Economia, Pagamenti digitali / Fintech

Nexi, Visa, Mastercard e non solo. Chi dice che non si possono tagliare le commissioni sui pagamenti digitali

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Le audizioni in Parlamento dei vertici di Visa, Mastercard e Amex sulle norme del governo. Il report di Mediobanca su Nexi. E l’analisi di Business Insider. Fatti, nomi e polemiche sulle commissioni per i pagamenti digitali


Ridurre i costi delle commissioni per i pagamenti digitali per incentivare il pagamento con carta non è cosa fattibile. A dirlo, all’unisono, sono Bancomat, Visa, Mastercard e Amex (American Express): secondo gli operatori di settore le commissioni sono simili a quegli degli altri Paesi Ue e non ci sono margini per nuovi tagli. Una posizione diversa rispetto a quella di Mediobanca (qui il report degli analisti di Mediobanca Securities). Ecco tutti i dettagli.

INCENTIVARE I PAGAMENTI DIGITALI

Partiamo dal progetto del governo. L’intenzione dell’esecutivo giallorosso di incrementare (in maniera notevole) i pagamenti tracciabili potrebbe passare dal taglio delle commissioni a carico di commercianti, esercenti e autonomi sotto determinate soglie. In pratica si ridurrebbero al minimo i costi a carico di chi accetta pagamenti con strumenti elettronici.

“L’obiettivo è premiare chi utilizza la moneta elettronica anche attraverso l’abbassamento delle commissioni per somme non elevate e per questo stiamo lavorando direttamente sia con il mondo bancario sia con quello creditizio, io stesso li ho contattati”, aveva detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

UNA MISURA POCO INCISIVA: IL REPORT DI MEDIOBANCA SU NEXI E NON SOLO

Ci sono i margini per abbassare il livello delle commissioni, si legge in un report degli analisti di Mediobanca Securities: “Le misure più efficaci sembrano essere gli incentivi ai consumatori, come il rimborso in contanti degli importi pagati con strumenti digitali, le sanzioni per i commercianti che non accettano pagamenti digitali e l’introduzione di pagamenti digitali obbligatori per le spese fiscali, mentre i limiti inferiori ai pagamenti in contanti non hanno avuto in passato un impatto significativo – osservano gli analisti -. Le misure volte a incrementare i volumi dovrebbero essere abbinate a una riduzione delle commissioni sui pagamenti digitali, azzerandole per le operazioni di importo inferiore a 5 euro e riducendo del 50% quelle per le operazioni tra i 5 e i 25 euro in alcuni mercati verticali. A quanto ci risulta, qualsiasi decisione sulla riduzione delle commissioni dovrebbe essere presa in consultazione con gli operatori del settore ed essere compensata da volumi più elevati”, è scritto.

I NUMERI SULLE COMMISSIONI DEI PAGAMENTI DIGITALI

Ma quanto si paga, ora, per le commissioni? Più di quanto dovrebbe pagarsi: secondo un approfondimento Business Insider, la commissione media pagata dagli esercenti italiani è dello 0,9%, con lo 0,54% che rimpolpa le casse dei circuiti internazionali (Visa, Mastercard, Amex, etc etc) mentre il resto finisce nelle tasche delle banche italiane. I piccoli esercenti pagano anche di più: l’1,32%, con lo 0,78% che va nelle casse degli istituti di credito italiani.

QUANTO DOVREMMO PAGARE DI COMMISSIONI?

Cifre molto più alte di quello che ci si aspetta. La Commissione Ue, infatti, è intervenuta proprio su questo fronte, tagliando già le commissioni e portandole allo 0,2% per le transazione bancomat e allo 0,3% per le transizioni con carte di credito.

COSA DICONO VISA, MASTERCARD, AMEX E BANCOMAT

E nonostante in Italia nessuno paghi così poco di commissioni, c’è chi ritiene che non ci sono margini per ulteriori tagli. Visa, Mastercard e American Express, infatti, in audizione ieri presso la commissione Finanze della Camera sul decreto fiscale si sono schierate contro la misura pensata dal Governo giallorosso per incentivare l’utilizzo del Pos.

“In Italia i costi non sono superiori ai livelli europei. Cercare di regolare le commissioni è una misura distorsiva. Possibili iniziative su base volontaria”, hanno detto i responsabili italiani dei circuiti dei pagamenti Bancomat, Visa, Mastercard e American Express secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore.

“Abbiamo dato disponibilità a parlarne. Ma ci tengo a sottolineare che agire sul fronte delle commissioni sarebbe una misura distorsiva. Oltre al fatto che regolare o azzerare i costi sui micropagamenti rischia inibire quelle startup delle Fintech che sta entrando nel mercato proprio su quel segmento”, ha detto in audizione il vice president di Amex, Giovanni Speranza.

“Noi fissiamo una fee per ogni transazione con la banca, poi vanno aggiunte le commissioni interbancarie”, ha spiegato Alessandro Zollo, ad di Bancomat, aggiungendo: “Ci possono essere iniziative individuali. Nel nostro caso per il sistema Bancomatpay abbiamo azzerato a nostre spese sia le nostre commissioni sia quelle delle banche per i pagamenti sotto i 15 euro”.

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