soprattutto per chi dopo lavoro non vede l’ora di scappare a casa sul divano.

I vantaggi non mancano nemmeno per Amazon. Il colosso dell’e-commerce, oltre ad allargare il suo core business al modello di commercio tradizionale, potrà sfruttare proprio il modo classico di fare la spesa per acquisire dati sui gusti degli utenti e dunque aggiornare e anche la lista dei prodotti online.

Cosa aspettarci ancora?

Amazon Go, lo abbiamo detto, è solo il primo passo verso la rivoluzione dei negozi fisici che vorrebbe portare Jeff Bezos.  E’ in questo contesto, per esempio, che si inserisce l’acquisto da parte di Amazon della catena di supermercati Whole Food, per 42 dollari in azione. L’accordo, in contanti, è valutato 13,7 miliardi di dollari. Whole Food continuerà a operare come marchio separato da Amazon.

Librerie fisiche

Amazon è anche sbarcato a New York, dove ha inaugurato una libreria. Amazon Books è al terzo piano del Time Warner Center. Lo store è innovativo: i ‘Bestseller’ lasciano il posto ai libri che hanno ricevuto rating elevati dai lettori, ovvero un punteggio superiore a 4,8 su Amazon.com.

La libreria di Jeff Bezos sfrutta i 20 anni di dati raccolti su Amazon.com nell’organizzare i libri in vendita, offrendo ai clienti un’esperienza tutta nuova. I libri sono tutti senza prezzo: per conoscerlo si puo’ usare l’app Amazon sul proprio cellulare o andare a uno degli scanner elettronici presenti nel negozio. Il pagamento e’ rigorosamente senza contanti. Presto dovrebbe essere inaugurata una seconda libreria, a New York, vicino all’Empire State Building.

Negozi di Mobili ed elettrodomestici

Iva sugli EbookAmazon, come ha anticipato il New York Times, sta esplorando l’idea di creare negozi fisici per vendere mobili ed elettrodomestici, ovvero quei prodotti che spesso i clienti sono riluttanti ad acquistare online, senza poter vedere bene l’oggetto dal vivo. I progetti in tal senso sono ancora riservati, ma secondo indiscrezioni, i negozi sarebbero solo delle vetrine dove la gente può vedere gli oggetti di persona, per poi ricevere l’elletrodomestico o il mobile che si desidera direttamente a casa.

Amazon store, per vendere Echo (e non solo)

Non solo. Amazon starebbe anche pensando di inaugurare presto degli store fisici di elettronica, simili agli empori di vendita al dettaglio di Apple. In questi negozi, secondo due persone informate sui fatti, si darà priorità e visibilità a dispositivi e servizi firmati Amazon, come Echo, l’assistente personale da tenere in casa.

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