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Sia, ecco numeri 2018, subbugli tra Poste Italiane-banche e dossier acquisizioni (la francese Cgi?)

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I conti 2018, le mire (in Francia per Cgi, Austria e Portogallo), le tensioni tra azionisti e le preoccupazioni delle banche azioniste (Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediolanum) per il progetto caldeggiato da Cdp e Poste Italiane di un campione nazionale con Nexi. Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari

 

Anno record per i conti di Sia, il gruppo di infrastrutture e servizi tecnologici per i sistemi di pagamento controllato Fsia Investimenti (Cdp e Poste Italiane). I ricavi sono saliti a 614,8 milioni (+8,4%), soprattutto grazie alla spinta dell’estero (+28% a 148,6 milioni).

CHE COSA FA SIA

Sia opera a livello europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici dedicati a istituti di credito, banche centrali, imprese e pubbliche amministrazioni.

I NUMERI 2018

L’Ebitda di gruppo è cresciuto del 12% a 201,4 milioni, mentre l’utile netto è stato sostanzialmente stabile a 79,5 milioni di euro da 80,1 milioni.

LA POSIZIONE FINANZIARIA

A fine 2018, la posizione finanziaria netta è salita a 723,9 milioni di euro dai 379,7 milioni di euro, per effetto della acquisizione delle attività di processing della monetica da First Data.

GLI UTILI

Alla luce dei risultati conseguiti dalla capogruppo Sia Spa, che ha realizzato utili netti per 84,6 milioni (+33,4%), il consiglio di amministrazione intende proporre all’assemblea degli azionisti, che si terrà in prima convocazione il prossimo 16 aprile, la distribuzione di un dividendo ordinario per l’esercizio 2018 pari a circa 60 milioni di euro corrispondenti a 0,35 euro per ciascuna delle 171.343.227 azioni.

LE TENSIONI TRA I SOCI

Nel governo, in Cdp e in Poste Italiane si punta a un campione nazionale fra Nexi e Sia. E per questo ci sono tensioni tra gli azionisti di Sia e tra alcuni soci con i vertici della società.

CHI SONO I SOCI DI SIA

Il maggior azionista di Sia è il veicolo Fsia Investimenti (che vede Fsi Investimenti di Cdp al 70% e Poste Italiane al 30%) con il 49,48%, seguito da F2i con il 17,05%, dal fondo Hat Orizzonte (8,64%) e dal gruppo di banche storicamente presenti nella compagine: Banco Bpm (4,82%), Intesa Sanpaolo (4,05%), Unicredit (3,97%), Mediolanum (2,85%), Deutsche Bank (2,58%).

LE MIRE DI CDP

La Cdp (controllata dal Tesoro) e Poste Italiane puntano a creare un campione nazionale a partire da Sia. Obiettivo della Cassa? Rendere sempre più competitiva la società e con un maggior respiro europeo. Una prospettiva che prevede il coinvolgimento della società Nexi.

LE TENSIONI IN SIA

Ma non tutti sono d’accordo con l’auspicio di Cdp in casa di Sia. Le banche (Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediolanum, Deutsche Bank) sono pro Ipo e per un’azienda indipendente da singoli azionisti-clienti, cioè da Poste Italiane e istituti di credito.

LE IPO PREFERITE DALLE BANCHE

Per questo alla fine le banche, azioniste sia di Nexi che di Sia, gradiscono far cassa subito con le due Ipo, bisbiglia chi nel governo e nelle società controllate dal Tesoro lavora a un grande polo nazionale Sia-Nexi.

CHE COSA HA DETTO CORDONE

“Non c’è un file aperto su Nexi”, ha però detto nei giorni scorsi Nicola Cordone, amministratore delegato di Sia, presentando il piano triennale. Cordone ha spiegato che, puntando sia alla crescita all’estero, l’operazione Nexi “non va nella direzione che dobbiamo perseguire: se però fosse decisa dai soci per irrobustirci, può diventare interessante. Ma sarebbe un passo intermedio per arrivare là”, cioè per crescere in Europa.

IL DOSSIER IPO E IL CANTIERE ACQUISIZIONI

L’Ipo? Si tratterebbe di un’operazione da un miliardo. Cordone ha spiegato negli scorsi giorni che l’ammontare deriverebbe, in parte, da un aumento di capitale contestuale alla quotazione e, in parte, dalla cessione di una parte delle quote nelle mani dei soci. La quotazione consentirebbe un ulteriore salto dimensionale attraverso acquisizioni, oltre a quello che Sia può raggiungere con le 2 operazioni a cui già lavora.

I RUMORS SULLA FRANCESE CGI

Cordone ha sottolineato – presentando il piano triennale lo scorso 20 febbraio – che Sia può investire in queste operazioni autonomamente fino a circa 500 milioni di euro, aumentando la leva finanziaria che a fine 2017 vedeva un rapporto di 2,3 volte tra posizione finanziaria e ebitda. Sia al momento è in short list per una acquisizione in Portogallo e una in Austria: le offerte finali per le due operazioni sono previste entro l’estate. Rumors di mercato raccolti da Start aggiungono che la vera preda nelle intenzioni di Sia sarebbe la francese Cgi.

 

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