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Alibaba, Baidu e Xiaomi si faranno i chip in casa

Alibaba Chip

Il colosso dell’e-commerce cinese Alibaba presenta un chip server personalizzato basato su Arm per i data center di cloud computing. I casi di Baidu, Xiaomi e non solo

 

Alibaba fa incursione nel mondo dei semiconduttori.

Martedì il gigante tecnologico cinese ha dichiarato di aver sviluppato un chip che sarà utilizzato per alimentare i server nei suoi data center.

Il processore chiamato Yitian 710 andrà in nuovi server chiamati Panjiu. Si dice sia il più avanzato finora per un’azienda locale, sottolinea il Financial Times.

Alibaba è il più grande fornitore di cloud computing in Cina per quota di mercato e il terzo a livello globale, secondo la società di ricerca Gartner. Anche i suoi rivali nel settore hanno rilasciato i propri chip per server.  Come il cinese Huawei e l’americano Amazon che si affidano ai rispettivi chip Kunpeng e Graviton per alimentare la propria infrastruttura di cloud computing.

Alibaba vede il cloud computing come una parte fondamentale della sua crescita futura e sta cercando di sfidare i giganti statunitensi tra cui Amazon e Microsoft sulla scena globale.

La mossa di Alibaba rispecchia le mosse di altri attori globali del cloud computing, combaciando anche con le priorità del governo cinese per potenziare il settore dei chip del paese, riporta Reuters.

Tutti i dettagli.

IL CHIP TARGATO ALIBABA BASATO SU ARCHITETTURA ARM

Sviluppato dall’unità interna di semiconduttori di Alibaba T-Head, il chip – lo Yitian 710 – è basato sull’architettura della Arm Ltd, il designer britannico di proprietà di SoftBank. Il conglomerato tecnologico giapponese sta cercando di vendere Arm alla statunitense Nvidia per 40 miliardi di dollari.

Non sarà disponibile per uso commerciale al di fuori di Alibaba.

Alibaba non produrrà il semiconduttore, ma lo progetterà, segnala Cnbc.

“La personalizzazione dei nostri chip server è coerente con i nostri sforzi in corso per potenziare le nostre capacità di elaborazione con prestazioni migliori e una migliore efficienza energetica”, ha dichiarato Jeff Zhang, presidente di Alibaba Cloud Intelligence, in un comunicato stampa.

LA SPINTA DI PECHINO

Come ricorda Reuters, oltre ad Alibaba, il gigante della ricerca Baidu, il produttore di telefoni Xiaomi e un certo numero di aziende automobilistiche e di elettrodomestici cinesi hanno iniziato a investire in chip.

Il governo cinese ha esortato a lungo l’industria a investire nel settore dei chip domestico, che rimane indietro rispetto a quello delle controparti globali.

I semiconduttori sono un’area in cui la Cina spera di rafforzare le sue capacità interne poiché l’industria del paese fa ancora molto affidamento sulla tecnologia straniera.

IL COMMENTO DEL FINANCIAL TIMES

Infine, Alibaba vede il cloud computing come una parte fondamentale della sua crescita futura (magari con il chip proprietario). Ma attualmente rappresenta l’8% delle entrate totali dell’azienda. L’attività di cloud computing del gigante dell’e-commerce ha visto una crescita più lenta nel trimestre di giugno dopo aver perso un importante cliente che utilizzava i suoi servizi cloud all’estero.

Tuttavia, “è improbabile che il chip sollevi i profitti di Alibaba, di cui SoftBank è anche azionista”, rileva il Financial Times. “Non prevede di vendere il prodotto. Né la Cina può attualmente produrre i chip. Solo due aziende sembrano essere abbastanza competenti nella tecnologia a 5 nm: Taiwan Semiconductor Manufacturing Co e Samsung Electronics della Corea del Sud”.

“Un ulteriore problema è che l’architettura del chip Arm potrebbe esporre i principali sistemi informatici di Alibaba a controversie politiche” evidenzia il Ft. “Arm è un’azienda britannica la cui tecnologia è in parte statunitense e che un’azienda statunitense sta pianificando di acquistare. Collegamenti di questo tipo sono rischiosi per le aziende cinesi. Nel 2019, Huawei ha affrontato una minaccia esistenziale quando ad Arm è stato ordinato di interrompere tutti i contratti attivi, il supporto e l’impegno futuro con il gruppo di telecomunicazioni cinese. Il governo degli Stati Uniti aveva imposto sanzioni nell’ambito di una controversia sul commercio e sulla sicurezza dei dati con la Cina. Arm ha sospeso tutte le attività con Huawei”.

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