Innovazione

5G, Huawei festeggia per la decisione Ue poco trumpiana

di

5g

Il piano della Commissione Ue per lo sviluppo del 5G. Le parole del commissario Breton. E le reazioni di Huawei

Nessun bando esplicito ad Huawei, ma occhio vigile ed eventuali restrizioni per le aziende straniere considerate ad “ad alto rischio”. Sono questi i capisaldi del piano Ue per lo sviluppo dell’ultima frontiera di internet, 5G.

Ecco che cosa prevede la “toolbox”, la “cassetta degli attrezzi”, concordata dagli Stati membri per avere una rete 5G “sicura”.

NESSUN BANDO ESPLICITO

Le pressioni di Donald Trump hanno certamente influenzato le regole e le restrizioni che i Paesi membri dovranno applicare nel campo della tecnologia 5G, ma la Commissione Europea (di concerto con i 27) ha deciso, comunque, di non prevedere alcun bando esplicito per Huawei.

POSSIBILI RESTRIZIONI IN CASO DI RISCHIO

La Commissione, che sottolinea l’importanza della “responsabilità degli Stati membri”, ha previsto nella toolbox misure “strategiche e tecniche e azioni corrispondenti per rafforzare la loro efficacia, calibrate sulla base di fattori oggettivi”.

Gli Stati membri hanno stilato i possibili rischi tecnologici (funzioni di rete, funzioni di gestione e accesso della rete) ed economici, concedendo ai governi la possibilità “di introdurre restrizioni ai fornitori ritenuti ad alto rischio negli asset cruciali”.

INTERFERENZE

Tra i rischi che i Paesi membri dovranno tenere conto anche quelli relativi a “fattori non tecnici come il rischio di interferenza da parte di Stati non Ue o attori sostenuti da Stati attraverso la catena di fornitura del 5G”.

PIU’ FORNITORI E CONTROLLI: ECCO LE REGOLE

La Commissione chiede agli Stati membri, come scrive il Sole 24 Ore, di non affidare la realizzazione della rete internet di ultima generazione a un solo fornitore e impone una revisione regolare dei rischi connessi alla nuova rete 5G. Nel caso ce ne fosse necessità, i governi dei singoli Stati possono far ricorso alle normative europee per bloccare investimenti pubblici provenienti da paesi terzi.

LE PAROLE DI BRETON

“Vogliamo dotare i Paesi membri così come le imprese di telecomunicazione degli strumenti necessari per creare e proteggere le infrastrutture europee con i più elevati standard di protezione, in modo da sfruttare il meglio possibile il potenziale della 5G”, ha affermato il commissario all’industria, il francese Thierry Breton, sostenendo che “chi vuole venire in Europa è il benvenuto” nel rispetto di “regole chiare ed esigenti”.

COSA DEVONO FARE GLI STATI

Entro il 30 aprile gli Stati Ue dovranno adottare misure concrete per garantire il controllo della sicurezza delle forniture del processo di realizzazione della rete 5G. Entro il 30 giugno è prevista la pubblicazione di un rapporto di Commissione e Stati sulla situazione Paese per Paese.

HUAWEI SODDISFATA

Il piano Ue, che di fatto non impone bandi, piace alla società di Shenzen. Huawei sostiene che le nuove regole permetteranno “al gruppo di partecipare alla creazione della rete 5G”. L’approccio Ue è “obiettivo e basato sui fatti”, sostiene Huawei, e porterà l’Europa ad “avere una rete sicura e più’ rapida”.

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