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Nexi, ecco perché Advent, Bain e Clessidra puntano alla quotazione

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Tutti i motivi alla base della decisione dei fondi Advent, Bain e Clessidra di quotare Nexi guidata da Paolo Bertoluzzo 

 

La road map per la quotazione di Nexi è tracciata. E se, come già riferito da MF-Milano Finanza lo scorso 6 febbraio, la volontà della società controllata da fondi Advent, Bain e Clessidra è quella di depositare il prospetto informativo in Consob entro il 15 marzo, adesso inizia a prendere concretamente forma la struttura dell’operazione.

ECCO LE RAGIONI DELLA QUOTAZIONE DI NEXI

Il gruppo attivo nei servizi di pagamento, guidato dall’ad Paolo Bertoluzzo dovrebbe sbarcare sul listino milanese da vera e propria public company. Perché i fondi azionisti hanno intenzione di diluire sensibilmente le rispettive partecipazioni. Anche a più riprese.

COME SARA’ IL FLOTTANTE DI NEXI

Per tale ragione, il flottante di Nexi potrebbe essere superiore al 40%, garantendo così di fatto la contendibilità della società e aprendo quasi immeditamente scenari di possibili aggregazioni con altri operatori del settore – si parla di un competitor attivo in Nord Europa -, o, come già più volte emerso in questi ultimi mesi, con Sia. Ma in questo caso, serve la volontà politica del governo e la coesione degli azionisti della società guidata da Nicola Cordone, a partire dalla Cassa Depositi e Prestiti.

TUTTI I DETTAGLI SULL’IPO DI NEXI

Al contempo, soci, management, consulenti e banche coinvolte – i global coordinator sono Banca Imi, Credit Suisse, Mediobanca, Goldman Sachs e Bofa Merrill Lynch, affiancati dai joint bookrunner Unicredit, Barclays, Citi e Hsbc – stanno definendo anche i confini dell’offerta. Secondo quanto si apprende da fonti di mercato, l’Ipo potrebbe essere globale (opvs), prevedendo quindi non solo la vendita da parte di Advent, Bain e Clessidra, ma anche un aumento di capitale, sulla cui entità ancora si stanno facendo ragionamenti.

OBIETTIVO: RIDURRE IL DEBITO

Questo perché, uno degli obiettivi della quotazione è l’abbattimento in maniera significativa dell’indebitamento di Nexi che oggi ammonta a 2,6 miliardi, a fronte dei 500 milioni di ebitda. Esposizione legata all’acquisizione definita negli anni scorsi dai fondi di private equity.

IL COLLOCAMENTO E I VALORI

Vi è, infine, il tema del collocamento di una società che potrebbe arrivare a valere 7 miliardi. Le banche punteranno principalmente sui grandi investitori istituzionali internazionali, in primis americani. Ma una parte dell’offerta sarà, ovviamente, rivolta anche al mercato italiano. Ma difficilmente ci sarà una componente dell’offerta rivolta al retail.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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